La radio, da sempre, è stata compagna fedele delle persone accompagnandole nelle loro giornate: informando, provocando, confortando. Si tratta di uno dei mass media più pervasivi, in grado di raggiungere i punti più nascosti del globo e di essere ascoltato da milioni di individui.
Dal telegrafo senza fili di Guglielmo Marconi ai primi transistor fino ad arrivare all’attuale DAB – Digital Audio Broadcasting, la radio è riuscita a stare al passo col tempo. E’ stata, ed è, terreno fertile per la convergenza di diversi linguaggi comunicativi. C’è una profonda collaborazione con svariati media, basti pensare al supporto dei quotidiani per la ricerca delle notizie, alle telefonate ed ai messaggi per l’interazione con il pubblico, alla diretta social, ai podcast. Questo medium prende il meglio delle altre tecnologie e se ne serve a proprio vantaggio.
La radio libera
La radio libera nasce negli anni ‘70 come collante per una società che non si sente rappresentata dalla voce di Stato; come una realtà che in breve riesce a radicarsi sul territorio, a superare qualsiasi ostacolo cambiando nel tempo ed adattandosi alle novità, alle nuove tecnologie e alle nuove esigenze comunicative. Essa nasce per essere portavoce delle persone più deboli, espressione dei movimenti giovanili e simbolo del pluralismo informativo. Tra il 1975 ed il 1976, c’è una vera e propria corsa all’accaparramento delle frequenze. Non esiste una legge che autorizzi l’esistenza delle radio libere, eppure tutti vogliono fare radio. La parola d’ordine è: parlare. Inizia ad essere sdoganata anche la musica britannica ed americana con i Beatles, i Pink Floyd, Barry White, la musica jazz, soul, rock. La radio diventa un vero e proprio luogo identitario, il medium simbolo della libertà espressiva. Tutti possono sentirsi partecipi. Grande successo è dato dall’intenso utilizzo del telefono per creare coinvolgimento attivo: ci sono i programmi di dediche e canzoni, i giochi a quiz e a premi, i programmi politici di confronto diretto con i cittadini.
La radio commerciale
Oggi, con il web e le diverse piattaforme social, la radio è stata costretta ad evolversi ancora una volta. Delle radio libere degli anni ’70 è rimasto ben poco: gran parte delle radio odierne sono diventate commerciali. Sono delle vere e proprie aziende inserite in un complesso mercato di business. Lo spirito di contraddizione, sperimentazione ed evasione dei primi anni è andato scemando facendo posto ad una maggiore attenzione alla qualità e agli interessi commerciali. Si è evoluto il modo stesso di fare radio e di parlare alle persone. Questo medium ha infatti saputo reinventarsi, si è adattato ai nuovi linguaggi. Se prima c’era l’interazione solo per mezzo del telefono, oggi, con i nuovi media e social network, è più facile il coinvolgimento dell’audience. Gli ascoltatori diventano parte essenziale nella costruzione di un programma radiofonico, essi lo influenzano e modificano: nasce un singolare tipo di collaborazione.

