Sta letteralmente spopolando in tutto il mondo “Poparazzi” il nuovo social network in cui a pubblicare foto sul tuo profilo sono esclusivamente i tuoi amici
Poparazzi è un’ app di condivisione foto dove ogni utente può solo pubblicare foto di altri. Fa il «paparazzo», appunto. È schizzata subito in cima alle novità più scaricate dell’App Store, dove è disponibile in esclusiva (proprio come Clubhouse all’inizio, un’altro social che ha provato a rompere gli schemi)
I selfie sono tassativamente vietati (l’ app inon permetto l’uso della telecamera frontale) e soprattutto – almeno negli intenti dato che le foto dovrebbero essere spontanee – non c’è la ricerca della perfezione maniacale che regna su Instagram, ma ci sono tutte gli strumenti per divertirsi con gli amici: filtri, effetti speciali per creare gif, chat.
Il team di Poparazzi ha dichiarato che la piattaforma vuole «preservare l’autenticità dei momenti passati con gli amici» e che vuole «eliminare la pressione della perfezione». Con questo obbiettivo l’hanno lanciata a fine maggio i fratelli Austen e Alex Ma, già noti ai venture capitalisti per il social TTYL («talk to you later» e cioè «ci sentiamo dopo»), app simile a Clubhouse che però non ha mai sfondato. Con Poparazzi le cose sono molto diverse: i fratelli hanno già ottenuto oltre 130 milioni di dollari di finanziamenti, e l’app è in continua crescita.
Fino a quando? È la domanda che si stanno ponendo in molti che credono che Poparazzi metta a rischio la privacy . Anche se non è l’unico social che lo permette, dato che su Instagram e Facebook chiunque può pubblicare foto di noi senza chiederlo, questo aspetto sulla piattaforma rischia di essere esasperato perché è il fulcro intorno al quale ruota tutto il funzionamento. Certo, c’è possibilità di controllare dato che avvisa i protagonisti delle foto con delle notifiche, in seguito alle quali si può decidere di far cancellare il contenuto o di bloccare chi lo ha pubblicato, ma nel frattempo trascorre tempo (prezioso).

