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Whatsapp, Instagram e Facebook in down. Cosa è successo

by Mario Marrazzo

WhatsApp, Facebook (incluso Messenger) e Instagram hanno smesso di funzionare, in Italia e nel resto del mondo, dalle 17.30 italiane a poco prima della mezzanotte. Il sito downdetector.it, che effettua il monitoraggio in tempo reale dei problemi e dei periodi di inattività, riportava un elevato numero di segnalazioni sui 3 servizi di proprietà di Facebook.

Si tratta della peggiore interruzione di servizio del colosso dei social media dal 2008.

A fine pomeriggio, il colosso di Menlo Park ha confermato con un tweet i problemi: “Stiamo lavorando per ripristinare il servizio più velocemente possibile, nel frattempo ci scusiamo per l’inconveniente”

https://twitter.com/downdetectorIT/status/1445052301115330565?s=20

Su Twitter gli hashtag #whatsappdown, #instagramdown e #facebookdown sono diventati immediatamente trending topic: i tre hashtag in pochi minuti hanno generato un volume di circa 100mila tweet.

A cosa è dovuto il down

Sheera Frenkel, reporter del New York Times, ha riferito di avere parlato al telefono con alcune persone che lavorano per Facebook che descrivevano una situazione complicata: a lungo, gli impiegati chiamati a risolvere il problema non sono riusciti ad accedere agli uffici perché i loro badge non funzionavano. Il lavoro è stato reso ancora più difficile dal fatto che (sempre secondo quanto scritto dal Nyt) gli stessi impiegati, a causa del disservizio, non potevano ricevere mail da indirizzi esterni.

Il down – secondo la testata americana di tecnologia The Verge – pare sia da collegarsi ai DNS (Domain Name System) cioè i sistemi che associano gli indirizzi generali – come facebook.com, ad esempio – ai singoli indirizzi IP che vengono impiegati dagli utenti. Quindi, una sorta di saturazione che la piattaforma social ha sperimentato altre volte individuando, come tempi di risposta, qualche ora prima che i suoi problemi potessero essere risolti.

Azioni giù di oltre il 5% e perdite per 6,1 miliardi di dollari per Mark Zuckerberg: sono i numeri della giornata nera di Facebook.