La nuova modifica alla Costituzione, attraverso gli articoli 9 e 41, riguarda la tutela degli animali e dell’ambiente .
L’Italia ora ha una Costituzione Green, al passo con i valori di tutela dell’ambiente e degli animali, con l’introduzione del principio dell’interesse delle future generazioni, con l’indicazione di non ledere la salute e l’ambiente anche per l’iniziativa economica.
E’ una vittoria di tutti, una pietra miliare, salutata da tutte le forze politiche. Un plauso ovviamente, però, va a tutto il mondo ambientalista e animalista che da tempo si batte per questo risultato.
La modifica è stata approvata sostanzialmente all’unanimità con 468 voti a favore e uno solo contrario.
Nell’articolo 9 nel quale si afferma che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione, con la sua modifica acquisisce un ulteriore comma, cioè la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, e inoltre, la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.
Gli animali, non vengono più considerati come cose, ma come “esseri senzienti”, che soffrono e provano dolore; così, oltre ai cittadini italiani e al genere umano, ora, anche l’intero genere animale diventa portatore di diritti costituzionali. Inoltre, non sono più gli animali e l’ambiente ad essere creati per l’uomo ma essi sono parte, insieme all’uomo ed alla pari di quest’ultimo, dell’ecosistema in cui viviamo.
La Carta Costituzionale non conteneva peraltro un riferimento espresso alla nozione di “Ambiente”.
Questa riforma non solo lo nomina, ma lo definisce con una dignità autonoma: il mondo e gli esseri viventi intorno a noi devono essere tutelati in quanto tali, e non solo come strumenti o risorse dell’umanità.
La tutela degli ecosistemi e della biodiversità sono obiettivi che non si possono raggiungere se non attraverso la tutela delle specie animali.
Se c’è una cosa che questa emergenza sanitaria dovrebbe averci insegnato è che il rapporto con la natura e la fauna è assolutamente da ripensare. Non esiste l’idea di salvare il pianeta senza pensare all’ecosistema.
Quando si parla di ecologia non si può considerare solo il paesaggio, qualunque progetto o iniziativa deve comprendere anche gli animali. A partire dall’abolizione degli allevamenti intensivi, inaccettabili non solo da un profilo etico, vista la crudeltà che li caratterizza, ma anche da quello sanitario e ambientale.
Gli allevamenti intensivi stanno inquinando e assetando il pianeta. Attualmente il prelievo di acqua dolce per uso agricolo e zootecnico è pari a quasi il 50% del totale dei prelievi idrici. Se consideriamo che per produrre 1 kg di verdura servono 336 l di acqua, per 1 kg di carne di maiale 6299 l ,è chiaro che ridurre il consumo di carne e scegliere un’alimentazione sostenibile è l’unica strada percorribile.
Inoltre, nell’articolo 41 della costituzione, quello sulla libertà dell’iniziativa economica privata, da oggi in poi, quest’ultima è sottoposta al vincolo di non creare danno alla salute e all’ecosistema, prevedendo per questo anche programmi e controlli. Di fatto versare liquami in un fiume per produrre diventerà anche una violazione della costituzione.
E’ un evento importante, non un vincolo, ma una condizione ed insieme un obiettivo per la vita sociale ed economica.
Questa modifica costituzionale è un primo importantissimo passo che armonizza il nostro sistema con i principi formulati a livello europeo e internazionale. Il nuovo assetto costituzionale rafforza significativamente il principio della sostenibilità, sin qui trattato solo in termini di dottrina e giurisprudenza, e crea il presupposto per aumentare il livello di salvaguardia del capitale naturale che costituisce la base insostituibile di tutte le nostre attività anche economiche.
Il riconoscimento della tutela degli animali e dell’ambiente all’interno del testo costituzionale è il chiaro segno di un cambiamento in atto nell’attenzione verso il nostro ecosistema, e costituisce anche il riconoscimento di una ormai diffusa e radicata sensibilità maturata dagli italiani nel corso dei decenni.
Lucia Odierna.

