La crisi climatica globale fa sentire i suoi effetti nella città di Salerno. Le temperature crescenti hanno permesso lo stanziarsi, nel centro storico salernitano, della vespa orientalis che da qualche anno sta causando diversi disagi.
Il 21 Febbraio alle ore 11:00 presso il Giardino della Minerva si terrà un incontro insieme a ricercatori, esperti e rappresentanti degli enti per trattare questo tema nel modo più rispettoso possibile per la natura e per l’ambiente.
Ne abbiamo parlato ai microfoni di rcs75 insieme all’ingegnere ambientale Sara Petrone e al Direttore del Giardino della Minerva Luciano Mauro.
Vespa Orientalis: pericolosa per l’uomo e un disastro per la natura
“La vespa orientalis è dannosissima per l’apicoltura perché attacca le api e distrugge gli alveari e questo è davvero un disastro. Ma è anche pericolosissima per l’uomo perché, mentre la puntura delle api è dolorosa ma non è dannosa alla salute umana, anzi ci sono delle tecniche di cura che prevedono la puntura dell’ape, le punture delle vespe sono invece veramente dannosissime per l’uomo. Quindi le vespe orientalis sono pericolosissime per l’uomo e sono un disastro per la natura ed è un sintomo di un equilibrio che si è perduto e questo dobbiamo assolutamente sottolinearlo.” Ha spiegato Il direttore del giardino della Minerva Luciano Mauro, che grazie ad una iniziativa proposta dall’ingegnere ambientale Sara Petrone, è riuscito a prendere consapevolezza del problema.
L’arnia urbana distrutta che ha svelato il problema
“Avevamo sognato il privilegio di avere delle api nel centro urbano – racconta Sara – ispirandomi ad altri comuni che avevano installato delle arnie che potessero stare nel centro urbano. Grazie ad un crowdfunding, con il contributo della piattaforma di Fondazione Comunità Salernitana, che ha ricevuto una forte risposta da parte dei cittadini, è stata raggiunta la somma necessaria per l’installazione dell’arnia nel Giardino della Minerva. L’apicoltore che fa parte del progetto ci ha regalato uno sciame, una regina giovane e Luciano ne seguiva l’evoluzione da vicino. Eravamo molto contenti fino a quando lo sciame è stato distrutto dalla vespa. Si tratta di un episodio specifico dell’anno scorso, dove un po’ tutti gli apicoltori campani hanno subito perdite fino all’80% dei propri alveari a causa della vespa. Questa vespa è tipica del Medio Oriente, del Madagascar e del Sud Est Europeo, presente anche in Italia nella parte dell’estremo sud ma a causa degli squilibri eco sistemici si è spostata venendo in zone in cui non era tipico che lei vi fosse ed ha trovato un ambiente urbano favorevole al suo insediamento incontrollato. Le vespe sono molto aggressive con le api ed hanno sterminato lo sciame in poco tempo. Abbiamo scoperto che è un disagio sentito da molti cittadini del centro storico già da anni, tanto da limitare l’utilizzo dei propri balconi e terrazzi. Anche i ristoratori vivono il disagio perché le vespe sono carnivore e sono attratte dal cibo nei piatti. Alcuni cittadini ci hanno riferito che questi animali riescano a sollevare pezzi di carne in scatola per gatti per portarli al proprio al nido. Insomma il disagio c’è ed abbiamo contattato esperti per sperimentare soluzioni possibili, già sperimentate in altri luoghi. L’incontro è aperto a tutti i cittadini che vogliano partecipare.”
Obiettivo dell’incontro con gli esperti
In merito all’incontro con gli esperti previsto il 21 Febbraio al Giardino della Minerva, il direttore del giardino ha spiegato: “Il 21 febbraio ci sarà un entomologo che ha specifiche competenze. L’obiettivo è ridurre la quantità di vespe distruggendo alcuni nidi. Lo si fa attraverso delle esche inserite nell’area dove sono maggiormente presenti queste vespe cercando di ristabilire un equilibrio. Anche perché, al di là delle nostre simpaticissime api, questo progetto aveva finalità didattiche. Il giardino della Minerva è un orto botanico e la maggior parte dei visitatori al giardino sono ragazzi in età scolare, ed il nostro obiettivo era anche quello di far vedere loro il mondo delle api trattandosi appunto di un’arnia didattica con le pareti in vetro che mostrava il funzionamento degli alveari. Ci siamo però resi conto che, al di là dell’aspetto didattico, si tratta di un problema molto grave che si sta diffondendo anche nel nord Italia. Oggettivamente dobbiamo trovare un equilibrio e pensiamo che questo progetto possa essere un’occasione per spiegare ai salernitani che bisogna difendersi attraverso delle trappole particolari per il contenimento di questi animali.”
Amalia Attianese

