“Siamo ancora in attesa della firma dell’accordo di programma, ma andiamo avanti, sarà una grande edizione, nelle nostre intenzioni davvero memorabile, più forte e più intensa di sempre”
Lo ha detto il fondatore del Giffoni Film Festival, Claudio Gubitosi, alla chiusura di Giffoni Shock, nuovo progetto dedicato all’arte e ai linguaggi espressivi più innovativi e creativi.
“Cominciamo martedì 23 aprile con i sorteggi delle giurie, la carica dei circa 5mila giurati, provenienti da tantissime città e paesi di Italia e da 45 nazioni. Sono loro il motore di tutto. Seguirà la selezione dei 250 ragazzi che animeranno una delle sezioni più importanti, la Impact. Via via presenteremo tutte le tessere di quel bellissimo mosaico che è Giffoni”, ha annunciato. “Si è sempre in attesa”, aggiunge Gubitosi, “che il governo e la Regione Campania firmino l’accordo di programma relativo ai Fondi di Sviluppo e Coesione. Ma è chiaro come uno dei più grandi eventi, tra i più attesi in Campania, in Italia e nel mondo, non poteva che essere ufficialmente confermato. Desidero ringraziare il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per aver dimostrato grande attenzione nei nostri riguardi, garantendo sostegno e collaborazione per la realizzazione di #Giffoni54”.
Il Giffoni Film Festival (GFF) nasce nel 1971 da un’idea di Claudio Gubitosi: promuovere e far conoscere il cinema per ragazzi, elevandolo dalla posizione marginale che occupava al tempo, ai ranghi più consoni di un “genere” di grande qualità e capacità di penetrazione del mercato. Più semplicemente il giovane Gubitosi cerca di stimolare un ambiente povero di iniziative culturali e fare qualcosa di diverso per il suo territorio. Due intuizioni si rivelano fondamentali e ancora oggi sono pilastri insostituibili.
Il tema centrale di #Giffoni54 è “L’illusione della distanza”in programma dal 19 al 28 luglio.
In quest’era definita dalla connettività digitale, è un tema urgente perché evidenzia un paradosso, indica i pericoli del senso di isolamento che si insinua nella vita delle nuove generazioni con la paura dell’altro, del diverso, del lontano, con l’inganno di sentirsi separati. Un invito a ritrovare i sentieri, a scoprire i legami invisibili che esistono, nonostante le apparenti divisioni e ad inventarne di nuovi, per rivelare quanto siamo incredibilmente prossimi, indissolubilmente uniti.
Elena Scisci

