Il bullismo e il cyberbullismo rappresentano un problema sempre più emergente, una seria minaccia per il benessere psicologico di preadolescenti e adolescenti. Secondo recenti studi, una percentuale significativa di giovani è vittima di queste forme di violenza. Le conseguenze del bullismo e del cyberbullismo possono includere, problemi psicologici ed emotivi: ansia, depressione, bassa autostima, fobia scolastica, isolamento, e altro ancora. Bullismo e cyberbullismo hanno importanti ripercussioni anche sul rendimento scolastico e in famiglia.
Un lungo viaggio iniziato lo scorso luglio da Giffoni e arrivato a toccare le anime di 60mila studenti italiani in contemporanea in collegamento streaming. Il 7 novembre le sale cinematografiche d’Italia hanno ospitato “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, film prodotto e distribuito da Eagle Pictures e Weekend Films per la regia di Margherita Ferri e sceneggiatura di Roberto Proia. A Giffoni è stato presentato in anteprima alle scuole in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza, il bullismo e il cyberbullismo”. Giffoni ha partecipato all’evento nazionale, ospitando nella Sala Truffaut 450 tra alunni e docenti dell’ IC Don Milani – Linguiti di Giffoni e Istituto Gian Camillo Glorioso di Giffoni Valle Piana e dell’IC Montecorvino Rovella.
La storia racconta la vicenda di Andrea Spezzacatena, ragazzo che aveva appena compiuto 15 anni quando decise di togliersi la vita. Andrea, un ragazzo apparentemente solare, aveva ottimi voti a scuola e un buon rapporto coi genitori. Il suo gesto fu quindi totalmente inaspettato e rimase senza spiegazione finché sua madre, dopo la sua morte, è entrata nel suo profilo Facebook e ha ricostruito l’inferno che suo figlio stava vivendo tra atti di bullismo subiti a scuola e implacabile cyberbullismo. Il film, narrato dalla voce di Andrea dall’aldilà, ci racconta come il ragazzo sia arrivato a pensare di non avere altra via d’uscita e rappresenta un potente monito sulla pericolosità di parole e gesti che in apparenza ci possono sembrare innocui.
Il film vede come protagonista l’attrice Claudia Pandolfi, nel ruolo della madre Teresa Manes, mentre a vestire i panni del padre Corrado Fortuna. Il giovane e talentuoso Samuele Carrino è stato scelto per dar vita al personaggio di Andrea mentre Andrea Arru è Christian – il bullo della scuola – e Sara Ciocca interpreta Sara, la migliore amica di Andrea. Al termine del film, applaudito a lungo dai ragazzi in sala, Giffoni ha partecipato in streaming al dibattito con la mamma di Andrea, Teresa Manes, il protagonista Samuele Carrino, la regista Margherita Ferri, lo sceneggiatore Roberto Proia, la musicista Arisa (autrice della colonna sonora) e la giornalista Federica Angeli. “Questo film deve essere un inno alla vita – il messaggio di Teresa Mannes -. Mi auguro che questo film possa restare dentro di voi ed esservi d’aiuto. Cosa direi a chi ha causato la morte di mio figlio? Di andare a vedere questa opera”.
Roberto Proia ha poi ringraziato Giffoni: “So che sono collegati in streaming con noi. Lo scorso luglio durante #Giffoni54 abbiamo presentato questo film e quella giornata è stata per noi importante. Abbiamo iniziato lì quel lungo viaggio che ora continuerà nei cinema di tutta Italia. Questo film non nasce per colpevolizzare qualcuno ma per essere un viaggio da vivere, con un finale emotivo che non può lasciare indifferente. Volevamo stimolare un dibattito, rievocare un episodio così drammatico stimolando un dibattito. L’intento era di riportare Andrea tra i banchi di scuola: ci siamo riusciti”. Margherita Ferri ha continuato: “Non abbiamo mai pensato di soffermarci solo sul racconto della storia ma volevamo trasformarlo in un tributo. Grazie a Teresa Mannes, questa storia così tragica si è trasformato in un seme di rinascita. Tutto il cast e chiunque ha lavorato nella realizzazione di questo evento ha toccato con mano il dolore ma ha messo in ogni piccola cosa amore e trasporto come se fossimo una sola famiglia”.
Nel ruolo di Andrea Spezzacatena il giovane Samuele Carrino: “Quando ho ricevuto la chiamata per poter partecipare al provino mi sono documentato su questa storia che non conoscevo. Ho sentito la responsabilità di raccontare al meglio questa storia oltre a provare grande onore in ogni momento di questo film. Lo reputo necessario ed invito tutti i ragazzi a vederlo, a diffondere gli insegnamenti che sono presenti”. La voce di Arisa sulle note di “Canta Ancora” colonna sonora de “Il ragazzo dai pantaloni rosa” rende ancora più struggente il finale: “Il brano nasce dall’esigenza di raccontare e manifestare l’amore per mia madre. A volte non è facile dichiarare un sentimento verso i genitori e viceversa. Quando ho ricevuto la sceneggiatura ho pensato subito a Teresa. Mi sono immedesimata nel dolore di una madre che perde il figlio: la ritenevo opportuna”.
Elena Scisci

