Disclan, storico negozio di dischi di Salerno, fu fondato il 23 gennaio del 1965 dal cantante salernitano Luciano Maysse, che scomparve prematuramente. Dal 1990 è diretto dai figli Elisabetta e Mario che celebreranno i sessant’anni d’attività proprio il 23 gennaio, nel negozio di dischi, sito in Via Roma 32.
Le celebrazioni avranno inizio alle ore 18:00 con il live set curato da dj Tonico 70 e dj Paolo Caravano (Aka Fattariello), collaboratori storici dello store di dischi; ma la consolle sarà aperta a tutti coloro che vorranno mixare qualche disco e condividere la propria selezione musicale.
Inoltre, Disclan, in occasione delle sessanta candeline, riserverà uno sconto particolare su tutti i vinili.
Negli anni Disclan è diventata, anche, la casa di tantissime band locali e musicisti talentuosi dai componimenti originali che fanno, però, fatica a trovare spazi adeguati per potersi esibire e far conoscere la propria musica e che fanno enormi sacrifici per poterla produrre e vedere stampata su supporto fisico.
Così, Disclan, da marzo fino a novembre 2025, con cadenza mensile, ospiterà a rotazione queste band per farle esibire, registrando alcuni brani che verranno poi inclusi in una compilation e stampati su vinile.
Contestualmente, continueranno le domeniche “a colazione da Disclan”, Live Set attesissimo da molti giovani salernitani e organizzato dal collettivo di “Bei fatti” che da la possibilità a giovani band di esibirsi e promuovere i propri dischi.
In occasione del Record Store Day 2025 (giornata mondiale per la salvaguardia dei
negozi di dischi indipendenti), verrà ripubblicato in edizione limitata il 45 giri di
Luciano Maysse.
Sul lato A, del disco, si troverà: “Nun è peccato”, brano d’esordio del cantautore e con cui ebbe inizio la storia di Disclan; sul lato B un brano di Marino Marini, La più bella del mondo.
La storia di questo disco è nuova anche per Elisabetta e Mario Maysse, che sono venuti a conoscenza di quest’ultimo solo da pochissimo tempo.
Tratto da un 45 giri di una piccola etichetta discografica fondata nel New Jersey agli inizi degli anni ’60, “Vesuvius Records”; è stato registrato con il complesso Avallone di cui non si conosce quasi nulla. La scoperta è stata fatta da Mario Maysse, il quale, facendo una ricerca su discogs, piattaforma dedicata alla compravendita di dischi, ha trovato una copia del disco, che veniva rivenduto da un privato americano che, però, non ha saputo fornire spiegazioni sulla provenienza.
Le uniche notizie che si hanno della “Vesuvius”; è che era una piccola etichetta che, negli anni ’60, stampò una serie di 45 giri e qualche album per il mercato americano, tra cui Mina, Adriano Celentano, Luigi Tenco, Jimmy Fontana, Tony Dallara, Pino Mauro e altri.
I tempi e i luoghi di registrazione non sono noti, ma la cosa che desta maggiore fascino al 45 giri è che, presumibilmente, abbia fatto un meraviglioso viaggio, partendo da Salerno o Napoli verso il New Jersey, per poi fare ritorno a casa dopo 60 lunghi anni.
Disclan non è solo un semplice negozio di dischi, ma un’attività culturale che dà lustro a Salerno, dentro e fuori i confini nazionali. È la storia di una famiglia, ma è anche la storia di tanti salernitani che nel corso di 60 anni hanno fatto di Disclan la casa della loro passione: la musica!
I figli di Luciano Maysse portano avanti l’attività, fondata dal padre, con immutata passione; vincendo nel 2013 il premio “negozio più amato d’Italia di tutti i tempi”, per la rivista Rolling Stone.
“La stessa voglia, la passione e la determinazione ci hanno consentito di arrivare fin qui, attraversando le mille tempeste di un mercato discografico sempre in evoluzione (o in involuzione) –le parole di Mario Maysse–questo è stato possibile solo grazie a chi ci ha sostenuti in tutti questi anni!Giovedì 23 gennaio, dalle ore 18, vorrei avere qui in negozio tutti i clienti, amici abituali, ma anche chi compra altrove, chi non compra più musica, o chi lo fa da lontano. È solo grazie a loro se siamo ancora qui. D’altronde, siamo rimasti fedeli al motto del fondatore: Disclan per gli amici del disco!”
Manuela Lucchini

