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Vini delle feste: ciò che amiamo e ciò che possiamo ancora scoprire

by Valentina Papandrea

Le feste sono quel periodo magico dell’anno in cui la tavola diventa la protagonista assoluta: luci soffuse e piatti fumanti si confondono con il tintinnare dei calici. Ed è proprio lì, tra un brindisi e l’altro, che il vino gioca la sua partita più importante. Perché se è vero che a Natale siamo tutti più buoni, è altrettanto vero che siamo anche un po’ più curiosi, più disposti ad assaggiare, sperimentare, abbinare. E così il vino, compagno fedele delle tavole imbandite, si trasforma in un narratore silenzioso che accompagna ogni portata con un tono diverso.

Tradizionalmente, le feste vedono dominare quelle bottiglie che hanno una storia lunga, quasi familiare. Sono vini conosciuti, rassicuranti, spesso presenti da anni nei pranzi importanti. Hanno il fascino degli “evergreen”: profumi riconoscibili, sapori che evocano ricordi, una struttura capace di sostenere pietanze ricche e conviviali. È un po’ come ritrovare un vecchio amico con cui si sa già che la serata andrà alla grande. Le bollicine sono i veri mattatori del periodo. Non c’è festa senza una bollicina che faccia capolino al momento giusto: all’inizio, per aprire le danze, o alla fine, per accompagnare il dolce. Quel che affascina è la loro capacità di adattarsi a tutto: un antipasto leggero, un piatto di pesce, un brindisi improvvisato, una voglia di far festa anche senza motivo. La loro brillantezza sembra quasi rispecchiare lo scintillio delle decorazioni natalizie.

Eppure, nonostante questa predilezione per i classici, il mondo del vino delle feste ha ancora molto da farci scoprire. Ogni anno cresce la voglia di esplorare abbinamenti meno convenzionali, magari puntando su vini che di solito lasciamo in secondo piano. Alcuni rossi, per esempio, sono perfetti per quei piatti che un tempo avremmo abbinato senza esitare ad etichette più robuste. Oppure bianchi aromatici capaci di affrontare portate che richiedono freschezza ma anche una certa personalità.

Un’altra frontiera che attira sempre più appassionati è quella dei vini da meditazione. Non serve necessariamente un camino acceso per godersi un vino che invita alla lentezza, che non accompagna un piatto ma un momento. Sono vini che raccontano tradizioni antiche, territori particolari e tecniche che oggi stanno vivendo una nuova giovinezza. Aprirne uno durante le feste non significa solo degustarlo, ma dedicarsi qualche minuto di pausa vera, un regalo che facciamo prima di tutto a noi stessi.  Poi ci sono le nuove curiosità del mondo enologico: le vinificazioni particolari, le interpretazioni moderne di vitigni storici, i vini che osano texture e profumi diversi dal solito. Le feste sono il momento perfetto per provarli senza timore: complici il clima di gioia, la convivialità e il desiderio di stupire i commensali. La bellezza del vino, soprattutto durante le feste, sta proprio qui: nell’arte dell’abbinamento, nella voglia di provare, nella capacità di unire tradizione e novità. In fondo, ogni bottiglia è un viaggio, e quale periodo migliore per partire se non quello in cui siamo tutti un po’ più inclini a farci sorprendere?