Anche quest’anno “Notre Dame de Paris” conferma il suo fascino senza tempo, arrivando in Campania con il tour dei record che farà tappa al PalaSele di Eboli dal 17 al 19 aprile 2026. L’opera, che ha conquistato generazioni in tutto il mondo, approda nel Salernitano forte di numeri impressionanti: oltre 250.000 biglietti già venduti in vista del 25esimo anniversario italiano, previsto nel 2027.
Noi di RADIO RCS75 abbiamo partecipato alla conferenza stampa tenutasi il 25 marzo, presso la Sala Pasolini a Salerno, dal titolo “Volti e voci di Notre Dame de Paris”, dove abbiamo avuto il piacere di parlare con Angelo Del Vecchio, unico attore campano del cast. Nato a Benevento nel 1991, Del Vecchio ha debuttato nel ruolo di Quasimodo nel 2011 e ha partecipato a diverse versioni internazionali dell’opera in inglese e francese, diventando l’unico cantante a interpretare lo spettacolo in tre lingue. Quest’anno ritorna sul palco italiano nei ruoli di Quasimodo e Clopin.
“A livello musicale quest’opera ci rappresenta tantissimo culturalmente, perché c’è la melodia, il bel canto all’italiana che ci appartiene da sempre. È una storia universale fatta di emozioni semplici, ma espresse in maniera poetica, in cui ognuno di noi può ritrovarsi almeno una volta nella vita”, racconta Del Vecchio. Il fatto che la tappa sud parta proprio da Eboli, aggiunge, “per me vuol dire tanto ed è simbolicamente molto forte”.
Durante l’incontro con la stampa, l’attore ha anche lanciato un messaggio ai giovani del Sud che aspirano a grandi palcoscenici: “Io a 15 anni ho deciso di provare ciò che molti consideravano impossibile. Ci sarebbe bisogno di più curiosità, trasmettere quanto più possibile questa realtà e seguire ciò che ti fa sognare”.
Lo spettacolo, basato sul capolavoro di Victor Hugo, racconta la tragica storia d’amore tra Esmeralda e Quasimodo, affrontando temi di grande attualità come l’emarginazione, i pregiudizi e la paura del diverso. Parte della forza di Notre Dame de Paris risiede nella capacità di superare i confini del tempo: non un semplice musical, ma un’opera totale che unisce balletto classico e breakdance, scenografie monumentali e musiche indimenticabili di Riccardo Cocciante, magistralmente adattate in italiano da Pasquale Panella sui testi originali di Luc Plamondon.
Dal suo debutto in Italia nel 2002, l’opera continua ad appassionare il grande pubblico e le nuove generazioni, trasformandosi in un fenomeno culturale capace di attraversare epoche diverse. Con la celebrazione del 25esimo anniversario ormai alle porte (#RoadTo25Anniversary), Notre Dame de Paris resta un appuntamento imprescindibile per chi ama la musica, la danza e il teatro di qualità.
“Notre Dame de Paris”, spiega Riccardo Cocciante, “è una storia sulla diversità umana, sulla difficoltà di vivere quando non ci si sente omologati in una categoria. Attraverso i suoi personaggi racconta quanto possa essere duro sentirsi diversi, esclusi, stranieri. Il messaggio che deve arrivare è proprio questo: comprendere quanto sia complesso vivere quando non ci si sente come gli altri e trasformare questa consapevolezza in rispetto e inclusione“.
Un’opera che continua a vivere nel tempo, capace di emozionare, ispirare e far riflettere, consolidandosi come un patrimonio culturale universale, simbolo di come il teatro possa parlare al cuore di ciascuno di noi, indipendentemente dall’età, dalla provenienza o dalle esperienze di vita.

