Home arteBCC Capaccio Paestum e Serino e Mutua Madonna del Granato al fianco di “Matrice. Paestum tra memoria e visione”, l’omaggio a Mario Bruno Bambacaro

BCC Capaccio Paestum e Serino e Mutua Madonna del Granato al fianco di “Matrice. Paestum tra memoria e visione”, l’omaggio a Mario Bruno Bambacaro

by Silvia Ventre

Ci sono artisti che raccontano un territorio e altri che finiscono per diventarne essi stessi memoria. Mario Bruno Bambacaro appartiene a questa seconda categoria. A un anno dalla sua scomparsa, BCC Capaccio Paestum e Serino e Mutua Madonna del Granato ETS sostengono “Matrice. Paestum tra memoria e visione”, la prima mostra interamente dedicata all’artista capaccese, in programma dal 9 agosto al 6 settembre 2026 negli spazi del Museo Archeologico Nazionale di Paestum. L’inaugurazione si terrà domenica 9 agosto alle ore 17.30.

L’esposizione rappresenta molto più di un omaggio commemorativo: è il riconoscimento di un’eredità artistica e culturale che continua ad alimentare la memoria collettiva e l’identità di un territorio che Bambacaro ha raccontato per tutta la vita attraverso uno sguardo inconfondibile. La sua ricerca ha intrecciato archeologia, storia, mito e vita quotidiana, trasformando Paestum in un luogo dell’anima, dove il passato e il presente convivono in un racconto senza tempo.

Pittore, scultore, ceramista e disegnatore archeologico, Mario Bruno Bambacaro (Capaccio Paestum, 1944-2025) si è formato all’Istituto d’Arte di Salerno e all’Accademia di Belle Arti di Napoli, sotto la guida di Emilio Greco. Negli anni Sessanta la sua attività artistica si sviluppa anche tra Milano, Torino, Darmstadt e Parigi, esperienze che arricchiscono una ricerca destinata però a ritrovare sempre il proprio centro a Paestum. Storico collaboratore della Soprintendenza Archeologica, partecipa alle campagne di scavo realizzando rilievi e documentazione grafica, un’esperienza destinata a segnare profondamente il suo linguaggio artistico. Nel corso della carriera riceve importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Gemito di Napoli, il Premio di Arte Contemporanea di Perugia e il Premio Vanvitelli, fino alla nomina, nel 2004, a Ispettore Onorario per la tutela dei beni monumentali e degli oggetti d’arte. Socio fondatore della Fondazione Paestum, lascia inoltre opere divenute simbolo della città, come la vetrata absidale della chiesa di San Vito, il busto di Costabile Carducci e, soprattutto, Paestum Minore, entrata ormai nell’immaginario collettivo del territorio.

La scelta del Museo Archeologico Nazionale di Paestum come sede dell’esposizione assume un significato fortemente simbolico. Per Bambacaro il museo e il Parco Archeologico non sono stati semplicemente luoghi di lavoro o di ispirazione, ma presenze costanti del suo percorso umano e creativo. Riportare oggi le sue opere all’interno di questi spazi significa ricondurle alle loro origini, restituendo la sua ricerca al paesaggio che l’ha generata.

Curata da Mario Scairato, la mostra riunisce 78 opere, realizzate dagli anni Sessanta fino al 2025, offrendo una delle più ampie panoramiche dedicate alla produzione dell’artista. Il percorso comprende dipinti a olio, acquerelli, collage, disegni a matita e a china, composizioni su carta millimetrata e opere a tecnica mista, testimoniando la straordinaria ricchezza dei linguaggi sperimentati nel corso della sua carriera.

L’allestimento rinuncia volutamente a un criterio cronologico per svilupparsi attorno a tre parole che sintetizzano l’intera poetica di Bambacaro: Mito, Segno e Matrice. Tre concetti che diventano chiavi di lettura di una ricerca in cui il segno si fa origine dell’immagine, la memoria diventa struttura del pensiero e Paestum rappresenta la matrice stessa dell’opera. Accanto ai lavori più conosciuti trovano spazio opere meno note, capaci di rivelare un Bambacaro essenziale e sperimentale, sempre alla ricerca dell’essenza delle cose attraverso la sottrazione della forma e la forza evocativa del gesto.

È proprio da questa idea che nasce il titolo “Matrice. Paestum tra memoria e visione”: la matrice come origine, come memoria, come struttura generatrice dell’opera, ma anche come metafora della città che ha alimentato ogni fase della ricerca dell’artista. Il percorso invita così il visitatore a esplorare i grandi temi del mito, del paesaggio e dell’identità culturale pestana, seguendo il continuo rinnovarsi del linguaggio visivo di Bambacaro senza mai perdere il filo della sua inconfondibile poetica.

Attraverso il sostegno a questa iniziativa, BCC Capaccio Paestum e Serino e Mutua Madonna del Granato ETS confermano il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale e artistico del territorio, contribuendo a custodire e tramandare l’opera di un autore che ha saputo trasformare Paestum in un linguaggio universale, capace ancora oggi di parlare al presente e alle nuove generazioni.