La bellezza come punto d’incontro tra arte, cultura, moda, enogastronomia e impegno sociale. È stato questo il filo conduttore dell’undicesima edizione di Modus Vivendi Pompei, il gran galà del cibo, della moda e del benessere che si è svolto venerdì 18 settembre al Teatro di Costanzo Mattiello di Pompei.
Un appuntamento che, negli anni, ha saputo trasformarsi in una vera vetrina per le eccellenze del territorio e che anche in questa edizione ha scelto di raccontare la bellezza nelle sue molteplici forme, intrecciandola alla storia di Pompei e al fascino di quegli artisti che, dal Settecento a oggi, hanno raggiunto la città durante il Grand Tour, lasciandosi conquistare dal suo patrimonio.
A guidare idealmente la serata sono stati i due testimonial d’eccezione di Modus Vivendi: Paolo Gramaglia, chef stellato, e Nino Lettieri, stilista e designer di alta moda con sede a Roma. Due personalità appartenenti a mondi differenti ma accomunate dalla capacità di trasformare la creatività in eccellenza e di portare il territorio oltre i suoi confini.
La moda ha avuto un ruolo centrale nel corso della kermesse. Tra i protagonisti anche Italia Vitagliano, reduce dal Festival del Cinema di Venezia, che ha presentato le sue ultime creazioni, portando sul palco il linguaggio dell’alta moda e della creatività sartoriale. Spazio anche a Givova, che ha presentato le proprie collezioni dedicate all’abbigliamento sportivo e al tempo libero, accompagnando la serata con la presentazione della nuova Miss Givova 2026, direttamente dalla kermesse di Miss Italia.
A completare il programma, numerosi momenti dedicati all’arte e allo spettacolo. Il pubblico ha potuto ascoltare il trio formato da Luca Venditto, Valentina Ranalli e Leo Andersen, protagonisti di un repertorio composto da brani celebri e amati, mentre tra i giovani talenti del panorama artistico e dello spettacolo hanno trovato spazio Vito Amato e Adriana Serrapica, protagonisti di fiction e cortometraggi, insieme alla danzatrice Marika Matrone.
Ma Modus Vivendi non si è fermato alla celebrazione della bellezza e dell’intrattenimento. Uno degli elementi più significativi dell’undicesima edizione è stato infatti lo spazio riservato ai progetti capaci di mettere in relazione impresa, cultura e responsabilità sociale.
Particolarmente importante è stata la sinergia tra Mercato Pompeiano e la cooperativa sociale Il Tulipano, che ha raccontato i risultati e l’avanzamento dei percorsi di avvio al lavoro rivolti a ragazzi con diverse forme di autismo. Un’esperienza che pone al centro il tema dell’inclusione e della costruzione di concrete opportunità di autonomia professionale.
Lo sguardo rivolto alle nuove generazioni è proseguito attraverso la collaborazione tra il Liceo Pascal e il Parco Archeologico di Pompei. Nel corso della serata sono state presentate le iniziative sviluppate insieme alle due realtà, con particolare attenzione al progetto “Sogno di volare”, esempio di come il patrimonio archeologico possa dialogare con la creatività e i linguaggi espressivi dei giovani.
Anche l’accoglienza e l’ospitalità hanno trovato il loro spazio grazie alla presenza di Habitat79, mentre il racconto dell’eccellenza gastronomica del territorio è passato attraverso La Bettola del Gusto e Pompei Centrale per la ristorazione e De Vivo per la pasticceria.
Tra i momenti dedicati alla creatività d’autore ha trovato spazio anche la Regia Moda Clarence, con la direzione creativa di Giuseppe Scagliarini e la curatela della comunicazione affidata a Renato Rocco, direttore del magazine La Buona Tavola, in collaborazione con Ilaria Cotarella.
A chiudere idealmente questo percorso tra moda e lifestyle, la presenza di Pipol, storica boutique da anni punto di riferimento nel settore dell’alta moda e del lifestyle.
L’XI edizione di Modus Vivendi Pompei ha così confermato la propria vocazione: costruire, attraverso una serata di spettacolo e convivialità, un racconto capace di mettere insieme le diverse anime di un territorio. Dal gusto alla moda, dalla cultura all’arte, fino all’inclusione e alla formazione, il gran galà ha scelto ancora una volta di parlare di bellezza non come concetto astratto, ma come qualcosa da condividere, valorizzare e trasformare in opportunità.
E in una città come Pompei, dove passato e presente continuano naturalmente a dialogare, il risultato è stato un appuntamento che ha guardato alla tradizione senza rinunciare alla creatività e alle sfide del presente.

