Il Teatro Verdi di Salerno inaugura la sua stagione di balletto con uno spettacolo dal sapore parigino. Per due giorni, domenica 25 e lunedì 26 ottobre, il palcoscenico ospita “La vie en rose – Bolero”, produzione del Balletto di Milano nell’ambito del cartellone lirico, sinfonico e coreutico promosso dal Comune.
Gli appuntamenti sono quattro: domenica alle 10.30 e alle 18.00, lunedì alle 10.30 e alle 21.00.
Un viaggio tra chanson e danza
Firmato dalla coreografa Adriana Mortelliti, lo spettacolo è uno dei titoli più rappresentativi della compagnia milanese, che lo porta in giro per il mondo dal 2012. In oltre un decennio ha conquistato il pubblico di Italia, Svizzera, Russia, Francia, Marocco ed Estonia. I costumi sono realizzati con il contributo di Armani, Max Mara e Atelier Bianchi.
La prima parte è un omaggio alla grande canzone d’oltralpe. Le voci di Aznavour, Piaf, Brel e Montand accompagnano una serie di quadri in cui i danzatori trasformano i versi in piccole storie quotidiane, con toni che passano con naturalezza dall’ironia alla malinconia, dalla leggerezza alla commozione. Un lavoro che ha fatto guadagnare a Mortelliti il Premio Rieti Danza come migliore coreografa. A chiudere il primo atto è “Dans tes bras”, il cui celebre tappeto sonoro introduce senza soluzione di continuità il brano successivo.
Il Boléro come racconto di origini
Nella seconda parte arriva la partitura più famosa di Maurice Ravel, in una lettura esclusiva del Balletto di Milano. Qui la seduzione è solo uno dei fili conduttori: la coreografia mette in scena qualcosa di più antico, il mistero di una nascita, il richiamo irresistibile verso chi ci somiglia, il moltiplicarsi degli incontri.
I corpi si muovono sinuosi, si cercano e si intrecciano, seguendo l’ostinato ritmico che sale di intensità battuta dopo battuta, fino a un finale destinato a lasciare il pubblico senza fiato.
Una serata pensata per chi ama la danza, ma anche per chi vuole semplicemente lasciarsi trascinare dalle melodie che hanno fatto la storia della musica francese.

