È un nuovo allestimento del Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno quello della Vedova allegra di Franz Lehár, presentato venerdì 30 ottobre alle ore 11 con una conferenza stampa che si è tenuta nello stesso teatro. Lo spettacolo debutta venerdì 6 novembre alle 21, con repliche sabato 7 e domenica 8 novembre, preceduto da tre recite in matinée. Sul podio Jacopo Sipari di Pescasseroli, la regia è di Massimiliano Gallo. Orchestra e Coro sono quelli del Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno, coproduttore dello spettacolo.
La regia
Massimiliano Gallo ha scelto di riportare la storia agli anni Trenta, mettendo al centro la vicenda sentimentale.
“Se svuotiamo La Vedova Allegra del suo cuore pulsante, cioè la storia d’amore tra Hanna e Danilo, l’opera perde la sua anima”, scrive Gallo nelle note di regia. “Il vero motore della storia non sono i soldi, ma l’impossibilità di resistere l’uno all’altra.”
Per il regista Hanna e Danilo “non sono due burattini in balia della geopolitica, ma due persone che si amano disperatamente”. La Glavari è “una donna straordinariamente moderna, perché emotivamente libera”: la sua ricchezza è lo scudo con cui capire se Danilo la ama davvero. Il Conte, invece, anestetizza con l’alcol e le donnine del Maxim’s il dolore di aver perso l’amore della sua vita. Accanto a loro, Valencienne e Camille vivono “un amore giovane, irrefrenabile e ostacolato”.
La scelta degli anni Trenta non è solo estetica. È “l’epoca del glamour patinato, delle notti nei club fumosi”, ma anche della Grande Depressione e dell’ombra dei totalitarismi: “si balla sull’orlo del baratro”. Mettere in scena la Vedova nel 2026 con quell’eleganza “tagliente e malinconica” significa, per Gallo, restituirle la sua vera natura: “non un reperto museale polveroso, ma un melodramma sentimentale dal ritmo cinematografico, dove la leggerezza apparente maschera la fragilità dei cuori”.
Sipari e l’orchestra del Martucci
A dirigere è Jacopo Sipari di Pescasseroli, docente al Conservatorio “Giuseppe Martucci”. In buca, a lavorare con lui, ci sono i musicisti che segue anche in aula.
Nato all’Aquila nel 1985, Sipari si è formato in composizione e canto al Conservatorio “Alfredo Casella” della sua città e in direzione d’orchestra al “Tartini” di Trieste con Marco Angius. Specialista del repertorio pucciniano, ha diretto più edizioni del Festival Puccini di Torre del Lago. È direttore artistico del Teatro nazionale dell’Opera e del Balletto di Tirana e direttore musicale dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese. La sua carriera lo ha portato sul podio in Italia e all’estero, da Belgrado ad Atene, dal Qatar fino al Gewandhaus di Lipsia. Nel 2020 ha ricevuto il premio Golden Opera per la nuova generazione agli Oscar della Lirica.
L’Orchestra del Conservatorio è formata dagli studenti dei corsi di primo e secondo livello, affiancati da professionisti scelti con audizioni pubbliche. Ogni anno l’organico si rinnova in parte. Il Conservatorio la presenta come “un laboratorio formativo di alto livello”, nato per far crescere i giovani strumentisti sul repertorio orchestrale.
Non è la prima volta che l’orchestra del Martucci si misura con Lehár al Verdi. Nel 2023 aveva già portato in scena La vedova allegra, insieme al Barbiere di Siviglia, Cavalleria rusticana, Suor Angelica e L’elisir d’amore, tutti in coproduzione con il teatro salernitano. È una collaborazione ormai stabile, che dà agli allievi l’occasione di suonare in una vera stagione d’opera.

Lo spettacolo e il cast
Scene e costumi sono di Alfredo Troisi, le coreografie di Pina Testa, il Coro è preparato da Francesco Aliberti. Assistente alla regia è Agostino Pannone. Massimiliano Gallo, oltre a dirigere, sale in scena nel ruolo parlato di Njegus nelle recite serali.
Nelle serate del 6, 7 e 8 novembre Hanna Glawari è Claudia Pavone e il Conte Danilo è Mario Cassi. Filippo Morace è il Barone Mirko Zeta, Claudia Muschio la moglie Valencienne, Süngü Mert il corteggiatore Camille de Rossillon. Completano il cast Vincenzo Tremante (Cascada), Andrea Barletta (St-Brioche), Simone Mastragostino (Bogdanowitsch), Francescanthea Cristillo (Sylviane), Ellanz Miglino (Kromow), Dalila Carbone (Olga), Gabriele Panaro (Pritschitsch) e Aurora Scola (Praskowia).
Le matinée schierano un cast in parte diverso: Hanna è affidata a Denise Tammariello e Alessia Presta, Danilo ad Antonio De Rosa, Valencienne a Mariaolmina Fariello e Deniz Kayabek. Vincenzo Tremante passa al ruolo di Camille, Gerardo Orsini è Cascada e Riccardo Canessa veste i panni di Njegus. Restano Filippo Morace nel ruolo di Zeta e il resto della compagnia.
L’operetta più amata
Die lustige Witwe debuttò al Theater an der Wien il 28 dicembre 1905. Il direttore del teatro, Karczag, al primo ascolto aveva sentenziato: “Questa non è musica”. Fu invece uno dei successi più clamorosi di sempre, come ricorda la musicologa Rosanna Di Giuseppe nel saggio della cartella stampa.
Il libretto di Victor Léon e Leo Stein, tratto da L’attaché d’ambassade di Henri Meilhac, porta in scena una Parigi da Belle époque. Il barone Zeta, ambasciatore del piccolo Pontevedro, vuole far sposare la ricca vedova Hanna al Conte Danilo, per evitare che il suo patrimonio lasci il Paese. Intorno, tra feste e balli, si intrecciano seduzioni e schermaglie amorose.
A reggere tutto è il valzer, da “Tace il labbro” alle “Sirene della danza”, accanto a marce, galop e cancan e al colore “pontevedrino” del Lied della Vilja. È una partitura apprezzata da Mahler, Richard Strauss e Puccini, che Di Giuseppe descrive come “trasognata fuga nell’effimero”.
Date e orari
- Martedì 3 novembre, ore 10.30 (matinée)
- Mercoledì 4 novembre, ore 10.30 (matinée)
- Giovedì 5 novembre, ore 10.30 (matinée)
- Venerdì 6 novembre, ore 21.00 (Turno A)
- Sabato 7 novembre, ore 21.00
- Domenica 8 novembre, ore 18.00 (Turno B)
Teatro Municipale “Giuseppe Verdi”, Salerno.


