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A Eboli torna “La Notte degli Osti”: due giorni tra memoria, convivialità e cultura del buon vivere

by Silvia Ventre

C’è un luogo dove il tempo rallenta, dove le storie si intrecciano ai profumi della cucina e i brindisi diventano occasione di incontro. È l’osteria, spazio dell’anima prima ancora che della tavola. Ed è proprio a questo universo fatto di accoglienza, relazioni e memoria che guarda la sesta edizione de “La Notte degli Osti”, in programma nel centro storico di Eboli il 24 e 25 giugno 2026.

Il tema scelto per quest’anno, “Quel che resta di un mondo”, è un invito a riflettere su ciò che resiste al trascorrere del tempo: i legami autentici, il valore della condivisione, la capacità di fare comunità attorno a una tavola. Per due giorni il cuore antico della città, liberato dalle automobili e restituito ai suoi ritmi più umani, si trasformerà in una grande osteria a cielo aperto, animata da cuochi, osti, vignaioli, musicisti e appassionati provenienti da tutta Italia.

Nata da un’intuizione di Giovanni Sparano, oste dell’enoteca con cucina Alberto/Ritrovo, la manifestazione continua a raccontare il cibo non soltanto come piacere gastronomico, ma come linguaggio culturale e strumento di appartenenza. Preparare un piatto, versare un bicchiere di vino, accogliere un ospite diventano gesti che custodiscono identità, tradizioni e memorie collettive. Sei osterie ebolitane ospiteranno altrettanti cuochi provenienti da diverse realtà italiane, dando vita a menu originali accompagnati da una selezione di vini naturali. Percorsi gastronomici differenti, accomunati da una stessa filosofia: raccontare i territori attraverso il gusto e le persone che li abitano.

«Siamo orgogliosi del percorso compiuto in questi anni. Anche questa volta Eboli diventerà per due giorni un’osteria diffusa, aperta e accogliente», spiega Giovanni Sparano. «I menu saranno diversi tra loro, ma condividono lo stesso spirito. Il tema di questa edizione richiama il valore dell’esperienza umana e delle relazioni. Il protagonista non è soltanto ciò che si mangia o si beve, ma l’oste, figura che custodisce e interpreta l’anima dei luoghi».

L’edizione 2026 sarà inoltre attraversata da un importante omaggio culturale: il cinquantesimo anniversario di “Novecento”, il capolavoro di Bernardo Bertolucci che ha raccontato mezzo secolo di storia italiana attraverso le vicende di uomini e comunità. Un’opera che, come l’osteria, parla di appartenenza, memoria e identità collettiva. Il programma prenderà il via il 24 giugno alle ore 12 nella Chiesa di San Lorenzo con l’incontro gratuito “Via della Lungara 3. Cronistoria di un incontro straordinario”, dedicato proprio ai cinquant’anni del film. A dialogare saranno gli osti Diego Sorba e Giovanni Sparano insieme a Michele Guerra, docente di Storia del Cinema all’Università di Parma e sindaco della città emiliana.

Alle 13.30 il Giardino Vacca de Dominicis ospiterà “Lascia fare a me. Omakase e osteria: l’arte di meritarsi la fiducia”, un pranzo a sorpresa ispirato all’esperienza dell’Omakase e accompagnato dai vini selezionati da Diego Sorba.

La sera, dalle 20.30, il centro storico si accenderà con le tradizionali cene de “La Notte degli Osti”. Le tavolate all’aperto accoglieranno incontri tra chef, osti e vignaioli, dando vita a un mosaico di sapori, racconti e territori.

La giornata si concluderà alle 23.59 nella Cantina di Sor Diego Al Pozzo con “Samboseto con la EMME”, un viaggio nella memoria della leggendaria Trattoria Cantarelli, luogo simbolo della ristorazione italiana e quartier generale della troupe di “Novecento” durante le riprese del film.

Il 25 giugno si ripartirà alle 10.30 con un brunch d’autore nel giardino de Il Papavero. Accanto ad Antonino Mennella e Filtro saranno presenti due protagonisti della cucina campana contemporanea: Pasquale Torrente, del ristorante Al Convento di Cetara, e Peppe Guida dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense. La chiusura della manifestazione sarà affidata al Chiostro del Museo Nazionale di Eboli, dove dalle ore 20 prenderà vita il Mercatino dei vini artigianali accompagnato da una selezione di street food. Alle 22, in Piazza San Francesco, la musica della Piccola Orchestra Avion Travel accompagnerà il pubblico verso il finale della festa.

«Lo spirito dell’osteria continua a lievitare come una pasta madre custodita con cura», osserva Giovanni Sparano. «Viviamo tempi attraversati da nuove mode e nuovi conformismi, ma resta intatto il bisogno di stare insieme, di raccontarsi e di condividere. Restano le ore trascorse attorno a un tavolo, i ricordi che nascono tra un bicchiere di vino e una conversazione. Per questo continuiamo a difendere e valorizzare l’osteria come autentico bene culturale».

“La Notte degli Osti” si conferma così un racconto collettivo con la missione di riscoprire il valore del tempo condiviso, della lentezza e di quei luoghi dove il cibo diventa memoria e la convivialità una forma di resistenza gentile al frastuono del presente.