Home SaluteAIL Salerno: “Ospedale a Casa” si conferma una risposta concreta per i pazienti ematologici

AIL Salerno: “Ospedale a Casa” si conferma una risposta concreta per i pazienti ematologici

by Silvia Ventre

Ci sono cure che si somministrano in ospedale e altre che trovano il loro valore più profondo tra le mura di casa. È da questa visione che nasce “Ospedale a Casa”, il progetto promosso e finanziato da AIL Salerno in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, protagonista dell’incontro svoltosi il 28 maggio presso l’ospedale salernitano.

L’iniziativa, dal titolo “Ospedale a Casa. La continuità assistenziale per il paziente ematologico: esperienza, risultati e prospettive”, è stata l’occasione per tracciare un bilancio dei primi due anni di attività di un servizio che ha trasformato il concetto stesso di assistenza, portando cure specialistiche, supporto psicologico e vicinanza umana direttamente nelle abitazioni dei pazienti ematologici più fragili.

All’incontro hanno preso parte il Prof. Virgilio D’Antonio, Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, il Prof. Orlando Troisi, Delegato alla Terza Missione dell’Ateneo, la Dott.ssa Antonella Maisto, Direttore Medico di Presidio, il Prof. Carmine Selleri, Direttore dell’UOC Ematologia e Trapianto di Cellule Staminali Emopoietiche, la Dott.ssa Elvira Tulimieri, psico-oncologa e Presidente di AIL Salerno, la Dott.ssa Bianca Serio, responsabile del Centro Trapianti di Cellule Staminali Emopoietiche e Malattie Rare, e la Dott.ssa Bianca Cuffa, responsabile del Day Hospital di Ematologia e Case Manager del progetto.

Al centro del confronto, il valore della continuità assistenziale come elemento fondamentale del percorso di cura. In un contesto sanitario caratterizzato da una crescente incidenza delle patologie oncoematologiche e da percorsi terapeutici sempre più complessi, l’integrazione tra ospedale e territorio si conferma una risposta concreta ai bisogni dei pazienti, capace di migliorare non solo gli esiti clinici ma anche la qualità della vita.

«Per AIL Salerno, Ospedale a Casa non è soltanto un progetto, ma il risultato di una visione maturata nel tempo, un obiettivo perseguito con determinazione nell’arco di oltre un decennio di attività», ha spiegato la Presidente Elvira Tulimieri. «La sfida è duplice: accompagnare i pazienti nel loro percorso di cura e, allo stesso tempo, promuovere modelli assistenziali sostenibili, integrati e replicabili. I risultati raggiunti in questi due anni rappresentano per noi non un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza».

Durante la mattinata si è discusso anche del ruolo strategico dell’Ematologia salernitana e delle più recenti innovazioni terapeutiche. Tra queste, particolare attenzione è stata dedicata alle terapie CAR-T, oggi disponibili anche presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno, una delle frontiere più avanzate nella cura delle neoplasie ematologiche e simbolo di una medicina sempre più personalizzata.

I momenti più intensi dell’incontro sono arrivati dalle testimonianze di pazienti e caregiver. Racconti di quotidianità ritrovata, di cure ricevute senza lasciare il calore della propria casa, di un’assistenza che non si limita agli aspetti clinici ma si prende cura della persona nella sua interezza. Storie che hanno restituito il significato più autentico del progetto: umanizzare la medicina, accorciare le distanze e trasformare la cura in una presenza costante, capace di entrare nelle case e nella vita delle persone.

A due anni dal suo avvio, “Ospedale a Casa” si conferma così una realtà consolidata e un modello innovativo di sanità territoriale, costruito attorno ai bisogni dei pazienti e orientato a un futuro in cui la qualità delle cure possa viaggiare di pari passo con la qualità della vita.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito di AIL Salerno.