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Alessandro Marinella: L’Eleganza è un gioco di dettagli (e di cuore)

Viaggio nel mondo di E.Marinella con Alessandro: tra il "no" a Trump, i segreti dello stile maschile e il battito di una Napoli che veste il mondo.

by Francesca De Vincenzo

Nella 27esima puntata s.3 de Le Chicche di Chicca, abbiamo avuto il piacere di accogliere Alessandro Marinella, General Manager dello storico brand E.Marinella e ambasciatore di quella raffinatezza partenopea che tutto il mondo invidia. Tra un ricordo d’infanzia e un consiglio di stile, Alessandro ci ha aperto le porte del suo mondo, rivelando che l’eleganza, quella vera, non è solo una questione di seta, ma di coerenza e radici.

 

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Dallo showroom al campo da cucina: un’infanzia in seta

Sapevate che il piccolo Alessandro sognava di fare lo chef? Se la passione per la pasta alla Nerano è rimasta intatta, il destino lo ha riportato tra i “fogli” di seta. “Ricordo che da bambino giocavo a ruba bandiera nello showroom chiuso usando preziosi drappi di seta come bandiere”, ci ha raccontato con un sorriso. Un’infanzia passata a respirare l’odore della sartoria e a osservare il padre tornare a casa stanco ma con quella luce negli occhi di chi ha incontrato il mondo intero nel negozio di Riviera di Chiaia. Un ambiente che lo ha “rapito” inconsciamente, trasformando il relax del piegare le fodere in una missione di vita.

Il “Gran Rifiuto” e l’orgoglio di restare a Napoli

C’è un aneddoto che definisce la filosofia Marinella: il “no” a Donald Trump. Prima ancora di diventare Presidente, Trump chiese alla famiglia di aprire uno store nella Trump Tower. La risposta? Un cortese rifiuto scritto: “Dobbiamo dimostrare al mondo che si possono fare grandi cose partendo da Napoli e, soprattutto, restando a Napoli”. Una scelta che non è stata solo una mossa commerciale, ma una viscerale dichiarazione d’appartenenza alle proprie radici. È proprio questa autenticità che ha reso il brand un simbolo universale, capace di vestire i più importanti capi di Stato e persino l’impeccabile 007 di Daniel Craig in Skyfall.

 

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Masterclass di Stile: le regole d’oro di Alessandro

L’intervista si è trasformata in una vera lezione di stile per l’uomo contemporaneo. Non potevamo lasciarci scappare l’occasione per rubare i segreti del mestiere:

  • La Cravatta Regina: È l’unico tocco di colore concesso all’uomo moderno. Regola d’oro? Toni chiari di giorno, scuri di sera. Attenzione alla pochette: non deve mai essere della stessa fantasia della cravatta.
  • Il Fit è tutto: L’errore più comune? La giacca sbagliata. Maniche troppo lunghe o tagli approssimativi rovinano anche il tessuto più pregiato.
  • “No” alla Camicia stretta: Alessandro boccia senza appello i capi troppo aderenti. L’eleganza ha bisogno di respiro.
  • Survival Kit da Matrimonio: Per le cerimonie estive, il segreto è il “pit-stop”: tre camicie di riserva nel bagagliaio per restare impeccabili e freschi fino al brindisi finale.

Se Milano è la moda, Napoli è lo stile

Tra sneakers sdoganate sotto l’abito e il fascino del doppiopetto (da portare rigorosamente chiuso!), Alessandro ci ricorda che la moda è un riflesso del proprio “io”. Non è solo questione di saper fare uno dei 72 nodi accademici, ma di saper interpretare quel dettaglio che completa un’anima. Perché, se la moda femminile vive a Milano, l’anima di quella maschile continua a battere, orgogliosa e raffinata, tra i vicoli di Napoli.