Gli eventi meteorologici estremi che hanno interessato e stanno interessando la regione Emilia-Romagna nei giorno scorsi hanno lasciato dietro di sé distruzione e devastazione. Se ne è discusso, nel corso della mattinata di Socrate al Caffè, insieme a Michele Buonomo, componente del Direttivo nazionale Legambiente.
«Quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti. Non abbiamo avuto cura del nostro territorio e lo trattiamo molto spesso come non fosse un organismo vivente».
Asfalto e cemento si uniscono al cambiamento climatico, generando situazioni molto spesso difficili o impossibili da gestire.
«Nel nostro paese si consumano, in maniera irreversibile, 9.2 metri quadrati di suolo al secondo» – Spiega Buonomo – «Una media incredibile e insopportabile, tanto più per un Paese come il nostro, che più di altri è un territorio in continua evoluzione».
Ma quali sono le possibili soluzioni?
«Dobbiamo adattarci e soprattutto dobbiamo far partire i programmi di adattamento al cambiamento climatico. Ci vuole un’inversione di marcia anche dal punto di vista culturale. Tra un mese l’Emilia Romagna sarà dimenticata, ma non dalle persone dell’Emilia, ma nel resto del Paese si dimenticheranno questi fatti. È necessario fare di questi ricordi memoria attiva».
Il componente del Direttivo nazionale Legambiente mette così in campo, come egli stesso lo ha definito, il paradosso del PNRR.
«Noi abbiamo bisogno delle risorse del PNRR per mettere in sicurezza il territorio. Il danno subito dall’Emilia-Romagna è un danno gravissimo all’economia del nostro Paese. Quanto invece avremmo potuto investire in prevenzione? Dunque rimoduliamo il PNRR e diamo avvio a delle opere che sappiamo essere essenziali, imprescindibili, ma facciamolo presto».
Nel frattempo a Faenza, tra le città più colpite, si continua a spalare acqua e fango e a recuperare le poche cose che restano integre. La città resiste e, con coraggio, sì rimbocca le maniche per tornare alla normalità.
Grazie alla testimonianza del professor Antonello Magazzeno, a Socrate al Caffè si descrive la situazione drammatica di una città provata dall’alluvione, ma anche la risposta forte e coraggiosa dei suoi abitanti. Tanta è stata infatti solidarietà da chi è lì pronto ad aiutare, tra cui maestri e professori che, come Magazzeno, si stanno occupando della pulizia delle strade ma anche e soprattutto delle scuole, perché i ragazzi possano presto tornare a scuola e alla loro quotidianità.
«Dopo essere stato a via Lapio, la strada più colpita, sono tornato a casa in lacrime, veramente devastato per ciò che ho visto, ma ho anche il piacere di raccontarvi che ho potuto e continuo a vedere anche tanta solidarietà di persone che sono lì e continuano ad aiutare. Ho visto ragazzi, giovani e giovanissimi, pronti a sporcarsi le mani e a chiedere come rendersi utili. Giovani pronti ad aiutare senza risparmiarsi».
Tanta dignità e tanto coraggio, questo è ciò che traspare dal racconto del professor Magazzeno, una testimonianza diretta che descrive persone pronte a rialzarsi, tutte insieme.
Ascolta qui l’intervista a Michele Buonomo. Qui invece per ascoltare la testimonianza di Antonello Magazzeno.
Maria Alfonsina Iemmino Pellegrino

