Home AttualitàAnonymous, la “guerra informatica” alla Russia

Anonymous, la “guerra informatica” alla Russia

by Mario Marrazzo

Nel corso dell’ultima settimana Anonymous, il più noto gruppo di hacker al mondo, ha compiuto una serie di attacchi informatici per colpire la Russia, schierandosi apertamente in sostegno del popolo ucraino. Ha attaccato siti del governo, giornali, tv e diffuso migliaia di documenti riservati, in quella che ha definito una “guerra informatica” al governo russo. Sono attacchi che nel concreto non hanno avuto grossi effetti immediati, ma che potrebbero averne in futuro, soprattutto se riusciranno a indebolire la propaganda domestica del governo russo.

Anonymous, che come gruppo agisce dal 2008, non è un’entità definita e necessariamente compatta, non si sa chi ci sia dietro e non ha un unico canale di comunicazione ufficiale. Nel corso degli anni il gruppo è stato protagonista di innumerevoli attacchi informatici, prevalentemente rivolti a grandi aziende o governi. Negli scorsi anni gli hacker del gruppo si erano anche adoperati per provare a rintracciare gli autori degli attentati di Parigi del 2015 e per provare a fermare la propaganda dello Stato Islamico (ISIS).

Da quando Anonymous ha annunciato la sua “guerra” al governo russo, ha dapprima sabotato alcuni siti istituzionali russi, tra cui quello del governo e di Gazprom, la società di stato russa che gestisce l’estrazione e l’esportazione del gas naturale, impedendone l’accesso per diverse ore. Questi attacchi sono stati quelli che in gergo informatico vengono definiti “Distributed denial of services” (DDoS), attacchi in cui i server dei siti vengono inondati di traffico fino a che non vanno offline a causa delle troppe richieste di accesso.

Gli hacker di Anonymous hanno poi preso di mira i siti di alcuni giornali russi, tra cui Russia Today, considerata una delle principali fonti della propaganda del governo di Putin sia in Russia che all’estero, e i siti dei quotidiani Kommersant, Izvestiya e della versione russa di Forbes. Il 26 febbraio gli hacker hanno anche attaccato la tv di stato russa, sostituendo alle immagini e ai suoni in onda canti nazionalistici ucraini e immagini degli attacchi compiuti dall’esercito russo dall’inizio dell’invasione.

In questi giorni Anonymous ha anche rivendicato altri attacchi minori, tra cui un’azione prettamente simbolica compiuta contro lo yacht di proprietà di Putin, chiamato “Graceful”. Gli hacker sono entrati nell’Automatic Identification System, il sistema in cui vengono inseriti i dati delle varie navi, e hanno cambiato il codice identificativo dello yacht, rinominandolo “FCKPTN” (“Fanculo Putin”) e cambiandone la destinazione verso “HELL” (“Inferno”).

In passato gli attacchi compiuti da Anonymous non hanno mai davvero avuto un grosso impatto per le persone o gli enti colpiti. In questo caso, però, le cose potrebbero andare diversamente. Secondo il sito The Conversation, anche se è improbabile che le azioni di Anonymous possano in qualche modo influenzare gli sviluppi dell’invasione dell’Ucraina o modificare le tattiche di attacco della Russia, la pubblicazione di dati militari e altre informazioni riservate potrebbe avere un’utilità nell’organizzazione della difesa ucraina.

Inoltre il fatto che Anonymous abbia attaccato e stia continuando ad attaccare i media russi potrebbe indebolire la macchina della propaganda di Putin, mostrando a una parte della popolazione russa contenuti che finora i media del paese non hanno mostrato, seguendo le indicazioni del governo.