Home TecnologiaCultura DigitaleTaglio di nastro per United Colors of Benetton che inaugura il suo store nel Metaverso. Nuovo Data Act: le regolamentazione dall’UE. Cyber War, il fronte non è più soltanto fisico, ecco come si combatte la guerra online.

Taglio di nastro per United Colors of Benetton che inaugura il suo store nel Metaverso. Nuovo Data Act: le regolamentazione dall’UE. Cyber War, il fronte non è più soltanto fisico, ecco come si combatte la guerra online.

by Giuseppe Noschese

Dal lancio del virtual store di United Colors of Benetton nel Metaverso al un nuovo modo di farsi la guerra, il virtuale sta diventando sempre più reale. Nel bene e nel male. 

Mentre l’UE propone un nuovo Data Act per regolamentare l’utilizzo e la detenzione dei dati in tutti i settori economici, le big tech partecipano alla Ciber War tra Ucraina e Russia. A prendere parte al conflitto anche Anonymus. 

Cambiamenti in arrivo dalla famiglia Meta che spegne del tutto IGTV e punta sui reels sia su Instagram che su Facebook. 

Questa e tanta altra Cultura Digitale. Che fai leggi?

United Colors of Benetton inaugura il suo store nel Metaverso

Entrare in un negozio per non comprare niente. Sarà successo anche a te. Stavolta, però, è il negozio stesso a invitare le persone a farlo. Stiamo parlando di United Colors of Benetton che, in occasione della Milano Fashion Week AI 2022/2023, ha proposto un’esperienza di shopping sorprendente: nessun acquisto in store ma un’esperienza unica di gaming connessa al Metaverso grazie alla quale poter accumulare QRcode spendibili per acquistare capi.

La strategia omnichannel di United Colors of Benetton, votata a rendere il reale e il digitale parte dello stesso linguaggio, aveva l’obiettivo di lanciare lo store virtuale nel Metaverso. 

«Abbiamo voluto capovolgere l’esperienza immersiva, creando nel retail fisico lo stesso ecosistema emozionale che avrà il nuovo store virtuale nel Metaverso che aprirà nelle prossime settimane. Chiunque entrerà nei prossimi giorni nel nostro negozio di Corso Vittorio Emanuele a Milano potrà immergersi in un incrocio tra realtà fisica e connessione digitale, il tutto in un’esplosione di creatività, colori e sonorità», ha spiegato Massimo Renon, Amministratore Delegato di Benetton Group.

Fonte iODonna

Nuovo Data Act per regolamentare l’utilizzo e l’accesso ai dati in tutti i settori economici

La Commissione Europea ha proposto un nuovo Data Act per regolamentare l’utilizzo e l’accesso ai dati in tutti i settori economici. Il Data Act è la seconda iniziativa regolamentare europea dopo il Data Governance Act, che ha stabilito procedure e strutture per la condivisione dei dati tra aziende, privati e settore pubblico. 

Il nuovo Data Act chiarirà chi può creare valore dai dati e a quali condizioni con l’obiettivo di:

  • garantire equità nell’ambiente digitale, 
  • stimolare un mercato dei dati competitivo
  • aprire opportunità per l’innovazione basata sui dati 
  • rendere i dati più accessibili per tutti. 

Attualmente, infatti, c’è poca chiarezza rispetto all’utilizzo e all’accesso ai dati generati dai prodotti. Le PMI spesso non sono in grado di negoziare accordi equilibrati per la condivisione dei dati con player più forti e il passaggio verso cloud competitivo e affidabile è spesso ostico. 

Il Data Act mira a rimuovere queste barriere e a portare a nuovi servizi e prezzi più competitivi per i servizi aftermarket e le riparazioni di prodotti connessi.

La nuova legge, infatti,  consentirà agli utenti di dispositivi connessi (ad esempio un orologio intelligente, l’auto o la lavatrice smart) di avere accesso ai dati da loro generati e di condividerli con terzi per fornire servizi post-vendita o altri servizi basati sui dati, spesso raccolti esclusivamente dai produttori (come Microsoft, Apple, Amazon, che hanno sede fuori dall’Unione Europea).

Inoltre, il Data Act svolgerà un ruolo chiave nella trasformazione digitale e sbloccherà una vasta gamma di dati industriali a vantaggio di imprese, consumatori, servizi pubblici e società. 

Il responsabile dell’industria Thierry Breton afferma: «Il Data Act garantirà che i dati industriali siano condivisi, archiviati ed elaborati nel pieno rispetto delle norme europee. Costituirà la pietra angolare di un’economia digitale europea forte, innovativa e sovrana».

Fonte Il Sole 24 Ore

Scalapay diventa Unicorno

La fintech italiana Scalapay ha raccolto 497 milioni di dollari in un round di finanziamento di serie B. Il round è stato guidato da Tencent e Willoughby Capital con la partecipazione di Tiger Global, Gangwal, Moore Capital, Deimos, e Fasanara Capital. 

Con questo finanziamento, la valutazione dell’azienda supera il miliardo di dollari e sale sul podio degli Unicorni italiani insieme a Yoox e Depop. 

Scalapay è una startup che utilizza un modello di buy now, pay later per permettere agli utenti di acquistare e ricevere prodotti subito pagando a rate o in un secondo momento: Pay in 3, Pay in 4 e Pay Later. 

La società, guidata da Simone Mancini, afferma di aumentare il carrello medio e la conversione del 50-60% online e anche del 200% in negozio. 

L’idea di Scalapay è nata in Australia, dove Simone Mancini e Johnny Mitrevski vivevano da anni. Essere in Australia ha certamente contribuito anche dal punto di vista strategico e degli investimenti.

Scalapay non vuole sostituirsi alle banche o ai siti di e-commerce, ma offrire loro e agli utenti un servizio di pagamento più comodo, piaevole e veloce: «Con la nuova soluzione Magic, che stiamo già sperimentando in Italia con un centinaio di e-commerce, aiutiamo i merchant europei a trasformare il checkout, facendo crescere il network di clienti e offrendo esperienze di acquisto ripetute che generano notevoli aumenti della conversione».

Scalapay sta costruendo un team di livello mondiale e punta a raddoppiare il numero di collaboratori entro la fine dell’anno e aumentare il team di dirigenti e il consiglio di amministrazione. 

Attualmente, Scalapay collabora con i più importanti esercenti e retailer internazionali, tra cui Twinset, Calligaris, Stroili, MSGM, Luisa Spagnoli, Decathlon, Calzedonia, Swappie e Seletti.

Fonte Forbes

I Reels approdano su Facebook

Meta ha lanciato Facebook Reels a livello globale, offrendo agli utenti di Facebook la possibilità di creare, remixare e condividere video della durata massima di 60 secondi.

Queste funzionalità sono disponibili sia per i nuovi content creators che per quelli già affermati e rappresentano un’opportunità per espandersi, far crescere la loro community e guadagnare. I Reels su Facebook possono essere animati da musica, audio, effetti e altro ancora e possono essere trovati nel feed delle notizie o nei gruppi.

Gli utenti che vogliono creare Reels su Facebook possono utilizzare la funzione Remix, che permette di creare un reel accanto a un altro reel esistente condiviso pubblicamente sulla piattaforma. Inoltre, sarà possibile creare bozze di Reels e nei prossimi mesi verranno introdotti strumenti di video clipping per i creators che pubblicano video dal vivo o di lunga durata.

Meta amplia anche le opzioni pubblicitarie su Facebook Reels e offre nuove opportunità per i creators di guadagnare con la piattaforma. Il programma bonus Reels Play, un investimento di 1 miliardo di dollari, offre fino a 35.000 dollari al mese ai creators idonei in base alle visualizzazioni dei loro Reels. La società sta anche testando opzioni di monetizzazione diretta per Facebook Reels, come il revenue sharing da inserzioni pubblicitarie e il supporto dei fan.

Inoltre, Meta sta espandendo i test delle inserzioni overlay per Facebook Reels a tutti i creators negli Stati Uniti, Canada e Messico, e in altri Paesi a partire dalle prossime settimane. Inizierà con due formati: inserzioni in overlay con banner e inserzioni con adesivi.

Abbiamo già visto diversi creators, come Kurt Tocci e il suo gatto Zeus, Andrea Gibson, Ling e Lamb e Niana Guerrero, condividere contenuti su Facebook Reels e guadagnare grazie al programma bonus Reels Play. 

Con l’espansione delle funzionalità di modifica video e di monetizzazione, Facebook Reels rappresenta un’opportunità per i creators di guadagnare un reddito significativo e di raggiungere un pubblico più vasto.

Fonte Ninja Marketing

Cyber guerra Russia Ucraina

La guerra non si combatte solo sul territorio fisico. Nei giorni scorsi è stato registrato un attacco Russo all’Ucraina anche in ambito digitale.

In risposta all’invasione russa e agli attacchi informatici, l’Ucraina sta creando un esercito di esperti informatici e sta raccogliendo donazioni in criptovalute per combattere la disinformazione diffusa da Mosca. Il Ministro per la Trasformazione digitale dell’Ucraina, Mykhailo Fedorov, ha lanciato una chiamata alle armi cibernetiche su Twitter invitando talenti informatici, non solo ucraini, ma anche stranieri, a unirsi all’esercito. 

Il tweet include un link a un canale Telegram che ha già raccolto oltre 125.000 iscritti. 

L’esercito informatico ucraino ha due missioni principali:

  • La prima consiste nel lanciare attacchi ai principali siti governativi e industriali russi, tra cui quelli della presidenza, del governo, del ministero della Difesa e del Roskomnadzor (agenzia federale per il controllo delle telecomunicazioni). 
  • La seconda consiste nel segnalare canali YouTube che diffondono disinformazione sulla guerra in Ucraina, tra cui quelli di agenzie stampa e youtuber pro-Cremlino.

L’Ucraina sta anche raccogliendo donazioni in criptovalute per finanziare la sua lotta contro la disinformazione di Mosca. Il paese sta cercando di mettere in piedi una forza informatica solida che possa proteggere il suo cyberspazio e contrastare gli attacchi informatici della Russia. 

Questo è un segnale del fatto che la guerra cibernetica sta diventando sempre più importante nella lotta contro le minacce alla sicurezza nazionale. L’Ucraina sta dimostrando che è possibile unire le forze per combattere gli attacchi informatici e proteggere il proprio paese.

Una delle risposte più sorprendenti è stata giovedì sera, quando Anonymous ha dichiarato guerra informatica alla Russia per l’operazione militare in Ucraina. Lo ha scritto lo stesso collettivo su Twitter, dove ha anche rivendicato la responsabilità di un attacco informatico all’emittente RT.

L’ufficialità arriva dopo che, nella giornata del 24 febbraio, i siti del Cremlino, del governo russo e della Duma risultavano inaccessibili. In un tweet delle 19, il collettivo riportava la caduta dei siti web istituzionali russi.

L’altro fronte da attaccare, con ddos (distributed-denial-of-service, una concentrazione spropositata di richieste di accesso a un sito tali da mandarlo in blocco) o altre tattiche, sono le principali aziende russe. 

Tra queste ci sono:

  • Gazprom, colosso dell’estrazione del gas partecipato dallo Stato, potente sponsor del calcio europeo e primo finanziatore del progetto del gasdotto Nord Stream 2 tra Russia e Germania (la cui autorizzazione è stata bloccata nei giorni scorsi da Berlino come sanzione nei confronti di Mosca); 
  • Lukoil, una delle più grandi compagnie petrolifere al mondo (ha il 2% della produzione di crude oil), con interessi anche a Siracusa; 
  • Sberbank, istituto di credito a partecipazione statale; 
  • Yandex, la multinazionale digitale del Paese, che opera il più importante e omonimo motore di ricerca russo.

La seconda missione, lanciata il 27 febbraio, consiste invece nel segnalare canali Youtube che diffondono disinformazione sulla guerra in Ucraina, tra cui quelli di agenzie stampa e youtuber pro-Cremlino. 

Anche i big della tecnologia sono stati tirati in causa:

  • Apple sospende la vendita di tutti i suoi prodotti in Russia; 
  • La Russia blocca l’accesso a Facebook e Twitter è proprio paese;
  • Elon Musk Concede l’utilizzo dei satelliti star link all’Ucraina

Fonti Wired | TGcom

Toglie internet ai figli per punizione e manda offline un intero paese

Nel mondo di oggi quando un genitore vuole colpire un figlio, va sul sicuro: niente internet. 

Ed è quello che è successo in Francia, a Messanges, paesino di mille abitanti. Un papà, per assicurarsi che i figli non avessero modo di accedere alla rete ha ricorso alle maniere forti. 

L’uomo, infatti, utilizzava un jammer, cioè, un disturbatore di frequenza. 

Il risultato,però, ha dell’assurdo perché non solo ha punto i suoi figli, ma per un’intera settimana ha tenuto l’intero paese offline.

Il problema non è emerso subito, probabilmente per via della ridotta popolazione di Messanges, che peraltro è facile ipotizzare sia in buona parte anziana e, dunque, poco avvezza all’uso della rete. 

A scoprire l’ingegnosa punizione è stato un operatore di telefonia mobile. 


Adesso quello a dover essere punito è proprio il povero papà che, non aveva idea dei danni che avrebbe causato all’intera comunità, alla fine della storia rischia di essere lui quello che dovrà pagare il prezzo più alto: i jammer sono dispositivi illegali in Francia (anche in Italia l’utilizzo costituisce una violazione del codice penale), e perciò il rischio è quello di una sanzione fino a 30.000 euro e di sei mesi di reclusione.

Fonte Skuola.net

Netflix testa Fast Laughs una sorta di Carosello sull’app per smart TV

Netflix sta testando una funzionalità chiamata Fast Laughs sulla sua app per Smart TV. Questa funzionalità consiste in un flusso di clip divertenti di film e serie TV selezionate dallo staff di Netflix, con l’obiettivo di far conoscere agli abbonati nuovi contenuti o aiutarli a decidere cosa guardare. 

Gli utenti coinvolti nel test possono accedere alla funzione scorrendo verso il basso sulla pagina principale di Netflix e selezionando la voce Fast Laughs. 

Per il momento, la funzionalità Fast Laugh sta lentamente diffondendosi per gli utenti negli Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Nuova Zelanda, Australia, Irlanda e altri paesi selezionati. 

Non è chiaro quante persone facciano parte del test o quando verrà distribuita a tutti gli abbonati. La funzione è disponibile solo per profili per adulti e richiede di ignorare un avviso sui contenuti per iniziare la visione.

Fonte tuttotech

Carvana acquisisce Adesa

Carvana, una piattaforma online per auto usate, ha acquisito Adesa, la sussidiaria d’asta statunitense di Kar Global, per 2,2 miliardi di dollari, in contanti!!! Ma dove ce li aveva? Sotto il materasso?

Questa acquisizione, che è stata annunciata insieme ai risultati finanziari del quarto trimestre, segna la transizione di Carvana da un’attività puramente online a una tradizionale concessionaria di auto. 

Adesa, infatti, ha 56 sedi fisiche che Carvana può utilizzare per ispezionare e revisionare i veicoli. Con una rete di sedi fisiche così fitta, Carvana raggiungerà il 78% della popolazione statunitense entro 100 miglia dai centri di ispezione e revisione. In questa acquisizione, la società vede anche l’opportunità di aumentare le sue capacità d’asta e di rafforzare i suoi rapporti con importanti attori dell’industria automobilistica. 

Da non sottovalutare, poi, l’opportunità di guadagno: le attività di Adesa negli Stati Uniti hanno generato ben oltre 800 milioni di dollari di entrate nel 2021.

Fonte Hitechglitz

Pochi click e milioni di tonnellate di CO2, il mercato degli NFT nel mirino degli ambientalisti

Il boom delle criptoarte e degli NFT (token non fungibili) sta producendo milioni di tonnellate di CO2 a causa del loro elevato consumo energetico. 

Insieme alla grande espansione dei token non fungibili arrivano immancabili calcoli (e polemiche) sulle grandi emissioni di carbonio necessarie per produrli. Gli NFT avrebbero bisogno di milioni di alberi appena piantati per compensare le emissioni di carbonio, afferma lo studio di NFT Club.

Gli NFT sono oggetti da collezione digitali coniati sulla blockchain e si stima che abbiamo raggiunto vendite nel 2021 per 41 miliardi di dollari.

Ci vogliono 1,37 alberi per compensare una vendita di NFT, o 6,85 milioni di alberi per 5 milioni di vendite.

Gli appassionati hanno affermato che questi oggetti da collezione digitali sono la chiave per sbloccare il metaverso e il futuro Internet soprannominato Web 3, i contrari si sono opposti al loro valore e hanno sottolineato l’energia necessaria per coniare e scambiare gli oggetti da collezione. 

Queste piattaforme consentono a chiunque di vendere le proprie opere d’arte in formato digitale, con guadagni elevati che possono raggiungere anche milioni di dollari per i nomi più noti. Tuttavia, queste transazioni richiedono molto energia per essere convalidate, e l’energia proviene ancora prevalentemente da fonti fossili. 

Un’analisi effettuata da un artista computazionale ha rivelato che la carbon footprint media di un singolo NFT su una piattaforma specifica è di 211 kg di CO2, equivalente a un viaggio in macchina di mille chilometri o a volare per due ore. La situazione non cambia molto per altre piattaforme che utilizzano gli stessi meccanismi di Ethereum.

Gli NFT sono esplosi in popolarità con celebrità, musicisti e atleti. 

Snoop Dogg sta vendendo 10.000 avatar a sua immagine in The Sandbox, un metaverso decentralizzato. Un terzo di questi avatar hanno un design esclusivo, come quelli creati dal team di artisti di The Sandbox insieme a Snoop Dogg. Gli altri sono generati automaticamente ma sono comunque unici. I diecimila avatar sono divisi in categorie con diverse rarità, ognuno costa 150 Sand, che equivale a circa 500 dollari

Fonti Mashable | Adnkronos

Activision Blizzard sotto accusa per la vendita a Microsoft

Un azionista di Activision Blizzard, Kyle Watson, ha intentato una causa contro Activision Blizzard e il suo consiglio di amministrazione a causa dell’accordo con Microsoft, che ha acquisito la compagnia. 

Le accuse riguardano il possibile conflitto di interessi conseguente alla fusione, che sarebbe vantaggioso per gli amministratori ma non per la società. Ad esempio, il CEO Bobby Kotick avrebbe diritto a una grossa liquidazione se fosse licenziato da Microsoft. Secondo Watson e i suoi legali, l’accordo con Microsoft viola gli accordi presi tra Activision e i suoi azionisti. 

Microsoft ha acquisito Activision Blizzard al prezzo di 95 dollari per azione, per un totale di 68,7 miliardi di dollari. Bobby Kotick rimane al comando dell’azienda, nonostante le sue accuse di discriminazione di genere e molestie sessuali nei confronti dei dipendenti. 

L’acquisizione da parte di Microsoft deve ancora essere valutata dalla Federal Trade Commission e dovrebbe essere conclusa entro giugno 2023. Activision nega le accuse e attende di dimostrare la propria innocenza in tribunale.

Fonte Adnkronos

Carrellata Digitale

Disney fa sul serio col metaverso

Disney sta investendo nel metaverso e ha nominato Mike White come responsabile delle operazioni in questo settore. White sarà il senior vice president della nuova divisione Next Generation Storytelling and Consumer Experiences e avrà il compito di sviluppare soluzioni che permetteranno al pubblico di utilizzare i prodotti Disney nel metaverso.

In una lettera diffusa da Reuters e scritta dal CEO di Disney, Bob Chapek, e inviata allo staff dell’azienda, si legge: “Per quasi 100 anni, la nostra azienda ha definito e ridefinito l’intrattenimento sfruttando la tecnologia per dare vita alle storie in modi più profondi e di maggiore impatto. Oggi abbiamo l’opportunità di connettere quegli universi e creare un paradigma completamente nuovo per il modo in cui il pubblico sperimenta e interagisce con le nostre storie”.

Fonte Techprincess

L’app “Truth Social” di Trump su App Store

La nuova app di Donald Trump, “Truth Social”, sarà disponibile per il download dal 21 febbraio sull’App Store di Apple. 

Questa piattaforma segna il ritorno dell’ex presidente degli Stati Uniti sul web dopo aver ricevuto dei divieti dalle piattaforme principali come Twitter e Facebook.

Secondo uno dei manager della nuova società, Billy B., la piattaforma sarà pronta per essere scaricata a partire dal 21 febbraio. Il figlio maggiore di Trump, Donald Jr., ha recentemente twittato uno screenshot del nuovo account del padre sulla piattaforma, annunciando il ritorno imminente del magnate sui social media.

Nel frattempo molti utenti segnalano malfunzionamenti sulla nuova app.

Fonti AGI

Volkswagen potrebbe acquisire la guida autonoma di Huawei

Sembra che Volkswagen stia negoziando l’acquisto della divisione di guida autonoma di Huawei. Non ci sono ancora informazioni precise sulla questione, ma diversi media, in particolare il tedesco Manager Magazin, affermano che i dirigenti di Volkswagen stanno discutendo i termini di un accordo con Huawei da alcuni mesi. 

Huawei sta sviluppando tecnologie di guida autonoma con l’obiettivo di raggiungere il livello 5 entro il 2025, mentre anche Volkswagen sta lavorando su sistemi avanzati di assistenza alla guida e guida autonoma. 

Il CEO di Volkswagen, Herbert Diess, ha recentemente dichiarato che la sua società sta cercando attivamente partnership tecnologiche per aumentare la propria autosufficienza nello sviluppo dei sistemi di guida autonoma.

Fonte Quotidiano.net

Il dilemma dei dipendenti-creator

TikTok, Twitch e altre piattaforme social incoraggiano sempre più spesso i loro dipendenti a lavorare anche come influencer sulle rispettive piattaforme nel tempo libero. L’esplosione della creator economy negli ultimi due anni sta creando un vero e proprio dilemma sulla possibilità che queste forme di collaborazione possano generare pesanti conflitti di interessi.

Spoke all’app per generare sottotitoli

Sono ormai un must have per qualsiasi video. Anzi forse possono essere addirittura più importanti per le clip brevi, che gli utenti vedono scorrere senza audio nei feed social. Per creare sottotitoli in modo semplice e veloce puoi provare Spoke, un’app che in contemporanea può registrare il video e trascrivere in tempo reale. Disponibile con un’opzione free.

Tool spoke.app

Ottieni il massimo da Google Trends con Glimpse

L’estensione Glimpse per Chrome estende le funzionalità di Google Trends fornendo, fra le varie cose, i volumi di ricerca (anziché la stima 0-100), gli argomenti più affini, le domande correlate e avvisi quando una keyword cresce significativamente.

La versione free consente di elaborare 20 keyword al mese.

Tool chrome.google.com

Novità da LinkedIn

La piattaforma ha presentato in anteprima i nuovi analytics dei post, che forniranno maggiori informazioni su chi, esattamente, sta leggendo i contenuti pubblicati. Inoltre, presto una faccina che ride potrebbe aggiungersi alle Reaction Emoji.

Il nuovo Echo Show 15 ambisce a diventare il centro della casa smart

Echo Show 15 si posiziona al vertice della categoria dei prodotti Alexa dotati di schermo sia per quanto riguarda i prezzi che le dimensioni. Il prodotto nasce per essere posizionato in bella vista in soggiorno e diventare uno dei componenti più importanti della casa digitale. 

È dotato di molte funzioni come la videocamera per la sorveglianza e le chiamate, un pannello di alta qualità che funziona anche come foto-frame, una serie di widget che offrono accesso rapido a promemorie, lista della spesa e musica e una sezione di intrattenimento per Amazon Prime Video, Netflix e altre app. 

Il design è stato pensato per una installazione a parete e viene fornita anche una staffa per il montaggio. Tuttavia, Amazon avrebbe potuto fare di più: come, ad esempio, fornire un cavo più lungo o un alimentatore integrato. 

Nonostante ciò, l’installazione pulita è quella che valorizza maggiormente il prodotto che potrebbe essere migliorato con la presenza di cornici intercambiabili, un sensore di luminosità e un termostato smart integrato.

Fonte Dday

Chiude IGTV

Instagram annuncia la chiusura della sua app video separata e la rimozione degli annunci video in streaming. Saranno i Reels il nuovo percorso di coinvolgimento chiave sul social.

Instagram spegnerà l’app IGTV e tutti i video verranno spostati sull’app principale. Ci saranno anche compensazioni economiche per i creatori di contenuti. Questa mossa è stata fatta per semplificare il consumo di video sulla piattaforma e concentrarsi sui Reels, video brevi che vanno da 15 a 60 secondi.

La scelta fatta mira a tenere gli utenti all’interno della piattaforma principale. Infatti nel comunicato si legge: “Ci concentreremo sull’avere tutti i video sull’app principale di Instagram. Riteniamo che questo renda più facile per le persone avere tutte queste funzionalità nell’app principale e siamo entusiasti di continuare a semplificare e migliorare i video nell’app principale di Instagram nei prossimi mesi”.

Fonte Libero.it

Povero Gabbiano 30 anni dopo

Povero Gabbiano, l’audio del tormentone/meme che su TikTok sta registrando un successo clamoroso in realtà risale a circa 30 anni fa. Il brano neomelodico è stato composto da Gianni Celeste e il vero titolo non è Povero Gabbiano, bensì  “Tu comm’a mme”.

La canzone, diventata virale su Tik Tok e Instagram, parla di una fine di una relazione d’amore e descrive il cantante come un gabbiano solitario che ha perso la sua compagna. 

La canzone è diventata un successo online, arrivando alla seconda posizione nella classifica “Viral 50 Italia” di Spotify, nonostante sia stata scritta prima dell’esistenza dei social network.

L’audio, infatti, è già stato utilizzato 60.6mila volte con video che arrivano anche 4.000.000 di visualizzazioni. Al secondo posto, dietro a Mahmood e Blanco.

Fonte Quotidiano.net