Home AttualitàCaro-gasolio e impennata dei costi in Campania: AIC chiede risorse adeguate e un tavolo con la Regione

Caro-gasolio e impennata dei costi in Campania: AIC chiede risorse adeguate e un tavolo con la Regione

L'Associazione Italiana Coltivatori lancia l'allarme per l'impatto economico su floricoltura, zootecnia e produzioni locali, sollecitando un confronto urgente con le istituzioni.

by Rossella Noschese

Un impatto economico insostenibile per il comparto

L’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) esprime forte preoccupazione per la grave crisi che sta colpendo le imprese agricole campane. A pesare sui bilanci aziendali è soprattutto l’impennata dei prezzi del gasolio agricolo, a cui si aggiungono i continui rincari di energia, materie prime, trasporti e approvvigionamenti. Secondo una prima stima dell’associazione, il solo aumento del carburante comporterà per la Campania un aggravio di circa 90–95 milioni di euro, senza contare i danni indiretti legati alla logistica e ai costi di produzione complessivi.

Le misure di sostegno: ristori regionali e nazionali

Di fronte a questo scenario, l’AIC prende atto degli interventi messi in campo dalle istituzioni:

  • Regione Campania: l’individuazione di 13 milioni di euro destinati ai ristori per le aziende iscritte al registro UMA (previa autorizzazione europea) e l’impegno nella ricerca di ulteriori fondi.

  • Governo nazionale: la misura approvata il 22 ottobre che stanzia 60 milioni di euro su scala nazionale per sostenere le spese di carburante del settore.

Donato Scaglione, presidente regionale e vicepresidente nazionale AIC, sottolinea come si tratti di segnali positivi, ma precisa che occorre verificare tempi di erogazione, criteri di accesso e l’effettiva capacità di soddisfare il fabbisogno delle imprese campane.

Settori a rischio: dalla floricoltura alle aree interne

Le difficoltà stanno colpendo in maniera trasversale l’intera filiera: olivicoltura, ortofrutta, produzioni a foglia e di quarta gamma, zootecnia e comparto lattiero-caseario.

  • Aree interne e montane: gli allevamenti soffrono particolarmente per il rincaro e le complicazioni nell’approvvigionamento dei mangimi.

  • Floricoltura in emergenza: il settore floricolo è bloccato da problemi di trasporto e commercializzazione. Con l’approssimarsi delle ricorrenze di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti — il periodo più critico dell’anno per le vendite — molte produzioni rischiano il macero.

La richiesta dell’AIC: un confronto urgente e senza esclusioni

Per affrontare l’emergenza, l’AIC ha richiesto un incontro con l’Assessora regionale all’Agricoltura e inviato una missiva al Presidente della Regione Campania. L’associazione sollecita la convocazione urgente del Tavolo agroalimentare, affinché tutte le rappresentanze del settore vengano ascoltate e coinvolte nelle decisioni.

«Mai come in questo momento serve una reale unità d’intenti tra le istituzioni e tutti i soggetti rappresentativi dell’agricoltura e dell’agroalimentare. Non chiediamo privilegi: chiediamo ascolto, pari dignità istituzionale e interventi concreti.»
— Donato Scaglione, Presidente regionale e provinciale AIC, Vicepresidente nazionale AIC.

Rossella Noschese