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Cinema e giovani: un amore che dura da anni

by Benedetta Gambale

Il cinema, fin dalla nascita, è stato un sistema di comunicazione sociale potentissimo. L’immagine cinematografica ha da subito creato stordimento, ha incuriosito e allo stesso tempo spaventato. Già prima del 1904, gli autori cinematografici hanno compreso che, per avere un riscontro positivo, devono posizionare la macchina da presa a favore dello spettatore così che quest’ultimo venga colpito nello sguardo. Il cinema, in quanto innovazione del precedente, non può non chiamare in causa i giovani con cui ha un rapporto primario fin dalle origini, fin dall’inizio del ‘900.

Per quanto riguarda questo rapporto giovani – cinema e per riconoscere che essi influenzano concretamente le scelte cinematografiche, bisogna aspettare la fine della Seconda Guerra Mondiale. Si può parlare di tre piani di rapporto:

Piano Psico Socio Immaginativo

Il piano psico socio immaginativo evidenzia il rapporto che l’immagine intrattiene con la soggettività dei giovani i quali provano piacere nella visione. Nella relazione con l’immagine si crea una strategia del desiderio. Ad esempio, l’immagine stimola i propri dispositivi più segreti come quello della sessualità.

Piano Mitologico Narrativo Generazionale

Il piano mitologico narrativo generazionale consente al giovane di partecipare al rito di consumo dell’immagine e di riconoscersi parte di un gruppo. Ecco che nascono i racconti cinematografici che possono diventare dei veri e propri miti generazionali. Il racconto, infatti, cerca di disporsi come un mito: questi diventano fondativi dei soggetti stessi o della comunità a cui si appartiene.

Piano Antropologico Mediologico

Il piano antropologico mediologico fa riflettere su come, nel passaggio da una generazione all’altra, cambia anche il contesto di vita in cui agiscono i media, c’è una continua trasformazione ambientale e culturale.

I mezzi di comunicazione di massa nascono proprio come mezzi di socializzazione. Si parla addirittura di perfect match, di una relazione perfetta tra i giovani ed i media. Prima con il cinema, poi con la tv, i giovani sono sempre stati i protagonisti indiscussi. E a proposito di questi due mezzi di comunicazione di massa, fino al 1962 c’è stato un rapporto di concorrenza spietata: il cinema “odia” la televisione perché gli ha sottratto gli spettatori i quali preferiscono non uscire e rimanere a casa a godersi la programmazione televisiva. Il tutto cambia, però, quando un comparto cinematografico inizia a produrre fiction. Da questo momento in possiamo possiamo notare continui fenomeni di convergenza ed integrazione.