Home AttualitàCrans-Montana, il silenzio delle scuole e i banchi vuoti che raccontano una tragedia

Crans-Montana, il silenzio delle scuole e i banchi vuoti che raccontano una tragedia

Il dolore attraversa scuole e città dopo l’incendio di Capodanno che ha coinvolto giovani studenti italiani

by Aurelia Santoro

La ripresa delle lezioni dopo le vacanze natalizie è segnata da un clima di profonda difficoltà al liceo Virgilio di Milano. Nella classe terza D, il rientro a scuola avviene in un contesto reso particolarmente complesso dall’assenza di quattro studenti, rimasti gravemente feriti nell’incendio divampato nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera.

Si tratta di Sofia, Francesca, Kean e Leonardo, compagni di classe e amici. Tre di loro sono attualmente ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano in condizioni delicate, mentre Leonardo versa in condizioni tali da non consentire, al momento, il trasferimento in Italia. La tragedia ha avuto un impatto significativo sull’intera comunità scolastica, che si confronta con il ritorno alla normalità dopo un evento che ha coinvolto coetanei e amici.

Ieri, mercoledì 7 gennaio, in concomitanza con la ripresa delle lezioni, in tutte le scuole italiane è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’incendio di Crans-Montana. L’iniziativa è stata disposta dal Ministero dell’Istruzione. «Un minuto di raccoglimento rappresenta un momento di condivisione del dolore delle famiglie colpite ed è un’occasione di riflessione per tutta la comunità scolastica sui valori della vita e della responsabilità civile», si legge nella circolare ministeriale.

In un messaggio diffuso nella stessa giornata, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha sottolineato come «in questo momento di profondo dolore il pensiero della comunità scolastica sia rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione», aggiungendo che il minuto di silenzio è stato voluto per ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie.

Nel frattempo, si sono svolte in diverse città le cerimonie funebri per le cinque giovani vittime dell’incendio: Chiara Costanzo e Achille Barosi a Milano, Riccardo Minghetti a Roma, Giovanni Tamburi a Bologna e Sofia Prosperi a Lugano. Funerali partecipati, che hanno visto una forte presenza di giovani e famiglie, accomunate dal bisogno di raccoglimento e memoria.

Durante le esequie, le parole pronunciate dai familiari e dai rappresentanti religiosi hanno restituito il senso di una perdita che ha colpito profondamente più comunità, anche oltre i confini nazionali. I familiari delle vittime hanno inoltre chiesto che vengano effettuati controlli approfonditi, affinché siano chiariti tutti gli aspetti legati all’accaduto e alle eventuali responsabilità, nell’ambito delle indagini attualmente in corso in Svizzera.

La tragedia di Crans-Montana continua così a produrre conseguenze sul piano sanitario, istituzionale e sociale, lasciando segni evidenti tra i coetanei delle vittime e all’interno delle comunità scolastiche coinvolte.

ZONARCS75 esprime il proprio cordoglio e si stringe con rispetto e profonda vicinanza al dolore delle famiglie delle vittime, dei feriti e di tutte le comunità colpite da questa tragedia, condividendone il lutto e il ricordo.