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DA QUALE PULPITO

Da quale pulpito è la trasmissione ideale per chi ha voglia di cercare nuovi spunti di riflessione

by Miriam Guarino

Da quale pulpito è il nuovo programma condotto da Giovanna Di Giorno e Don Roberto Faccenda in onda il sabato dalle 11.30 alle 12.00.
La prima puntata andata in onda sabato 12 ottobre sembra già aver posto le basi per un programma ricco di spunti riflessivi e intensi.
Don Roberto, il prete ormai più conosciuto sui social, ha affrontato un tema molto toccante: la conoscenza di noi stessi.
La sua riflessione parte dall’esperienza che vive nelle scuole quotidianamente, ha raccontato infatti di come i ragazzi dimostrino grande incertezza sul futuro, di come provino un senso di confusione verso il mondo e verso loro stessi ma allo stesso tempo di come abbiano voglia di fare, di sperimentare di conoscersi e di amare.
È un tema mai banale e mai scontato che in realtà non riguarda solo i ragazzi ma è una  condizione che accomuna un po’ tutti noi, è quella consapevolezza che ci fa sentire responsabili di ciò che accade intorno a noi, ma allo stesso tempo la frustrazione di sentirci “fili d’erba in mezzo ad un prato”.
Così Don Roberto ci ha posto un grande spunto di riflessione, in puntata infatti grazie alla sua empatia e sensibilità ha toccato delicatamente il cuore di tutti, ha toccato uno dei tasti più fragili dell’essere umano, l’incertezza verso un futuro che appare annebbiato, la voglia di amare e di aggrapparsi a qualcuno per affrontare questa nebbia.
“ Il dolore è sempre vita che vuole guarire”
Così ha concluso il suo discorso, lasciandoci un briciolo di speranza, una fede che è più forte di qualsiasi preoccupazione o timore, la fiducia incondizionata verso noi stessi, gli altri e il mondo.
Con la sua delicatezza e genuinità Don Roberto ci ha lasciati nuovamente una sensazione di vuoto dentro, uno di quei vuoti che però ti fa sentire vivo, pieno ma mai sazio.
Infondo dopo aver ascoltato le sue parole possiamo dire di esserci sentiti più affamati che mai, affamati di vita, affamati di fede, affamati nei confronti di un futuro che non deve spaventarci ma ci deve far trovare quella forza per trovare noi stessi anche in mezzo a questo disordine e dolore.

Di Miriam Guarino