Oggi secondo appuntamento del format “Essere Europei”, con Elena Scisci alla conduzione e Beatrice Benocci, storico e analista geopolitico. Il programma, dedicato al Cittadino Europeo e all’Unione Europea, ci sta accompagnando verso le elezioni europee che si svolgeranno l’8 e il 9 giugno 2024.
Oggi si è parlato di cittadinanza europea, dei giovani e di memoria europea. Beatrice Benocci ci ricorda che il 42% dei cittadini europei ritiene le elezioni del 2024 molto più significative di quelle precedenti, è quindi importante approfondire la conoscenza sui vari argomenti.
Il Trattato di Maastricht del 1992, perfezionato poi con il Trattato di Amsterdam del 1997, ha introdotto la cittadinanza europea, consentendo ai cittadini di studiare, viaggiare, fare impresa liberamente nei 27 Paesi membri. Tra i vari diritti, il cittadino europeo può votare al Parlamento Europeo, può presentare una petizione al Parlamento oppure una denuncia al mediatore europeo in caso di cattivo comportamento da parte degli organismi europei.
La cittadinanza europea non sostituisce la cittadinanza nazionale, ma la integra e la completa.
Il secondo argomento è stato la memoria europea, ossia gli eventi storici, la cultura, i valori che fanno da collante per la società.
Ma qual è il ruolo dei giovani in questo contesto? L’Unione Europea ha sempre chiesto ai giovani un ruolo di partecipazione, di cittadinanza attiva. Un esempio risale ai primi anni del 2000, quando invitò i giovani a provare a scrivere una Costituzione Europea (Convenzione dei giovani europei): chiesero un’Europa federale, un’Europa trasparente. Inoltre, l’Unione Europea dedica ai giovani siti e social, tra cui il Portale Europeo per i giovani.
L’ospite testimone di oggi è stato Paolo D’Onofrio, che ha condiviso con noi la sua esperienza nel programma Erasmus+ da neodiplomato.
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