Custodire una tradizione, senza smettere di immaginare il futuro. È questa la sfida che attende la filiera bufalina della Piana del Sele, protagonista ieri, 14 ottobre, a Eboli, di un nuovo passo verso un modello produttivo più efficiente, sostenibile e competitivo. Il progetto “Filiere sostenibili della Piana del Sele – Filiera Bufalina”, coordinato da Fondazione Symbola insieme a BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum e Serino e BCC Magna Grecia, entra nella sua fase operativa. Dopo il lavoro di ricerca dedicato alle tecnologie per migliorare le prestazioni ambientali ed economiche del comparto, l’attenzione si sposta ora sulle imprese e sugli investimenti necessari per portare l’innovazione nella quotidianità produttiva. Un passaggio reso possibile anche dall’adesione di COPAGRI Campania, che si aggiunge a Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno. Le associazioni agricole saranno coinvolte nella promozione delle opportunità tecnologiche e finanziarie presso le aziende, con l’obiettivo di rendere accessibili soluzioni capaci di ridurre gli sprechi, contenere i costi e valorizzare le risorse. A sostenere questo percorso è il plafond condiviso da 30 milioni di euro attivato dalle tre BCC della Piana del Sele, con condizioni agevolate per gli investimenti. Uno strumento pensato per avvicinare ricerca e impresa, riducendo gli ostacoli economici che spesso rallentano l’adozione di nuove tecnologie.
Oltre 30 soluzioni per una filiera più efficiente
La ricerca realizzata da Fondazione Symbola ha individuato oltre 30 soluzioni per intervenire sui principali fattori di costo e di impatto ambientale della filiera bufalina. Dalla gestione dei consumi energetici e idrici all’efficienza dei processi, dalla refrigerazione alla produzione di energia, fino al recupero e alla valorizzazione dei sottoprodotti, le possibilità di innovazione sono numerose. Tra le tecnologie analizzate figurano sistemi di microirrigazione e recupero delle acque, agrivoltaico, pompe di calore ad alta efficienza, impianti di refrigerazione a ridotto consumo energetico, compostaggio, biogas e biometano.
Soluzioni diverse, accomunate da una stessa prospettiva: trasformare l’attenzione all’ambiente in un vantaggio anche per le imprese. In un periodo in cui i costi dell’energia incidono sempre più sui bilanci delle aziende agricole e agroalimentari, migliorare l’efficienza significa contenere le spese operative e rafforzare la capacità di competere sul mercato. A questo si aggiunge una sensibilità crescente da parte dei consumatori e della grande distribuzione organizzata, sempre più attenti alle caratteristiche ambientali delle filiere produttive. La sostenibilità, dunque, non è soltanto una responsabilità verso il territorio, ma può diventare una leva strategica per creare valore e aprire nuove opportunità commerciali.
La Piana del Sele, laboratorio di innovazione
I numeri confermano il ruolo centrale della Campania nel panorama bufalino nazionale. In Italia si contano circa 435 mila capi bufalini e quasi il 70% è allevato nella regione. Nella Piana del Sele si concentra, inoltre, oltre il 25% degli allevamenti campani. Una presenza produttiva importante, che intreccia lavoro, competenze, tradizioni e identità locale. È proprio da questa ricchezza che può nascere un laboratorio di innovazione capace di sperimentare soluzioni concrete, con risultati potenzialmente replicabili anche in altri comparti zootecnici.
Avviato nel 2024, il progetto “Filiere sostenibili della Piana del Sele” nasce per individuare tecnologie in grado di rendere più sostenibili e competitive le filiere agroalimentari campane. Dopo il primo approfondimento dedicato alla IV Gamma, Fondazione Symbola ha concentrato il secondo studio sulla filiera bufalina, con particolare attenzione alla produzione e alla trasformazione del latte nella Piana del Sele. Il percorso si è articolato in tre momenti: la ricerca e la mappatura delle soluzioni tecnologiche, presentate al Senato della Repubblica; l’attivazione del plafond condiviso da 30 milioni di euro da parte delle tre BCC; e, infine, l’avvio della fase operativa, con il coinvolgimento delle associazioni agricole per accompagnare le aziende nelle scelte di investimento.
La collaborazione come motore del cambiamento
La conferenza stampa di presentazione, aperta dai saluti di Patrizia Campagna, dirigente scolastico dell’Istituto Mattei-Fortunato, ha visto gli interventi di Domenico Sturabotti, direttore di Fondazione Symbola; Camillo Catarozzo, presidente del CdA di BCC Campania Centro; Rosario Pingaro, presidente del CdA di BCC Capaccio Paestum e Serino; Angela Pisacane, presidente di COPAGRI Campania; e Giuseppe Tuozzo, presidente del CdA di BCC Magna Grecia. A illustrare i risultati della ricerca sono state Angelica Agosta, del Comitato scientifico di Fondazione Symbola, e Giulia Casamento, della Scuola Superiore Sant’Anna.
«Questo progetto rappresenta un’opportunità concreta per le imprese della filiera bufalina», ha sottolineato Domenico Sturabotti, evidenziando come l’incontro tra innovazione e strumenti finanziari possa aiutare le aziende a ridurre i costi e migliorare la propria competitività. Un percorso nel quale sostenibilità e sviluppo economico non sono obiettivi contrapposti, ma dimensioni capaci di rafforzarsi reciprocamente.
Per Camillo Catarozzo, il progetto esprime il ruolo delle banche di credito cooperativo come presenze attive nel tessuto economico locale: non soltanto finanziatrici, ma partner delle imprese nei processi di trasformazione. Il plafond da 30 milioni di euro nasce proprio dalla volontà di mettere risorse e competenze al servizio di una filiera che rappresenta un patrimonio produttivo e identitario della Campania. Sulla stessa linea Angela Pisacane, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà quotidiane degli allevatori, chiamati a fare i conti con costi crescenti per energia, acqua e alimentazione. Per COPAGRI Campania, investire nell’innovazione significa offrire alle aziende strumenti concreti per ridurre gli sprechi, migliorare l’efficienza e tutelare la redditività. Rosario Pingaro ha posto l’accento sulla necessità di accompagnare le imprese anche nel passaggio più delicato: trasformare un’opportunità tecnologica in un investimento reale. Un impegno che, attraverso la collaborazione tra banche, associazioni agricole e ricerca, punta a sostenere lo sviluppo della filiera senza perdere di vista la sua dimensione economica, sociale e territoriale. Anche Giuseppe Tuozzo ha evidenziato il valore dell’ingresso di COPAGRI nel progetto, che amplia la rete di collaborazione e rafforza la possibilità di raggiungere le aziende, informarle sulle opportunità disponibili e accompagnarle verso scelte consapevoli.
Un futuro che nasce dal territorio
La fase operativa segna un passaggio decisivo: le conoscenze raccolte dalla ricerca possono ora diventare interventi concreti nelle aziende. Il sostegno finanziario, il coinvolgimento delle associazioni e il dialogo tra competenze diverse rappresentano gli strumenti per rendere questo cambiamento possibile. Per la Piana del Sele, la sfida è trovare un equilibrio capace di guardare avanti senza dimenticare le proprie radici. Perché innovare una filiera storica non significa allontanarsi dalla sua identità, ma darle nuove possibilità di esistere, crescere e generare valore. Il rapporto “Filiere sostenibili della Piana del Sele – Filiera Bufalina”, realizzato da Fondazione Symbola, è disponibile sul sito della Fondazione.

