L’attesa, quasi, finita
Manca meno di un mese all’uscita nelle sale italiane de Il Diavolo Veste Prada 2 , atteso per il 29 aprile. Il sequel di uno dei film di moda più iconici di sempre si prepara a riconquistare pubblico e addetti ai lavori, riaccendendo quell’immaginario fatto di redazioni patinate, tacchi vertiginosi e battute diventate culto. Il world press tour è appena iniziato, e promette già di essere un’estensione naturale di quell’universo dove stile e storytelling si fondono.
Città del Messico: prima fermata
A inaugurare il tour è stata Città del Messico, con una conferenza stampa ospitata nella suggestiva Casa Azul, storica dimora di Frida Kahlo. Una location carica di simbolismo, perfetta per un debutto all’insegna dell’estetica e della cultura visiva.
Protagonista assoluta Anne Hathaway, che ha scelto un abito lungo nero firmato Schiaparelli: silhouette fluida, frange in movimento, maxi spacco e un dettaglio dorato surrealista. Un look che sembra uscito direttamente dalle pagine di Runway, approvato senza dubbio da Miranda Priestly.
Il rosso di Meryl, il ritorno di Miranda
Accanto a lei, Meryl Streep ha incarnato ancora una volta l’essenza del potere con un total look rosso firmato Dolce & Gabbana. Un richiamo cromatico diretto all’identità visiva del film, che ribadisce quanto il personaggio di Miranda continui a influenzare moda e immaginario collettivo.
Sul red carpet, Streep ha poi cambiato registro con uno chemisier satinato di Schiaparelli, caratterizzato da bottoni dorati e completato da una bag gioiello.
Dall’ iconico color “Ceruleo” alle passerelle di oggi
Il guardaroba di Anne Hathaway gioca invece su più livelli.
Dal primo look, durante trucco e parrucco, “rubato” dal backstage— una t-shirt con stampa Pantone “ceruleo”, omaggio diretto al film del 2006 — fino all’abito da red carpet: un mini dress di paillettes con maniche a sbuffo firmato Stella McCartney, abbinato a stivali over-the-knee, come visto in passerella alla Paris Fashion Week.
Protagonista assoluto della scena, lo stiletto rosso con tacco a forcone che si conferma simbolo visivo del franchise: un elemento distintivo che attraversa i poster, dalle prime immagini del film del 2006 fino al sequel del 2026, e che ritroviamo anche sulle copertine del romanzo di Lauren Weisberger, da cui tutto ha avuto origine.
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Milano si prepara al gran finale
Adesso i riflettori si spostano sull’Italia. Il 23 aprile, Milano si trasformerà nel palcoscenico di una premiere diffusa destinata a riscrivere i codici dell’evento cinematografico: si parte con un’attivazione in piazza San Babila, si prosegue con la proiezione al Cinema Arlecchino e si conclude con un esclusivo after party sul rooftop della Rinascente, blindatissimo e già carico di aspettative. Una regia urbana che promette di fondere moda e cinema in un’unica esperienza immersiva.
Non è un caso che proprio Milano faccia da sfondo a questo momento: la città ha già accolto parte delle riprese del film, rafforzando quel legame naturale tra la saga e una delle capitali mondiali della moda. E mentre la presenza di Anne Hathaway sembra ormai confermata, resta alta l’attesa per scoprire se anche gli altri protagonisti della pellicola calcheranno il red carpet italiano.
Perché Il Diavolo Veste Prada non è mai stato soltanto un film. È un immaginario, un codice, un linguaggio che continua a evolversi. E il suo ritorno segna, ancora una volta, quell’istante in cui la moda abbandona la dimensione della semplice tendenza per elevarsi a narrazione pura: scenografica, desiderabile, profondamente globale.

