Cosa accadrebbe se anziché avere un bidone della spazzatura dove gettare i rifiuti, fossimo costretti a portare con noi tutta la plastica che produciamo ogni giorno? A questa domanda ha provato a rispondere Rob Greenfields, attivista statunitense, che ha condotto per un mese un esperimento sociale incredibile.
Rob, che va molto orgoglioso della sua vita minimalista con solo una manciata di beni, nessun conto in banca e nessuna patente di guida, non è nuovo ad iniziative che hanno l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle questioni ambientali. Nel 2019, ad esempio, si è nutrito per un anno intero di cibo coltivato e raccolto esclusivamente da lui stesso.
Per questa nuova protesta ha invece deciso di mettere da parte il suo ascetismo e di consumare come un americano medio per 30 giorni ed indossare ogni singolo rifiuto.
Come documentano le foto pubblicate sul suo profilo social, con il passare dei giorni la sua “tuta” ha cominciato a riempirsi e dopo un mese per Rob è diventato quasi impossibile camminare: a fine esperimento la tuta pesava 68 libbre, circa 30 kg, una quantità ben al di sotto di quanto produce un cittadino medio americano, per il quale si calcola che il consumo sia pari a 150 libbre al mese, pari a 68 kg di plastica. Un peso inimmaginabile, che se fossimo davvero costretti a portare con noi ogni giorno ci sovrasterebbe fino a schiacciarci.

