Il giorno che apre la Settimana Santa con riti, simboli e significati profondi
La Domenica delle Palme segna l’inizio della Settimana Santa e viene festeggiata una settimana prima della Pasqua. La festa comincia il periodo di preparazione spirituale per la Pasqua, che è un momento di calmarsi e focalizzare alla passione di Cristo. Con la Domenica delle Palme si ricorda l’entrata di Gesù a Gerusalemme. Ricordiamo gli eventi accaduti quel giorno, quando molta gente si è riunita acclamando il suo arrivo e lo salutava agitando i rami di palma o d’ulivo sotto i suoi piedi. La gente salutandolo così solennemente lo chiamava Messia. Il fatto era che i saluti così trionfali si usava solo per i re. Però Gesù entrò a Gerusalemme sull’asino, che è un segno di umiltà.
La Liturgia e la Processione della Domenica delle Palme
Come memoria di questo evento, la liturgia della Domenica delle Palme si inizia fuori della chiesa. Alla folla vengono distribuiti i rametti d’ulivo o di palma. Successivamente ha luogo una processione solenne che procede fin dentro la chiesa. I rami d’ulivo portati dai fedeli vengono benedetti. Dopo che la messa si finisce, i rametti d’ulivo si portano a casa. I fedeli credono che questo garantisca la protezione della casa. I rametti vengono conservati fino all’anno prossimo.
La Lettura della Passione di Gesù
Durante la messa di Domenica delle Palme si legge anche la Passione di Gesù. Questo ci ricorda gli eventi che testimoniamo nella Settimana Santa. La lettura è molto solenne e viene divisa ai ruoli che notiamo nella Passione. La celebrazione è una festività per i cattolici, gli ortodossi e i protestanti. Non accade sempre nello stesso giorno. La festa è legata strettamente al giorno di Pasqua che accade sempre una settimana dopo. La data viene fissata in base alla luna piena successiva all’equinozio di primavera del 21 marzo.
La Scelta dell’Asina al Posto del Cavallo
Gesù fa il suo ingresso a Gerusalemme, sede del potere civile e religioso della Palestina, acclamato come si faceva solo con i re però a cavalcioni di un’asina, in segno di umiltà e mitezza. La cavalcatura dei re, solitamente guerrieri, era infatti il cavallo. I Vangeli narrano che Gesù arrivato con i discepoli a Betfage, vicino Gerusalemme, mandò due di loro nel villaggio a prelevare un’asina legata con un puledro e condurli da lui; se qualcuno avesse obiettato, avrebbero dovuto dire che il Signore ne aveva bisogno. Dice il Vangelo di Matteo (21, 1-11) che questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta Zaccaria (9, 9): «Dite alla figlia di Sion; Ecco il tuo re viene a te mite, seduto su un’asina, con un puledro figlio di bestia da soma». I discepoli fecero quanto richiesto e, condotti i due animali, la mattina dopo li coprirono con dei mantelli e Gesù vi si pose a sedere avviandosi a Gerusalemme. Qui la folla numerosissima stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, e agitandoli festosamente rendevano onore a Gesù esclamando: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nell’alto dei cieli!». Il racconto della Passione viene letto alternativamente da tre lettori. Esso è articolato in quattro parti: l’arresto di Gesù; il processo giudaico; il processo romano; la condanna, l’esecuzione, morte e sepoltura. Al termine della Messa, i fedeli portano a casa i rametti d’ulivo benedetti, scambiandone parte con parenti ed amici.
Le Origini della Domenica delle Palme
Con la Domenica delle Palme ha inizio ufficialmente la Settimana Santa. La Quaresima si conclude pochi giorni dopo, con il Giovedì Santo. Perché si usa l’ulivo? I fedeli durante la messa portano con sé l’ulivo, come simbolo dell’evento e di Pasqua. Perché questa pianta e non le palme? Soprattutto per la difficoltà di trovare foglie di palma in Italia. Così si è deciso di utilizzare l’ulivo, considerato da sempre una pianta sacra. La scelta è stata influenzata anche da un’antica antifona gregoriana: «Pueri Hebraeorum portantes ramos olivarum obviaverunt Domino». La pianta è presente nella Bibbia anche nel racconto del Diluvio universale e a Noè, a cui la colomba porta un rametto d’ulivo.
Cosa si fa la Domenica delle Palme
Durante la messa, i fedeli portano l’ulivo da far benedire in vista di Pasqua, radunandosi in una piazza o nel sagrato delle chiese. I rami vengono poi portati in casa come simbolo della benedizione. I rami d’ulivo non vengono mai buttati e possono essere anche riportati in chiesa e bruciati per ottenere le ceneri per il Mercoledì delle Ceneri dell’anno seguente.
Di Rossella Noschese

