Stiamo assistendo sempre più frequentemente al trend, soprattutto su social come tik tok e instagram, che prevede riprendersi al naturale, struccate e mostrando qualche piccola imperfezione che un viso naturalmente prevede.
Il concetto e lo scopo di questo trend serve a far capire quanto sia impossibile pensare che la perfezione esista e che vada perseguita, questo perché ciò che vediamo sui social generalmente non corrisponde alla realtà.
Mostrarsi per ciò che si è realmente, senza filtri o trucco, diventa quasi una sfida, soprattutto in una generazione come la nostra che mira e tende sempre alla ricerca di canoni estetici che sono irraggiungibili e non salutari, sia fisicamente che psicologicamente.
Mi viene da pensare al famoso video risalente a Giugno 2023, quando Melissa Satta registrò un video make up tutoria per instagram in cui si mostrò senza trucco.
Non mancarono ovviamente commenti da parte di haters che dichiaravano che la sua bellezza fosse finta o addirittura che al naturale non era per nulla gradevole.
Altro analogo episodio accadde all’attrice Margot Robbie, ricordata per aver interpretato Barbie e Harley Queen.
L’attrice venne fotografata in costume durante le sue vacanze e anche lei non è sfuggita all’occhio feroce dei social media.
Infatti i commenti poco gradevoli e per nulla richiesti consigliavano all’attrice una chirurgia per il suo “corpo flaccido”
Questi sono solo due esempi di ciò che ad oggi accade, perché si sa che ormai è all’ordine del giorno questa pochezza che unisce le persone e che le spinge puntualmente ad essere così frivole.
Ciò che accomuna tutti questi episodi, riguardanti persone famose e non, è il fatto che i commenti che al giorno d’oggi leggiamo sono il riflesso di una società impregnata di odio, rancore e cattiveria.
La cosa estremamente grave, fateci caso, è il fatto che è molto più comune imbattersi in commenti sgradevoli e dispregiativi che in complimenti o parole di conforto.
Sta diventando tutto così proporzionale al mondo in cui oggi viviamo, un mondo intrinseco di astio, che accentua sempre di più la ricerca della perfezione creando un senso di inquietudine e insoddisfazione.
Noi stiamo scegliendo piano piano di vivere e rappresentare questo tipo di mondo, stiamo normalizzando come la bellezza sia ormai un fattore esclusivamente stereotipato e soprattutto che riguarda solamente l’estetica esteriore, dimenticandoci invece di quel famoso equilibrio di cui i greci antichi erano portavoce.
Un equilibrio tra i valori e la forza fisica, tra il caos e la razionalità, ciò che una volta era l’essenza del bello ad oggi non è nemmeno più un valore, tutto ruota intorno all’apparenza, affermando per l’ennesima volta che il superficiale cammina di pari passo con la bellezza.
Tutto questo superfluo ci porterà ad una paralisi collettiva, una paralisi metaforica, che ci impedirà di vedere la vera essenza di ciò che ci circonda e che darà sempre più spazio e peso a futilità di questo genere.
Ricordiamoci che non tutti danno lo stesso peso alle parole o ai gesti, molti vengono colpiti con molta meno clemenza, ed è per questo che ritengo fondamentale normalizzare, anche attraverso i social, comportamenti e aspetti della nostra vita quotidiana, per ricordarci costantemente che cerchiamo di rincorrere l’inesistente, di afferrare il nulla, di avere il controllo su cose che non possiamo controllare, dimenticandoci invece di curare ciò che può e che deve fiorire.
Ricordo e concludo con una frase che lessi tanti anni fa in un libro di Dostoevskij: “ la bellezza salverà il mondo “
Frase che mi portò, dal momento in cui la lessi, ad una riflessione: se davvero la bellezza salverà il mondo, chi salverà la bellezza?
Di Miriam Guarino

