Ormai da ben 75 anni il Festival di Sanremo accompagna gli italiani in una settimana di spensieratezza. Nel corso degli anni sono cambiati i cantanti, i linguaggi, i costumi ma non Sanremo che rappresenta uno dei principali eventi mediatici italiani trasmesso in diretta sia televisiva, sulla Rai e in Eurovisione, sia radiofonica.
Il Festival da sempre è sinonimo di italianità, specchio di un racconto collettivo e da qui nasce questo nuovo format targato RCS 75. L’idea è ripercorrere insieme le varie ere del Festival di Sanremo, dalle origini fino a oggi, per capire come e perché Sanremo sia diventato molto più di un semplice concorso canoro.
Le origini: la nascita di Sanremo
Il Festival della canzone italiana nasce ancor prima di quanto si pensi. La verità è che la kermesse, prima di nascere, ci ha provato tante volte. E spesso… ha fallito. E’ giusto, quindi, partire dalle origini. Anzi, da prima di esse.
Infatti, nel 1932, in un momento di crescita turistica di Sanremo, il concessionario del locale Casinò municipale, il napoletano Luigi De Santis, organizzò un evento natalizio della canzone napoletana, che si svolse proprio nel salone delle feste del Casinò dal 24 dicembre 1931 al 1º gennaio 1932 con il titolo di “Festival partenopeo di canti, tradizioni e costumi”.

È un successo, ma resta un episodio isolato. Negli anni successivi, il testimone passa a Rimini e Viareggio. Poi però mancano i fondi, il Comune si tira indietro e tutto si ferma.
Perché nasce il Festival
Agli inizi del Festival di Sanremo, l’Italia era in pieno dopoguerra, danneggiata ma con una grande voglia di ricominciare; la musica sembrava un ottimo modo per farlo.
Signore e Signori, benvenuti al Casinò di Sanremo per un’eccezionale serata organizzata dalla Rai, una serata della canzone con l’orchestra di Cinico Angelini.
Queste sono le parole dette per aprire il primo festival da Nunzio Filogamo, il 29 gennaio 1951.

Nunzio Filogamo – Sanremo1951
Quello, era un festival molto diverso da ciò che si conosce oggi poiché, ovviamente, era possibile seguirlo solo con la radio. La televisione in Italia arriva nel 1954. La protagonista assoluta dei primi anni era l’orchestra, al centro di una scenografia elegante e solenne. Le canzoni venivano cantate da più interpreti: contava il brano non il cantante. Tutto ciò funzionava al punto da restare fino a oggi.
Le prime stelle: Nilla Pizzi e Claudio Villa
A dominare questa prima era sono voci potenti, riconoscibili, rassicuranti. Nilla Pizzi è la prima grande regina di Sanremo: vince nel 1951 con “Grazie dei fiori” e diventa il simbolo di un’Italia che vuole tornare a emozionarsi senza strappi. Poi arriva Claudio Villa, il “reuccio” che con la sua voce enorme, la sua presenza scenica è sempre stato molto amato dal pubblico, fino a vincere 4 volte, la prima cantando Buongiorno tristezza insieme a Tullio Pane. Con lui, Sanremo diventa davvero popolare, entra nelle case, nelle piazze, nella memoria collettiva.

Nilla Pizzi – sanremo1951

Claudio Villa – Sanremo 1955
Un rito in crescita
Tra il 1951 e il 1957, Sanremo, dunque, non era ancora lo spettacolo che si conosce oggi. Ma diventa qualcosa di più di un concorso musicale: un appuntamento fisso, un rito nazionale, un momento in cui l’Italia si ascolta e si racconta. La quinta edizione fu la prima ad essere trasmessa in diretta radio-televisiva dal Programma Nazionale, nonché la prima in cui la finale fu trasmessa in Eurovisione.
E così si chiude la prima era del Festival di Sanremo. Ma si è alla fine degli anni Cinquanta, e l’Italia sta per cambiare volto. Arriva il boom economico, arrivano i giovani, arrivano nuovi suoni, nuove mode, nuove ribellioni. E soprattutto arriva la televisione, che trasforma il Festival da evento radiofonico a spettacolo nazionale.
Dal 1958 al 1967, la kermesse non sarà più la stessa, ma questo lo scoprirete solo nel prossimo articolo!

