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Le ere di Sanremo dal 1990 al 1999

Sanremo negli anni '90 diventa lo specchio dell'Italia: politica, cultura e nuove mode

by Anastasia Ulino

Nello scorso articolo si è parlato del Festival negli anni ‘80 e di come il format abbia subito delle grandi modifiche che ne hanno aiutato il rilancio. 

Da gara canora a effetto mediatico

Seguendo i cambiamenti del decennio precedente, negli anni ‘90 Sanremo smette definitivamente di essere esclusivamente una gara canora rispecchiando l’Italia. A livello politico, nella penisola di questi anni, vi sono grandi turbolenze segnate da Tangentopoli e dalla fine della Prima Repubblica. A livello commerciale invece, vi è una grande esplosione delle televisioni e della cultura del gossip che aiutano il maggior successo del Festival, il quale assorbe tutte le caratteristiche del periodo. Gli outfit, le performance, gli amori e i litigi degli artisti contribuiscono ad intrecciare musica e pettegolezzi, diventando una materia di stampa.  Il Festival  ha una grande visibilità mediatica, mantiene la sua capacità di unire generazioni diverse e diventa centrale nel dibattito pubblico perché è uno dei pochi eventi davvero condivisi. Infatti, le discussioni si spostano sulle prime trasmissioni di approfondimento televisivo e le canzoni diventano tormentoni radiofonici. In un’Italia frammentata politicamente e culturalmente, Sanremo resta un rito collettivo.

Dunque, Sanremo diventa un evento non più legato solo alla musica ma è pregno di dibattito, politica e moda. Infatti, nel 1992 vi è il caso di Mani Pulite e l’Italia è attraversata da una crisi politica senza precedenti. Il Festival diventa un’arena simbolica e durante le serate si fa spesso riferimento alla situazione politica del Paese. Il pubblico non guarda solo per ascoltare le canzoni, ma per capire “cosa succede”. Negli anni ’90 si presentano brani e vi sono momenti con un tono sociale e/o ironico, anticipando dibattiti discussi in televisione e sui giornali. La scelta degli ospiti, spesso politici o rappresentanti della cultura pop, diventano spunti di discussione nazionale.

Momenti simbolici che costituiscono Sanremo in un’arena politica e sociale

Nel 1993 accade uno dei momenti più simbolici della storia di Sanremo, quando Elio e le Storie Tese portano La terra dei cachi, un brano satirico che ironizza su corruzione, malaffare e stereotipi italiani. È la dimostrazione che il Festival non è più un luogo neutro e la satira entra ufficialmente sul palco dell’Ariston. Nel 1994 Adriano Celentano torna a Sanremo come super ospite e porta sul palco riflessioni religiose e sociali che dividono pubblico e critica. È uno dei momenti che segnano il Festival come spazio di discussione nazionale. Sanremo non è solo intrattenimento ma una piattaforma da cui si possono lanciare messaggi. 

Elio e le storie tese

Elio e le storie tese -1993

Evoluzione musicale e nuovi linguaggi

Musicalmente, gli anni ’90 vedono il passaggio dal melodramma classico a sonorità più internazionali. Arrivano influenze pop, soul, rock leggero. Intanto cresce la tensione tra “musica di qualità” e “musica commerciale”, un dibattito che accompagna il Festival per tutto il decennio. La figura del cantautore si rinnova, mentre la produzione si modernizza. I giovani negli anni ‘90 sono rappresentati da gruppi pop come ad esempio gli 883 e da artisti che parlano ai ragazzi con un linguaggio diretto.

Una delle caratteristiche più grandi degli anni ‘90 è che il Festival riesce a consacrare artisti che ancora oggi sono emblematici nella storia della canzone italiana – e non. E’ una vera e propria ‘fabbrica di stelle’ in cui la gara tra le Nuove Proposte è un passaggio fondamentale per entrare nel mercato discografico. Infatti, in questa competizione, nel 1990 vince Marco Masini con Disperato, nel 1993 vince Laura Pausini con La solitudine. In questo anno, la quarta serata arriva al 69,2% di share. L’anno seguente è il momento di Giorgia con la sua E poi che precede la sua vittoria tra i Big nel 1995 con Come Saprei. Nello stesso anno vi è anche Andrea Bocelli che, con Con te partirò, prende un successo mondiale, trasformando il Festival in trampolino per un crossover tra pop e lirica. Nel 1997 nelle nuove proposte vincono Paola e Chiara con Amici come prima e, questo, è il primo anno in cui viene introdotta la Giuria di Qualità, scelta significativa per il rapporto tra musica e critica. 

Marco Masini - 1990

Marco Masini – 1990

Laura Pausini – 1993

Giorgia - 1994

Giorgia – 1994

Andrea Bocelli - 1995

Andrea Bocelli – 1995

Polemiche e rivalità

Inoltre, in questi anni aumentano le tensioni tra gli artisti, le rivalità tra le case discografiche diventano parte integrante dello spettacolo e vi sono grandi polemiche sui conduttori. Il Festival diventa un luogo dove si crea narrazione: amori, litigi, look discutibili, outfit iconici. È l’epoca in cui la stampa scandalistica comincia a costruire il “dietro le quinte” come parte dello show. 

Prossimamente

Stiamo quasi per giungere alla fine di questa narrazione, gli anni 90 danno al Festival un’aria molto più complessa ma negli primi anni 2000, il format inizia a perdere appeal sui giovani. Gli ascolti sono in calo e i tentativi di modernizzare il format sono poco riusciti. Ma di questo se ne parlerà nel prossimo articolo.