C’è ancora tempo, ma non troppo, per lasciarsi affascinare dalla mostra L’Età del Bronzo, esposizione dedicata alla rilettura contemporanea di uno dei materiali più antichi e simbolici della storia dell’umanità. Ospitata negli spazi del Museo-FRaC Baronissi, la mostra chiuderà il 23 marzo, offrendo agli ultimi visitatori la possibilità di esplorare il lavoro di 21 artisti che hanno saputo reinterpretare il bronzo con linguaggi e visioni moderne.
Da sempre simbolo della grande statuaria italiana e internazionale, il bronzo qui si fa protagonista di un linguaggio nuovo, plasmato dal fuoco e combinato con altri materiali. Le opere, tutte in piccolo formato, sono state realizzate nella storica Fonderia Pietro Caporella di Roma e trovano una collocazione perfetta negli spazi espositivi del museo. Curata da Massimo Bignardi, la mostra nasce dalla collaborazione tra il FRaC e la Fondazione Caporella, con il supporto del Museo Arcos di Benevento e della Fondazione Rossi. L’obiettivo? Stimolare scambi culturali tra musei, fondazioni e biblioteche, creando un dialogo continuo con il pubblico.
Un percorso che il FRaC di Baronissi porta avanti con successo da tempo e che continuerà a sviluppare nelle future esposizioni. Come sottolinea il direttore artistico, Massimo Bignardi, conoscere e comprendere l’arte unica del bronzetto significa conoscere meglio anche gli albori della civiltà umana, andando a ritroso nel tempo, fino alla preistoria. Un viaggio artistico, storico e umanistico, alla scoperta delle nostre radici. Un dialogo tra passato e presente, tra tradizione e innovazione, che invita a riflettere sulla continua evoluzione dell’arte e della materia.
Dal FRaC al Palazzo Eroli e Rocca Albornoz, L’Età del Bronzo si sposta a Narni dal 12 aprile al 6 novembre
Ma l’avventura de L’Età del Bronzo non finisce qui! Dal 12 aprile al 6 novembre la mostra si sposterà a Narni, nelle suggestive sedi di Palazzo Eroli e Rocca Albornoz, con un tributo speciale a Daniel Spoerri, figura chiave del Nouveau Réalisme, scomparso nel 2024. L’esposizione, sempre curata da Massimo Bignardi e promossa da Antonio Rocca, offrirà un viaggio attraverso settanta sculture della Fondazione d’Arte Vittorio Caporrella (FFONDARC). Un’occasione unica per scoprire il legame profondo tra gli artisti e la fonderia d’arte, luogo dove l’immaginazione prende forma grazie all’abilità artigianale. Per oltre quarant’anni, la fonderia Caporella ha dato vita alle visioni di grandi maestri come Arman, Agostino Bonalumi, Pietro Cascella, Nunzio, Umberto Mastroianni ed Enrico Baj.
Un patrimonio artistico straordinario, pronto a conquistare nuovi pubblici e a celebrare la preziosità del bronzetto in tutte le sue sfaccettature.
Foto: Antonio Caporaso

