Home CulturaLucio Corsi, il Genio Inatteso: quando la purezza diventa arte

Lucio Corsi, il Genio Inatteso: quando la purezza diventa arte

Lucio Corsi, l'artigiano della vita che ha trasformato Sanremo in una tela bianca di emozioni. Un look stravagante, un messaggio profondo che ha rotto gli schemi, portando freschezza e originalità sul palco dell'Ariston.

by Anastasia Ulino
lucio corsi -sanremo25

La rivelazione del 75° Festival di Sanremo, colui che è riuscito a mettere d’accordo l’Italia, arrivato in alto perché è tutto ciò che il pubblico non si aspettava ma ciò che non sapeva di volere: Lucio Corsi. 

Nato a Grosseto nel 1993, Corsi ha iniziato la sua carriera sin dal 2011 cantando nei locali della propria città. ll primo album Altalena Boy/Vetulonia Dakar è uscito il 16 gennaio 2015 per Picicca Dischi, distribuito dalla Sony Music. Apprezzato per il suo stile glam e i testi surreali, il cantautore è accostato per riferimenti e immaginario ad artisti quali David Bowie, Renato Zero, Lou Reed e Tim Burton.

Lucio Corsi e il suo messaggio al mondo

La sua scelta di cantare la cover con Topo Gigio sta nella sua vicinanza a quei momenti televisivi, quando la televisione era più larga e c’era spazio per tutti. “Ora è sempre più difficile inserirsi in questi schermi. Ma c’è un modo anche oggi per farlo”. E infatti, arrivato secondo al Festival di Sanremo, Lucio, da outsider ha saputo raggiungere il cuore di una grandissima fetta di pubblico, colpendo quelle corde un po’ scoperte delle persone più sensibili. Ha saputo trasmettere un grande concetto: essere noi stessi non è un difetto. Non è vero che non è nessuno -citando la sua canzone- durante i minuti della sua performance, con la sua semplicità ha dato la possibilità al pubblico di togliere quel velo di costruzione e finzione che circonda oggi il mondo. 

“Per il lavoro che faccio, posso solo ringraziare i miei genitori per come mi hanno cresciuto: con la sicurezza che non si debba per forza eccellere, si può vivere anche facendo la propria parte, provando tante strade, mollando tutto e reinventandosi una vita”. Il messaggio ai giovani, e anche ai meno giovani, è che non bisogna puntare ad un traguardo ma a tante partenze, non raggiungere una meta non significa perdere. 

Arte tra genialità e candore

Vincitore del premio critica “Mia Martini”, Lucio Corsi rende visibile come l’arte sia tutto quello che c’è sotto la costruzione di scenografia, abiti firmati e testi preconfezionati, sprigiona l’anima che, quando è così grande, trasforma tutto in gigante. Colui che può essere definito un artigiano della vita, ha portato sul palco dell’Ariston una sferzata di bellezza e di fantasia: una musa e uno strumento di incanto, che è riuscito a mantenere la sua purezza e la sua personalità. In un mondo edificato Lucio è sinonimo che la diversità sia necessaria ed è riconosciuta. “Lucio ha portato la sua genialità, la sua freschezza, e il suo look: si tuffava a caso nel suo armadio e ne usciva con dei look strepitosi” ha detto il direttore artistico Carlo Conti durante l’ultima conferenza stampa. 

“Cerco qualcosa che mi porti al di fuori della realtà […] davanti ad un foglio bianco possiamo inventarci quello che ci circonda” ha detto il cantautore e con questa sua ricerca ha portato tutti noi nel suo mondo. Siamo tutti un po’ Lucio, ma lui ha la forza di essere veramente ciò che è senza nessun filtro. Ciò che spera, adesso, è poter stare in tour più a lungo possibile e noi non possiamo che augurargli tutto ciò che desidera. 

di Anastasia Ulino