Home Socrate al caffèMichele Amoruso, la testimonianza del fotogiornalista a “Scorate al caffè”

Michele Amoruso, la testimonianza del fotogiornalista a “Scorate al caffè”

Carmela Concilio - Socrate al caffè

Attraverso la sua macchina fotografica, Michele Amoruso ha raccolto numerose testimonianze della guerra, dei bombardamenti, del terrore della popolazione ucraina e dell’incessante flusso migratorio che sta interessando il confine con la Polonia. Da Dnipro a Zaporižžja, da Kiev a Kharkiv: per circa tre settimane il fotogiornalista Michele Amoruso ha girato per le città più colpite dalla guerra scattando foto forti ed eloquenti.

Ospite questa mattina a Socrate al Caffèha raccontato ai microfoni di RCS75 la sua esperienza in Ucraina.

“Verso l’inizio di Marzo ho deciso di incamminarmi verso il fronte ucraino. Dopo un lungo viaggio, mi sono spostato da Roma a Cracovia e nuovamente, attraverso una serie di collegamenti via bus, sono arrivati fino al confine con l’Ucraina. Da lì con un treno sono riuscita ad arrivare a quella che tutti noi conosciamo come Leopoli. La situazione era visibilmente disastrata perché la città si è trasformata in un vero e proprio imbuto in cui sta confluendo tutto il flusso migratorio non solo degli ucraini in uscita, ovvero tutte quelle famiglie, donne e bambini che stanno cercando di raggiungere posti sicuri, ma anche quello in ingresso, cioè di tutte le persone che stanno tornando da ogni parte d’Europa per poter essere arruolati e lottare per la sicurezza del proprio Paese”. 

Michele Amoruso, “giornalisti come bersaglio dei militari Russi”

Vero e proprio teatro di Guerra, l’Ucraina sta attraversando uno dei suoi periodi più bui. La testimonianza di giornalisti e fotoreporter come Michele Amoruso offre una visione più o meno chiara e d’insieme di ciò che sta accadendo a pochi passi da noi. Le immagine, così cruente e reali, vanno a contrapporsi alle troppe notizie manipolate e censurate da parte delle autorità del Cremlino, le quali si sono mostrate violente e senza scrupoli fin dai giorni precedenti l’inizio del conflitto. Come sottolinea lo stesso Amoruso, “la guerra è sempre insensata, ma quello che sta succedendo in Ucraina è spesso illogico. cioè io sono sceso nella metro di Kharkiv, dove diverse persone si ritrovano per così dire intrappolate perché rimaste completamente senza dimora. I bombardamenti proseguono senza sosta e, diversamente da quanto riferiscono le autorità Russe, ad essere colpite sono soprattutto e nella maggior parte dei casi strutture civili. La situazione diventa sempre più pericolosa anche per noi giornalisti, così come capitato al nostro collega statunitense. I nemici cercano di tenere nascosta il più possibile la verità, tanto da prendere di mira, come bersaglio, chiunque indossi l’uniforme con la scritta PRESS”.

Civili, donne, bambini, giornalisti provenienti da ogni parte del Mondo, stanno vivendo attimi di terrore, in un scenario tremendamente apocalittico in cui anche il rumore assordante delle bombe sembra non fare più alcun effetto.

Guarda qui l’intervista completa a Michele Amoruso.