Le imprese italiane conoscono ancora poco le pompe di calore e quasi una su due non ha mai valutato l’elettrificazione dei propri processi produttivi. Per gli impiantisti, invece, il principale ostacolo alla diffusione di questa tecnologia è il costo dell’installazione, indicato dal 74,7% dei professionisti intervistati.
È quanto emerge dalla ricerca realizzata nell’ambito del progetto nazionale CNA dedicato all’elettrificazione del calore. Solo il 13,3% delle imprese individua correttamente il funzionamento di una pompa di calore, mentre il 42,2% dichiara di non aver ancora valutato l’elettrificazione di uno o più processi produttivi. Tra gli impiantisti, il 74,7% segnala invece il costo eccessivo dell’installazione come una delle principali resistenze dei clienti.
I risultati sono stati presentati il 3 novembre a Bologna durante l’incontro conclusivo “Elettrificare per competere. Competenze, tecnologie e imprese per la nuova transizione energetica”, promosso da CNA nell’ambito del progetto coordinato da CNA Milano insieme alle Unioni nazionali CNA Produzione e CNA Installazione Impianti.
«Questi dati ci ricordano che la transizione energetica si misura anche dagli investimenti che le imprese riescono concretamente a realizzare. Per una micro o piccola azienda, scegliere una pompa di calore o elettrificare una fase produttiva significa confrontarsi con costi iniziali, tempi di rientro e vincoli tecnici», dichiara Paolo Cavini, Presidente di CNA Emilia-Romagna, sottolineando l’importanza di competenze diffuse, strumenti finanziari accessibili e procedure semplici per rendere l’innovazione alla portata anche delle imprese più piccole.
Imprese, investimenti e conoscenza delle tecnologie
Il questionario rivolto alle imprese ha raccolto 83 risposte. Il 42,2% dichiara di non aver ancora valutato l’elettrificazione dei processi produttivi, mentre il 22,9% ha già realizzato uno o più interventi. Il 14,5% ha avviato una valutazione preliminare e il 9,6% ha sospeso o rinviato il progetto.
La principale barriera è rappresentata dai costi iniziali, indicati dal 53% delle imprese. Seguono l’incertezza sui tempi di ritorno dell’investimento (26,5%), il costo dell’energia elettrica (25,3%) e le difficoltà di accesso ai finanziamenti (22,9%). «L’elettrificazione del calore non riguarda soltanto l’energia: riguarda il modo in cui le imprese organizzano e sviluppano i propri processi produttivi», afferma Valentina Di Berardino, Responsabile nazionale CNA Produzione. Per questo, spiega, è importante valutare l’applicabilità delle tecnologie caso per caso, partendo dalle esigenze concrete delle aziende.
Un esempio di investimento riuscito arriva da Eurofusione Nironi Srl, azienda familiare di Reggio Emilia specializzata nella fonderia di leghe di alluminio in pressocolata. Dopo la crisi del 2008-2009, l’impresa ha avviato un percorso di innovazione, sostituendo progressivamente le presse oleodinamiche con modelli elettrificati.
«Insieme al costruttore abbiamo sviluppato una soluzione che ci ha permesso di ridurre del 70% i consumi energetici e aumentare del 25% la produttività del primo impianto», racconta Stefano Nironi, CEO di Eurofusione Nironi Srl. Un percorso sostenuto anche dal supporto di CNA nell’individuazione delle opportunità di finanziamento. Resta però un problema di conoscenza: il 74,7% delle imprese intervistate descrive la pompa di calore come un sistema che utilizza energia elettrica per produrre direttamente calore, mentre soltanto il 13,3% riconosce la definizione corretta, ovvero un dispositivo che trasferisce calore da un ambiente all’altro.
Il riscaldamento e la climatizzazione degli ambienti produttivi sono gli ambiti di applicazione più considerati, indicati dal 55,4% delle imprese, davanti alla produzione di calore per i processi industriali (28,9%).
«Non possiamo chiedere alle piccole imprese di investire in tecnologie più efficienti senza creare condizioni economiche che rendano questi investimenti sostenibili», sottolinea Matteo Reale, Presidente di CNA Milano. La transizione, aggiunge, deve tradursi in un vantaggio concreto per chi produce, attraverso politiche che consentano alle PMI di programmare gli investimenti nel medio-lungo periodo.

Elettrificare per competere. Il convegno CNA sull’elettrificazione del calore
Impiantisti, costi e vincoli tecnici frenano la diffusione: alcuni dati
Il secondo questionario ha raccolto 217 risposte da parte degli impiantisti, coinvolti attraverso webinar, eventi e corsi di formazione. Il 59,4% dichiara di aver installato pompe di calore negli ultimi dodici mesi. Tra i sistemi più diffusi figurano quelli aria/aria (58,5%) e aria/acqua (52,5%). Il costo eccessivo dell’installazione è indicato dal 74,7% dei professionisti come principale resistenza dei clienti, seguito dalla mancanza di spazi tecnici adeguati (46,1%).
Le problematiche principali
Il prezzo e le problematiche legate all’installazione rappresentano anche le principali difficoltà nella promozione degli interventi. Il giudizio sulla tecnologia è comunque positivo: tra gli impiantisti che hanno già installato pompe di calore, soltanto il 9,7% segnala un funzionamento insoddisfacente, mentre il 30,4% non ha riscontrato problematiche. Le difficoltà più frequenti riguardano gli spazi necessari per la manutenzione e la riparabilità. Un altro aspetto riguarda il rapporto con il cliente: il 31,3% degli impiantisti segnala difficoltà nella gestione delle informazioni da fornire e il 26,3% nel comunicare il valore delle apparecchiature. Anche il momento in cui viene coinvolto il professionista può fare la differenza. Il 61,3% degli impiantisti dichiara di essere contattato in occasione della sostituzione della caldaia, mentre soltanto il 10,6% interviene in fase di costruzione dell’edificio. Anticipare la consulenza consentirebbe di valutare meglio le alternative tecnologiche e la compatibilità degli interventi.
«La diffusione delle pompe di calore richiede una filiera impiantistica preparata, in grado di affrontare non soltanto l’installazione, ma anche la progettazione e l’integrazione con gli impianti esistenti», sottolinea Diego Prati, Responsabile nazionale CNA Installazione Impianti.
Restano tuttavia esigenze di aggiornamento: il 56,7% chiede maggiori approfondimenti sugli aspetti pratici dell’installazione, il 51,2% su quelli normativi e il 39,6% sugli aspetti fiscali legati a detrazioni e bandi regionali.

