Home Senza categoriaPROGETTO FORMATIVO ERASMUS: la testimonianza di una giovane studentessa e la sua opportunità di conoscere e conoscersi

PROGETTO FORMATIVO ERASMUS: la testimonianza di una giovane studentessa e la sua opportunità di conoscere e conoscersi

L’erasmus, in particolare quello messo a disposizione dall’università, fornisce ai giovani una risorsa non indifferente per la crescita personale, sia in ambito didattico, in quello lavorativo e soprattutto in ambito conoscitivo.

by Miriam Guarino

Nel 2024 tutti sanno ormai cos’è l’erasmus, ma non tutti sentono l’esigenza o l’interesse nell’affrontare un nuovo percorso di vita. Effettivamente prendere le proprie cose e decidere di andarsene, anche se per un periodo limitato di tempo, può risultare davvero difficile per molte ragioni. Ad esempio la lontananza da casa, lasciare le proprie abitudini, la propria famiglia e amici, insomma non è una sfida per nulla semplice. Per questo ho deciso di intervistare una giovane studentessa italiana che durante il suo primo anno universitario ha sentito l’esigenza di aderire al progetto erasmus. A soli 18 anni V. manda la sua richiesta per partecipare al progetto, sceglie la Spagna e viene mandata a Granada in Andalusia.

quali erano le tua aspettative prima di partire, soprattutto l’adattamento ad una lingua non tua

“ avevo molta paura inizialmente, non è semplice lasciare la tua famiglia, i tuoi affetti e le tue abitudini per un posto nuovo. Per quanto riguarda la lingua quella non è mai stata una preoccupazione, venendo da cinque anni di linguistico ed avendo una passione per lo spagnolo la sentivo abbastanza mia”

La prima differenza che hai notato tra il sistema universitario italiano e quello spagnolo

“Sicuramente il sistema italiano è molto teorico, quello spagnolo di teorico ha ben poco, durante l’anno partecipi a progetti di gruppo, esposizioni quindi poi l’esame finale è scritto a crocette e il peso teorico è alleggerito tanto da questi progetti pratici. Non a caso il voto finale non dipende tanto dall’esame finLe ma dalla media dei vari progetti fatti, sia di gruppo che singoli. Anche i voti sono diversi, in Italia la votazione è da 18 a 30, in Spagna i voti vanno da 1 a 10, come a scuola”

Hai avuto difficoltà inizialmente ad adattarti a questo metodo di studio per te nuovo?

“ assolutamente sì, all’inizio soprattutto. Essendo abituata a tanta teoria e poca pratica non sapevo come organizzarmi con lo studio, piano piano poi entri nella mentalità anche perché capisci che i professori non hanno occhio di riguardo nonostante magari la difficoltà di una lingua non tua. In Italia è differente, il programma di studio per gli studenti erasmus è diverso rispetto a quello degli studenti ordinari”

Sapresti descrivermi il tuo primo impatto con la città?

“ la città è meravigliosa, l’Andalusia in generale è meravigliosa, ricorda molto l’Italia, gli abitanti sono molto calorosi e le abitudini molto simili. Il cibo è molto buono, la pizza manca sicuramente però ho assaggiato tanti altri cibi tipici che ho trovato davvero squisiti. Loro rispetto agli italiani sono molto più rilassati, gli italiani sono sempre di corsa, sempre affannati, qui in Andalusia la vita è lenta e gli abitanti rispecchiano questo chill nel loro modo di essere”

Qual è il luogo della città che più ti è piaciuto sin dall’inizio?

“Senza ombra di dubbio l’albaicin che è la parte centrale più antica di Granada, mi piace per la sua contaminazione araba”

Ma ora passiamo alla parte un po’ più dolente, le difficoltà che hai incontrato

“ Sarò sincera, io ho un carattere fortemente intraprendente ma non nasc9ndo che all’inizio non è stato semplice, avevo la malinconia di casa, della famiglia, mi sentivo molto sola in quella stanzetta. Sembrava tutto troppo grande per me eppure dopo qualche settimana ero già a mio agio. Avevo fatto subito amicizia all’università, partecipavo a progetti e viaggi che le associazioni per studenti erasmus mettevano a disposizione, piano piano mi integravo sempre di più fino a quando a fine percorso erasmus avevo deciso che non volevo più tornare, sentivo la Spagna e in particolare Granada troppo casa mia. Così decisi di rimanere, decisi di fare il passaggio dall’università italiana a quella spagnola e ad oggi non potrei essere più contenta”

Come pensi ti abbia cambiata questa esperienza?

“ In primo luogo mi ha responsabilizzata, mi ha fatta crescere e capire cosa cercassi io dal mio futuro. Ho capito che le difficoltà ci sono ma basta tanta determinazione e passione per superarle. Ad oggi sono passati 5 anni dall’esperienza erasmus e grazie a quella ho capito che la mia vita è qui a Granada. Probabilmente se non fossi partita la mia vita avrebbe preso un’altra direzione però ad oggi so che questa direzione mi piace ed è quella giusta per me”

Quindi mi sembra di capire che l’esperienza erasmus la consiglieresti. Ma in particolare che consigli daresti a chi vuole partire per questa nuova avventura

“ Vivetela a pieno, senza troppi pensieri e paranoie, la difficoltà iniziale accomuna tutti ma passa dopo poco, non fatevi abbattere dalla nostalgia o dalle prime difficoltà linguistiche, quelle di superano dopo poco, vi assicuro che questa esperienza è un’occasione di crescita e di nuove scoperte”

Di Miriam Guarino