Ci sono immagini, suoni, eventi e tragiche notizie che non si dimenticano. È il caso della strage di Capodanno nella località sciistica di Crans-Montana; totale sgomento e il pensiero di quei ragazzi che non andrà mai via. Il Festival di Sanremo, da sempre, non è solo un momento di musica e gioia, ma si fa anche palcoscenico di memorie profonde, proprio come nel corso della seconda serata dell’edizione 2026, durante la quale Achille Lauro — in veste di co-conduttore — ha scelto di fermare il tempo e omaggiare il ricordo delle giovanissime vittime di quella tragedia, che avevano solo avuto la voglia di festeggiare insieme l’arrivo del nuovo anno.
Lauro ha proposto il suo brano Perdutamente in una versione inedita e profondamente simbolica, accompagnato da 20 coristi e dalla magnifica voce della soprano Valentina Gargano, portando sul palco un arrangiamento quasi lirico e solenne. Ha trasformato la canzone in una preghiera laica, sospesa, capace di riempire il Teatro Ariston di un silenzio raro, denso, rispettoso.
Al termine dell’esibizione il pubblico si alza in piedi in una commovente standing ovation e Lauro si abbandona all’emozione, ringraziando non solo i coristi e la solista ma anche la stessa musica, grazie alla quale riusciamo ad esprimere sentimenti forti senza bisogno di parole. L’artista ha inoltre ribadito il valore umano e sociale della musica: se anche solo una persona avesse trovato conforto in quelle note, allora portarle su quel palco non sarebbe stata una scelta artistica, ma un dovere morale.
La scelta di “Perdutamente” nel ricordo di Achille Barosi e delle altre vittime
La scelta del brano, naturalmente, non è casuale, perché la canzone era già diventata simbolo della tragedia di Capodanno dopo che la mamma di Achille Barosi aveva intonato quelle parole accanto alla bara del ragazzo durante i funerali.
Al di là delle critiche e dei gusti personali, che si dividono tra chi eleva Achille Lauro a grande artista e chi lo considera solo un attore nelle mani delle case discografiche, va sottolineato che il cantante romano si riconferma come vero e proprio performer capace di portare sul palco più importante d’Italia non solo musica e parole, ma anche forti emozioni.

