Salve amici elettori!
Non avete idea di cosa parli il referendum del 12 giugno? Non avete un minimo di conoscenza dell’argomento? Vi è capitato questo articolo per caso e state solo aspettando lo spritz sulla spiaggia? Perfetto. La GUIDA PER INESPERTI fa per voi.
Il prossimo 12 giugno si vota per le amministrative e per i referendum abrogativi sulla Giustizia: si tratta di cinque quesiti, proposti da Lega e Radicali. Aspetta…aspetta, stiamo andando troppo in fretta.
Cos’è un referendum abrogativo?
Il referendum abrogativo previsto dall’art. 75 Cost. stabilisce che 500.000 cittadini o 5 Consigli regionali, possono proporre all’intero corpo elettorale “l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge”. Abrogare significa procedere ufficialmente all’abolizione di una legge. Quindi, se l’individuo è favorevole all’abrogazione delle norme dovrà votare “sì”, altrimenti, se è contrario dovrà votare “no”.
Ma cosa devo scegliere di abrogare oppure no?
Il popolo è tenuto a votare per cinque quesiti che riguardano l’ordinamento giudiziario. In maniera più specifica situazioni inerenti al processo penale e al contrasto alla corruzione.
Ecco i 5 quesiti:
Ogni scheda, dov’è collocato un quesito, avrà un colore diverso. Abolizione legge Severino (scheda rossa), Limitazione misure cautelari (scheda arancione), Separazione delle carriere tra giudici e pm (scheda gialla), Valutazione dei magistrati (scheda grigia), Elezione membri togati del Csm (scheda verde).
Adesso analizzeremo ogni singola scheda, così da iniziare a capire di cosa parlano questi quesiti.
Abolizione legge Severino (scheda rossa)
Il primo quesito riguarda l’abolizione della legge Severino. La legge prevede incandidabilità, ineleggibilità e decadenza automatica per i parlamentari, per i rappresentanti di governo, per i consiglieri regionali, per i sindaci e per gli amministratori locali in caso di condanna. Ha valore retroattivo e prevede, anche a nomina avvenuta regolarmente, la sospensione di una carica comunale, regionale e parlamentare se la condanna avviene dopo la nomina del soggetto in questione. Che cosa succede se vince il “SÌ”? Con il sì viene abrogato il decreto e si cancella così l’automatismo: si restituisce ai giudici la facoltà di decidere, di volta in volta, se, in caso di condanna, occorra applicare o meno anche l’interdizione dai pubblici uffici (pena che inibisce al condannato la possibilità di ricoprire incarichi pubblici).

Limitazione misure cautelari (scheda arancione)
Il secondo quesito riguarda la limitazione alle misure cautelari. Cos’è la custodia cautelare? La custodia cautelare è una misura coercitiva (che ha potere di costringere con la forza o con minaccia di pena) con la quale un indagato viene privato della propria libertà nonostante non sia stato ancora riconosciuto colpevole di alcun reato. Questa pratica, negli anni, ha provocato dal 1992 al 2020, 29.452 casi di persone incarcerate e successivamente dichiarate innocenti. Se vince il “SÌ”, resterebbe in vigore la carcerazione preventiva per chi commette reati più gravi e si abolirebbe la possibilità di procedere alla privazione della libertà in ragione di una possibile “reiterazione del medesimo reato” (ripetersi continuo da parte di un individuo della commissione di reati).

Separazione delle carriere tra giudici e pm (scheda gialla)
Nel corso della carriera, alcuni magistrati passano più volte dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa. La funzione requirente (compito di esprimere richieste o pareri in vista delle decisioni degli organi giudicanti) è esercitata dai magistrati che svolgono attività di “pubblico ministero”. La funzione giudicante, invece, è la funzione svolta dagli organi giudiziari (i giudici). Alternandosi in queste due diverse funzioni si contraddice l’idea che l’attività della parte che accusa (PM) debba restare distinta da quella di chi giudica. Se vincerà il “SÌ” Il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera la funzione giudicante o requirente, per poi mantenere quel ruolo durante tutta la vita professionale.

Valutazione dei magistrati (scheda grigia)
Questo quesito riguarda i Consigli giudiziari. Organismi territoriali composti da magistrati, ma anche da membri “esterni”: avvocati e professori universitari in materie giuridiche. Questa componente, che rappresenta un terzo dell’organismo, è esclusa dalle funzioni che riguardano le competenze dei magistrati. Solo i magistrati, quindi, hanno il compito di giudicare gli altri magistrati. Con il “SÌ” viene riconosciuto anche ai membri “esterni”, cioè avvocati e professori, di partecipare attivamente alla valutazione dell’operato dei magistrati.

Elezione membri togati del Csm (scheda verde)
L’acronimo “CSM” non è un linguaggio di programmazione, né tantomeno un nuovo modello di automobile. “CSM” sta per Consiglio superiore della magistratura. “Il ruolo di questo organo è decisivo nel funzionamento della giustizia. Il CSM gestisce infatti tutto ciò che riguarda i percorsi di carriera di giudici e pm: i concorsi per l’immissione in ruolo, le procedure di assegnazione e trasferimento, gli avanzamenti di carriera, la cessazione del servizio e gli aspetti disciplinari relativi ai magistrati.” È presieduto dal Presidente della Repubblica. Gli altri 24 componenti sono eletti per due terzi dai magistrati, mentre il restante terzo viene eletto dal Parlamento in seduta comune. Un magistrato che voglia candidarsi al “CSM” deve raccogliere dalle 25 alle 50 firme e, deve avere il sostegno di una delle correnti. Le correnti hanno “politicizzato” il CSM, diventando come “partiti” dei magistrati. Se si vota “SÌ”, viene abrogato l’obbligo, per un magistrato che voglia essere eletto, di trovare da 25 a 50 firme per presentare la candidatura e di conseguenza anche la “benedizione” di una delle correnti. Con il sì, si tornerebbe alla legge originale del 1958. Ovvero che tutti i magistrati in servizio potessero proporsi come membri del CSM presentando semplicemente la propria candidatura.

Dopo questa “infarinatura”, potreste avere un minimo di chiarezza su cosa si vota il prossimo 12 giugno. Vi invito, per avere una spiegazione più tecnica e dettagliata, a leggere i testi completi dei quesiti, disponibili sul sito del ministero dell’Interno: https://www.interno.gov.it/it/speciali/elezioni-e-referendum-2022.
Possono votare tutti i cittadini italiani con più di 18 anni di età. Si vota domenica 12 giugno, e i seggi saranno aperti dalle 7 fino alle 23.

