Il 76° Festival di Sanremo si apre con una scenografia innovativa firmata dall’architetto Riccardo Bocchini, noto per il suo stile che unisce architettura, tecnologia e arte visiva. “Quest’anno la scena gioca sull’asimmetria: linee e volumi si muovono come la musica contemporanea, fluida e imprevedibile. Non è solo estetica, ma linguaggio dell’emozione”, spiega Bocchini.
Il palco del Teatro Ariston, 120 mq estesi su tre piani, si avvicina alla platea e si sviluppa in tre fascioni che avvolgono pubblico e artisti. Scala motorizzata, sipari a led e pannelli mobili cambiano forma ad ogni esibizione, creando uno spazio scenico dinamico e immersivo.
La progettazione digitale con Disguise permette di pre-visualizzare ogni movimento scenografico e luminoso, integrando luci, ledwall da 250 mq e grafica curata da 14 specialisti. Le luci di Mario Catapano e la regia di Maurizio Pagnussat coordinano telecamere 4K, carrelli, steadycam e camere aeree per riprese a 360 gradi.
Anche l’audio raggiunge standard cinematografici: oltre 250 segnali digitali, gestiti da 20 tecnici, con codifica Dolby Atmos per un’esperienza immersiva in sala e a casa. Roberto Bocchini, che ha lavorato anche a grandi installazioni di video mapping e eventi live, trasforma il palco in un vero laboratorio creativo, dove tecnologia e arte dialogano con la musica.
Sanremo 2026 diventa così uno spettacolo totale, dove ogni canzone si trasforma in un’esperienza visiva e sonora completa.

