Ai microfoni di RCS75, attraverso “Socrate al caffè” Giovanna di Giorgio sta portando avanti ormai da settimane spazi politici che stanno interessando in misura maggiore il Conflitto Russo – Ucraino. Lo scopo è cercare di comprendere e spiegare, con l’aiuto degli esperti, ciò che si cela dietro questa guerra che non è solo politica, ma anche economica.
L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia inevitabilmente avrà (e sta già avendo) importanti conseguenze economiche non solo nei Paesi coinvolti direttamente nella guerra ma anche in quelli che lo sono solo indirettamente. È chiaro che tali conseguenze, nel breve e nel lungo periodo, dipenderanno dal modo in cui si evolverà il conflitto. Ma quali sono e quali potrebbero essere? Ne abbiamo parlato con Fabio Scacciavillani, economista e asset manager che, tra le altre cose, ha lavorato al Fondo Monetario Internazionale a Washington, alla Banca centrale europea a Francoforte, a Goldman Sachs a Londra.
Guerra tecnologia e guerra tecnologia, cosa accadrà da qui in avanti in Russia e negli Stati Europei? Parla Fabio Scacciavillani
Il centro della discussione dell’intervento di questa mattina sono state le sanzioni – in particolar modo di natura economica-finanziaria – impartite alla Russia da parte degli stati membri dell’Unione Europea in seguito all’invasione dell’Ucraina.
Dal brillante intervento del primo ospite della mattinata di RCS75, comprendiamo che le sanzioni oltre ad avere grande peso a livello economico, riscontrano anche molto valore a livello ideologico, grazie anche e in modo particolare al fatto che tali disposizioni non hanno precedenti nella storia recente. Mai, nel corso di una guerra, si era arrivati a sanzioni di tale calibro.
Tra i mondi che saranno investiti maggiormente dalle ripercussioni che questa manovra di contrasto avrà nel breve o lungo termine, spiega Fabio Scacciavillani, avremo di certo quello finanziario. A questo si unisce il timore di altre e misteriose conseguenze che potrebbero riguardare coloro i quali hanno o vorrebbero avere in futuro rapporti con la Russia stessa. Si parla dunque si sanzioni che però non si relegano all’hinc et nunc, il qui e ora della Guerra Russo-ucraina, ma ad una serie reazioni a catene che potrebbero investire anche altri Stati, forse gli gli stessi che le hanno applicate pensando o sperando di scoraggiare Putin nell’avanzata del suo sanguinoso progetto. Ciononostante le ripercussioni, seppur negative per tutte le potenze economiche schierate in campo, non potranno mai essere devastanti come lo sono state e lo saranno per la Russia stessa.
Guarda qui l’intervista completa.
Maria Alfonsina Iemmino Pellegrino

