Si è concluso nel corso della giornata di venerdì 1 aprile il viaggio organizzato dalla Fondazione della Comunità Salernitana e Lions Club Branch Salerno Minerva, in collaborazione con il quotidiano Le Cronache. A bordo dei bus che hanno portato al confine ucraino gli aiuti umanitari e accolto i profughi per portarli in salvo, era presente anche il medico e vice sindaco di Salerno Paky Memoli, la quale ha raccontato a Socrate al Caffè l’esperienza appena vissuta e il dramma di queste persone.
Un viaggio lungo ed estenuante quello della Dottoressa Memoli la quale, insieme ad alcuni membri delle associazioni coinvolte nell’iniziativa, ha permesso che la città di Salerno accogliesse ben 92 persone. Questi ultimi, come sottolineato più volte nel corso dell’intervista, non riceveranno solo assistenza medica, ma sarà offerto loro anche e soprattutto un forte aiuto psicologico. Un contributo concreto per aiutare coloro i quali fuggono dalla follia della Russia di Putin.
Sostegno psicologico, non solo accoglienza, per le famiglie che scappano dalla guerra
“Viaggio stancante, certo, ma ricco di umanità”. Così il Medico nonché vice sindaco di Salerno descrive l’esperienza appena vissuta. “Siamo partiti non molti giorni seguendo questo percorso umanitario tracciato anche da altri e abbiamo offerto agli sfollati cure mediche e la possibilità di venire con noi in Italia. La nostra città, gli ha così offerto riparo. Il mio ambulatorio, inoltre, è stato designato dall’Asl come punto di riferimento per somministrare loro il vaccino contro il Covid-19“.
“La nostra rete medica – continua così la dottoressa Memoli – non si fermerà però a cure e vaccini, ma attiveremo presto una rete pediatrica e, parallelamente, una vera e propria rete di assistenza psichiatrica e psicologica. Questo è un progetto che ho voluto sostenere personalmente attraverso la mia Asl, dato che a mio avviso le persone che scappano dalla guerra hanno bisogno di amore, umanità e di un enorme sostegno psicologico”.
Una notizia importante, questa, che va al di là dell’accoglienza, ma che unisce a quest’ultima la vaccinazione, le dovute cure mediche e un fondamentale sostegno psicologico per adulti e bambini che sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa dell’incessante forza distruttiva dei bombardamenti.
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Maria Alfonsina Iemmino Pellegrino

