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#fattoresocial – Tutta la verità sulla vita da freelance

by Nadia Malangone

Puntata del 21 Maggio 2019: Tutta la verità sulla #vitadafreelance

Freelance è un termine di lingua inglese ormai diffuso anche in Italia e usato per indicare un gruppo di professionisti, spesso titolari di partita IVA, che gestiscono il proprio lavoro in modo indipendente. Non hanno un titolare, non sono lavoratori dipendenti, ma hanno diversi clienti che gestiscono in autonomia. Nel settore della comunicazione e del digitale la figura del freelance è molto diffusa e per molti rappresenta una scelta, dopo anni di esperienza in aziende o agenzie di comunicazione.

Per approfondire questo argomento e conoscere meglio il mondo dei freelance, abbiamo ascoltato le testimonianze di due ospiti: Renato Mastrogiovanni, direttore creativo e Alessandra Farabegoli, esperta di comunicazione e co-fondatrice di Freelancecamp, il primo evento dedicato ai freelance.

Ascolta il podcast dell’ultima puntata di #fattoresocial, la trasmissione che racconta il web e i social in radio.

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Freelance: libero professionista o mercenario?

Secondo Wikipedia: “Freelance (dall’inglese freelance worker) è un termine della lingua inglese per indicare un soggetto che opera come libero professionista per diverse società o organizzazioni, senza avere alcun rapporto contrattuale di dipendenza con esse. Il termine, usato anche nella lingua italiana, ha un significato generico, non essendo legato ad alcun settore specifico di attività. In Italia l’espressione freelance è assimilabile a quella, molto utilizzata dai mass media, di “popolo delle partite IVA”. La parola deriverebbe dall’omonimo termine della lingua inglese usato per un mercenario (free-lance ovvero “Lancia-indipendente” o “Lancia-libera”), cioè un soldato professionista che non era legato a un comandante specifico, ma si metteva agli ordini di chiunque lo pagasse”.

L’etimologia del termine, che presenta una connotazione “negativa” legata al concetto di mercenario, richiama anche l’idea di sacrificio, dell’offrire la propria vita per una causa. Dinamica che spesso si ritrova nel lavoro e nel modo di operare di tantissimi freelance.

Freelance: 3 errori da evitare

Renato Mastrogiovanni, direttore creativo da oltre 20 anni e freelance da 8, ha elencato 3 errori che, in base alla sua esperienza, i freelance dovrebbero sempre evitare:

1. REGALARE TEMPO E PROFESSIONALITÀ ALL’INFINITO, perché fa parte del nostro mestiere (come di tanti altri) dovere e voler essere disponibili, aggiungere lavori ad accordi già chiusi o risolvere problemi (creati da altri) impegnando tempo e professionalità spesso non retribuita, ma questa disponibilità deve avere un limite umano oltre il quale bisogna fermarsi e quantificare il proprio impegno;

2. LAVORARE A OLTRANZA, perché bisogna essere bravi a dividere con decisione tempi di vita e di lavoro, per evitare di essere risucchiati da scadenze, progetti e attività;

3. SOPRAVVALUTARE LE PERSONE E LE SITUAZIONI, perché succede spesso di riconoscere un valore, di dare fiducia e di riporre aspettative su persone o progetti che sembrano fantastici ma che poi si rivelano un fallimento.

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Per essere freelance ci vuole carattere!

Essere freelance non è per tutti: gestire la complessità, riservarsi spazi di vita senza farsi assorbire dal lavoro, ma anche imparare a vendere e promuovere se stessi e il proprio lavoro non è semplice e non è per tutti. Ci siamo chiesti quali siano le caratteristiche personali indispensabili per essere dei bravi freelance e quali i difetti che rendono difficile o impossibile questa modalità di lavoro.

3 qualità indispensabili per essere un buon freelance

1. Affidabilità: il rispetto dei tempi e degli impegni presi sono un modo per comunicare e ottenere rispetto per il proprio lavoro;
2. Concretezza: troppo spesso ci si lascia andare a vere e proprie elucubrazioni mentali, si immaginano progetti poco realizzabili, finendo per scontrarsi con la dura legge dei fatti, che spesso manda all’aria interi mesi di lavoro;
3. Esperienza: sia come conoscenza delle dinamiche e delle attività legate alla propria professione, ma anche dell’intero ecosistema in cui si opera. 

3 difetti gravi dei freelance

1. Non mostrare rispetto per i propri competitor, soprattutto quando si entra in progetti precedentemente gestiti da altri;
2.
Molta forma e poca sostanza: il valore del proprio lavoro non si definisce “sulla carta” ma nei fatti, nelle attività realmente svolte e nei risultati raggiunti;
3. Fare di testa propria, perché la libertà nella gestione del proprio lavoro non vuol dire agire “in solitaria”, escludere il confronto o non aprirsi al confronto. Anzi: chi lavora in autonomia ha forse bisogno più di altri di confronto e condivisione.

 

Freelance e soldi: un rapporto difficile?

La vita del freelance è molto diversa da quella di un dipendente: spesso chi lavora in autonomia si trova a dover fronteggiare situazioni molto distanti dalla propria specializzazione. Basti pensare alla gestione diretta dei clienti, all’organizzazione dei flussi di lavoro e alla definizione di prezzi e listini.

Per tenere sempre sotto controllo le entrare e gestire tasse e imposte, Renato Mastrogiovanni usa un semplice file excel in cui tiene traccia delle fatture emesse e calcola in tempo reale le somme da tenere da parte per il pagamento delle imposte. Un modo semplice di sopravvivere al Fisco e “difendersi da se stessi”. ECCO IL FILE, PRONTO DA SCARICARE E USARE

alessandra farabegoli L’evento dedicato ai freelance di ieri, oggi e domani: il Freelancecamp

Il mondo dei freelance, con le sue dinamiche e le piccole e grandi difficoltà di tutti i giorni è protagonista di un evento unico nel suo genere, il Freelancecamp. Ideato da Alessandra Farabegoli, Gianluca Diegoli, Miriam Bertoli e Silvia Versari, è giunto ormai all’ottava edizione (dal 23 al 25 maggio 2019 a Marina Romea).

Abbiamo fatto qualche domanda ad Alessandra, che ci ha spiegato di più dell’evento e del mondo dei freelance:

Cos’è il freelancecamp e come seguirlo?

Si tratta di un evento dedicato al lavoro indipendente, nato nel 2012 quando io, Gianluca Diegoli e Miriam Bertoli che da poco avevamo iniziato a lavorare da freelance, abbiamo iniziato a confrontarci su questo argomento e deciso di estendere il nostro confronto ad amici e colleghi. Li abbiamo invitati al Boca Barranca, uno stabilimento balneare a Marina Romea in provincia di Ravenna per una giornata di barcamp, in cui chi voleva poteva condividere idee, suggerimenti, consigli e ciò che aveva imparato dai suoi errori. L’evento è andato molto bene e abbiamo deciso di replicare anche negli anni successivi. Dal 2015 poi abbiamo deciso di trasmettere l’evento in streaming (grazie al supporto di Vudio, agenzia che si occupa di video marketing e live streaming) e la notorietà dell’evento è cresciuta ancor di più.

Per dare uno sguardo all’ultima edizione e a quelle precedenti basta accedere al canale Youtube del Freelancecamp e scorrere tra centinaia di video, tutti utili e interessanti per chi lavora da freelance.

Tanto spazio viene dato anche al networking, giusto?

Sì, anche per questo abbiamo scelto di non far crescere troppo l’evento e di limitare il numero di partecipanti. Abbiamo messo in vendita 250 biglietti perché questo numero permette di mantenere il carattere di familiarità e informalità che ha portato al successo del format. Chi partecipa al freelancecamp riesce a creare legami che poi durano nel tempo e non sono pochi i partecipanti che dopo il camp hanno iniziato a collaborare e lavorare insieme.

Abbiamo anche un gruppo Facebook, dedicato a chi ha partecipato o vuole partecipare e che ci permette tra le varie edizioni del camp di tenerci in contatto e continuare a fare rete.

Alessandra, secondo te come saranno i freelance di domani?

Penso che i freelance di domani saranno sempre più organizzati e spero consapevoli. Essere freelance deve essere una scelta e non una costrizione: chi diventa freelance perché gli impongono la partita Iva è un “dipendenti mascherato”. Io credo e spero in un futuro di freelance sempre più organizzati e consapevoli.

I consigli di lettura di #fattoresocial

Tra tantissimi spunti è facile perdersi. E allora ecco un po’ di consigli di letture utili per partire bene:
{consigliato da Alessandra Farabegoli} Business Model You

{consigliato da Renato Mastrogiovanni} Le menzogne di Ulisse

SOPRAVVIVERE ALLE INFORMAZIONI SU INTERNET DI ALESSANDRA FARABEGOLI

CHI HA PAURA DEL BUSINESS PLAN DI FRANCESCA MARANO

FAI DI TE STESSO UN BRAND DI RICCARDO SCANDELLARI

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#fattoresocial ti racconta i social e il mondo di Internet dal punto di vista delle aziende. Niente selfie e gattini ma tantissimi consigli, trucchi e idee per usare al meglio Facebook, Instagram, LinkedIn e il web.

Ogni martedì, dalle 16:00 alle 17:00 ci divertiremo a scoprire notizie e curiosità sulla comunicazione online di aziende piccole e grandi.

#fattoresocial è un format ideato e condotto da Nadia Malangone

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