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Draghi e il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)

by RCS75 Academy
draghi

Che cos’è il Pnrr? A cosa porterà l’uso di questo programma?

Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di Draghi

Nell’ultime ore, il premier Draghi ha presentato il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il programma di investimenti che l’Italia presenterà per il recovery fund. Il Pnrr, promette Draghi, porterà nei prossimi 5 anni una crescita del 3.6% del PIL, la velocizzazione della pubblica amministrazione, l’aumento della capacità di riciclo della plastica e una miglioria anche per lo spreco dell’acqua che si ridurrebbe del 15%.

Qual è la situazione del debito pubblico e di quanto ci indebitiamo?

Promesse importanti, quelle fatte del premier in Senato, quando il debito italiano ha superato i 2637 miliardi e con un aumento di 118 miliardi per i piani del “Sostegni Bis” e 122.6 miliardi del “Pnrr”. Questi debiti e sovvenzioni sono l’unica strada da percorrere per non far schizzare lo spread e non far crollare il PIL, che durante la pandemia è calato del 8.9%. Con questo contesto, il paese si avvia verso il più grande indebitamento degli ultimi 10 anni, come una grande scommessa.

PNRR: come il governo intende spenderlo?

Con la reazione del sistema ospedaliero durante la prima ondata, ci saremmo tutti aspettati un investimento più generoso sulla salute, che invece è posizionata come ultima nelle mission del recovery fund. Giusta la proroga sui sostegni alle famiglie in difficoltà, sulle sovvenzioni alle infrastrutture sostenibili, all’edilizia scolastica che con i tagli degli ultimi anni non trovavano spazio nelle spese del governo. Una carta di credito per l’ex presidente della Bce, che cambierà il nostro bel paese. Nella tabella in basso, sono evidenziati i settori dove il governo ha scelto di investire.

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura: 40,73 miliardi
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica: 59,33 miliardi
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile: 25,13 miliardi
  • Istruzione e ricerca: 30,88 miliardi
  • Inclusione e sociale: 19,81 miliardi
  • Salute: 15,63 miliardi

Articolo a cura di: Gabriele Imparato Sirica