Dal Piemonte alla Sicilia, le tavole italiane sono percorse da un unico filo rosso, quello della tradizione.
Pasta fatta in casa, minestre, verdure, pesce o carne: la famiglia riunita per il cenone della Vigilia e per il pranzo del 25, ama gustare i piatti di una volta, quelli che preparavano le nostre nonne e che si tramandano di generazione in generazione.
Il Natale dal nord al sud della penisola è legato alla memoria, al piacere di riscoprire ogni volta la storia gastronomica del nostro paese e di farla conoscere ai più piccoli.
Anche se ogni regione ha un proprio menù tradizionale non mancano tratti comuni: dalla frutta secca ai panettoni.
Il cenone della Vigilia è il momento più sentito, anche se, di fatto, quasi non ci si alza da tavola facendo un tutt’uno tra pranzo e cena, una vera e propria maratona senza fondo.
Il menù campano della Vigilia è rigorosamente a base di pesce.
Tipicamente salernitana è l’insalata di rinforzo composta da olive, peperoni, cavolfiori e altre verdure sott’aceto, seguite dai “broccoli di Natale”.
La tradizione cilentana propone come piatto della Vigilia, le zeppole salate con alici e, tra i protagonisti del menù natalizio, c’è sicuramente il “signor” baccalà cucinato in molti modi sempre molto gustosi.
Si inganna l’attesa della mezzanotte con i dolci tra cui: gli “scauratielli” , ossia zeppole di Natale tipicamente cilentane preparate con acqua e farina, successivamente fritte e passate nel miele, i calzoncelli o pastorelle, una sorta di raviolo fritto ripieno con un impasto a base di farina di castagne, rum e cioccolato, i fichi ricoperti di cioccolato, i mostaccioli, i roccocò, i torroni, in particolare in Campania è famoso il torrone di Benevento, simbolo della città e, infine, gli struffoli dolci senza ripieno, formati da tocchetti di pasta fatta di farina e uova fritte in olio bollente fino a diventare di un bel colore giallo oro e poi immersi nel miele per formare un tarallo ricoperto anche di piccoli confettini e frutta candita. Questo è il dolce di Capodanno, simbolo augurale di benessere e prosperità come pure il piatto a base di lenticchie.
Il Natale è la festa che riempie le tavole, fa rimboccare le maniche a tutti gli italiani, che da Nord a Sud, si mettono ai fornelli e danno il meglio di sé.
Dunque, vi è un rapporto strettissimo tra cibo, tradizione e festività natalizie: lo stare a tavola resta un motivo per cercare di protrarre la convivialità il più a lungo possibile, godendo di un clima di allegria ed armonia familiare, valorizzando il sentimento di condivisione e di unione.
A questo punto non mi resta che augurarvi buon appetito e che questo Natale sia ricco d’amore e felicità!
Lucia Odierna

