Home CronacaBCC Capaccio Paestum e Serino: Presentazione rapporto “Filiere sostenibili della Piana del Sele IV gamma”

BCC Capaccio Paestum e Serino: Presentazione rapporto “Filiere sostenibili della Piana del Sele IV gamma”

FILIERE SOSTENIBILI DELLA PIANA DEL SELE, PROGETTO PROMOSSO DA FONDAZIONE SYMBOLA, BCC CAMPANIA CENTRO, BCC CAPACCIO PAESTUM E SERINO, BCC MAGNA GRECIA

by Umberto Sole

Il mercato della quarta gamma rappresenta circa il 18% del mercato ortofrutticolo italiano, e la Piana del Sele CON UNA SUPERFICIE DI CIRCA 6.000 ETTARI DEDICATI ALLA PRODUZIONE, NE È UNO DEI PRINCIPALI POLI EUROPEI.

Il report nasce da una collaborazione con le imprese e le associazioni di categoria del territorio sopracitato, nella convinzione che la sostenibilità rafforzi la qualità  e la competitività delle produzioni. Questo studio ha identificato 30 soluzioni e tecnologie per migliorare la sostenibilità della filiera della quarta gamma: DALL’ ELIMINAZIONE DELLA PLASTICA, ALLO SVILUPPO DELLE RINNOVABILI, DALLA RIDUZIONE DEGLI SCARTI AL LORO RIUTILIZZO, FINO ALL’EFFICIENZA DELLA LOGISTICA E DELLA DISTRIBUZIONE. Le tre BCC nell’ambito del progetto, sottoscrivono un protocollo di collaborazione con SYMBOLA, COLDIRETTI e CONFAGRICOLTURA per diffondere le soluzioni e le tecnologi “Green” mappate dal report, attivando un plafond comune di 20 milioni di euro dedicato a progetti sostenibili.

Il mercato della IV gamma rappresenta circa il 18% dell’intero valore economico del mercato
ortofrutticolo in Italia e il 2% del totale del mercato alimentare. Nel nostro Paese, il comparto della IV gamma è caratterizzato da una forte concentrazione territoriale. Campania e Lombardia, seguite dal Veneto, controllano la trasformazione dei prodotti orticoli di IV gamma (in particolare rucola, insalate e radicchi), mentre il Trentino, seguito da altre regioni del Nord Italia, controlla la trasformazione di prodotti frutticoli di IV gamma (in particolare mele). La Piana è uno dei principali poli europei della IV gamma. Con una superficie di circa 6.000 ettari dedicati alla produzione, le aziende agricole hanno sfruttato il clima mite per garantire una produzione costante durante tutto l’anno. Le colture includono le baby leaf, con una particolare specializzazione nella produzione di rucola, lattughino e spinacino. Negli ultimi dieci anni, si è assistito a un’espansione della produzione che ha integrato nuove varietà, come valeriana, basilico, radicchio, bietola, carota, ravanello e diverse insalate. La produzione sotto serra si è estesa anche ad altre coltivazioni aromatiche, come prezzemolo e coriandolo. Di particolare valore la rucola sia in forma selvatica che
coltivata (73% della produzione nazionale), che ha ottenuto il prestigioso marchio IGP nel 2020 e la
creazione di un Consorzio di Tutela nel marzo 2021.

La forte accelerazione internazionale ed europea verso una transizione verde, chiede alle imprese e ai territori di elevare i propri standard di sostenibilità. Le normative ambientali diventano via via più stringenti, i mercati selezionano sempre più i fornitori e i partner sulla base di criteri di sostenibilità, l’accesso al credito agevola coloro che mostrano il proprio impegno sui temi ESG, mentre i consumatori nelle scelte di acquisto premiano beni e servizi sostenibili, perché oggi sostenibilità è sinonimo di qualità. Questo vuol dire che la sostenibilità rappresenterà in futuro un prerequisito fondamentale per rimanere sul mercato. Dentro questa cornice, nasce il progetto Filiere sostenibili promosso da BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum e Serino, BCC Magna Grecia e Fondazione Symbola, in partnership con Coldiretti Campania e Confagricoltura Salerno, per raccontare le esperienze già in atto nel territorio e individuare soluzioni e tecnologie per il miglioramento delle performance ambientali, quindi della competitività, delle filiere produttive della Piana del Sele. Il progetto, coordinato da Marco Frey e Domenico Sturabotti rispettivamente presidente del comitato scientifico e direttore di Fondazione Symbola, copre due annualità e interessa nel 2024 la filiera della quarta gamma e nel 2025 la filiera bufalina. Cinque le dimensioni analizzate: Sostituzione o riduzione delle sostanze chimiche, Gestione della risorsa idrica, Gestione del suolo, Energia e riduzione delle emissioni di CO 2, Riutilizzo e riciclo dei sottoprodotti. L’intenzione è quella di estendere nel futuro il progetto ad altre filiere produttive dell’area. Il report sulla IV gamma nasce da un intenso confronto e collaborazione con le imprese e le associazioni del territorio durato un anno e mezzo. Nell’ambito del progetto BCC Campania Centro, BCC Capaccio Paestum e Serino e BCC Magna Grecia sottoscrivono un accordo di collaborazione con le associazioni Coldiretti e Confagricoltura per promuovere e diffondere i risultati del report e attivano un plafond comune di euro 20 mln aperto a quelle imprese che vorranno investire per migliorare processi e prodotti nel segno della sostenibilità.

Nella gestione del suolo, sarà fondamentale contrastare la diminuzione della fertilità. Per questo vengono proposte soluzioni da diffondere nelle pratiche agricole. Per la riduzione delle emissioni di CO2 e dei consumi energetici, sono già implementate soluzioni come il fotovoltaico, mentre l’agrivoltaico è ostacolato dall’idea che generi problemi di oscuramento delle colture, affrontabili in pieno campo con tecnologie già disponibili, mentre risulta più complessa l’integrazione sulle serre. Il trasporto può ridurre le emissioni sia attraverso la diffusione di mezzi elettrici che di sistemi refrigeranti a zero emissioni per garantire la salvaguardia dei prodotti agricoli.

Relativamente al riutilizzo di sottoprodotti e sul packaging c’è ancora molto da fare. Se da un lato sul packaging sono già adottate soluzioni sostenibili che vanno diffuse maggiormente, va approfondito il tema del riutilizzo di sottoprodotti (in alcuni casi ostacolato da barriere normative) e l’opportunità di “simbiosi industriale” con altre filiere per l’utilizzo degli scarti vegetali (es: realizzazione di impianti di compostaggio o digestione anaerobica, ecc…). Guardando al futuro, lo studio propone di concentrarsi su tre i fattori: l’acquisizione e lo sviluppo di competenze, essenziali per garantire una gestione efficace delle risorse e l’adozione di pratiche agricole sostenibili; una gestione oculata delle risorse finanziarie e naturali disponibili, investendo capitali in tecnologie già disponibili per l’efficientamento dei macchinari e una maggiore sicurezza alimentare; puntare all’innovazione tecnologica per migliorare la competitività del settore agricolo della Piana del Sele attraverso investimenti in attività di ricerca e sviluppo e la condivisione delle migliori pratiche all’interno della comunità agricola.

PER MAGGIORI INFORMAZIONE POTETE CONSULTARE IL RAPPORTO COMPLETO QUI: www.symbola.net