Si è tenuta venerdì 12 settembre l’inaugurazione della mostra Dedalo. Nuove prospettive dell’architettura, ospitata presso la Galleria dei Frati del Museo-FRaC Baronissi e visitabile fino al 5 ottobre 2025. L’esposizione è a cura di Claudio Bozzaotra e Pasquale Ruocco.
La mostra
Ispirandosi al mito di Dedalo, l’artefice del labirinto di Creta e archetipo del costruttore e progettista, la mostra celebra l’architettura come capacità di immaginare lo spazio, intrecciando sapienza tecnica e visione creativa.
«Dedalo. Le nuove prospettive dell’architettura costituisce un’ulteriore conferma del lavoro di ricerca e di promozione, in tutti i campi della creatività artistica, che da oltre due decenni il Museo-FRaC Baronissi porta avanti, affermandosi quale spazio d’incontro e riflessione sulla contemporaneità», ha dichiarato il sindaco di Baronissi, Anna Petta. «Una mostra sollecitata dall’instancabile attività del prof. Massimo Bignardi, direttore del museo, che nasce dalla volontà di esplorare le tendenze dell’architettura contemporanea in Campania e in altri ambiti, tessendo un dialogo tra alcuni protagonisti della nuova scena dell’architettura».
Il direttore del Museo-FRaC, Massimo Bignardi, ha evidenziato come l’esposizione non segua un percorso di architetture già realizzate, ma presenti una «sequenza di ipotesi che dichiarano la necessità di tessere correlazione con i linguaggi dell’arte contemporanea». In questa prospettiva, l’architettura si pone come espressione di un nuovo spazio della vita, capace di unire visione utopica e progettualità.

Per Claudio Bozzaotra, la mostra rappresenta «un’esplorazione, per quanto incompleta, di tendenze e percorsi dell’architettura contemporanea, presentando alcune esperienze di architetti della nuova generazione». Tra i nomi presenti: Orazio Carpenzano, Raffaele Cutillo, Felice Gualtieri, IodiceArchitetti, Antonella Mari, Giuseppe Piccolo, Massimiliano Rendina, Danilo Santoro e Klaus Schuwerk. Ogni architetto espone un plastico e una selezione di disegni, schizzi e annotazioni, intesi come strumenti vivi del pensiero creativo.
Pasquale Ruocco ha sottolineato la tensione che attraversa il percorso espositivo: «Un confronto serrato fra la ricerca autoriale tradizionale, basata su metodologie artigianali, e le possibilità offerte dalle tecniche generative basate su prompt e algoritmi computazionali». Se da un lato il disegno manuale custodisce la dimensione intima del pensiero progettuale, dall’altro le tecnologie digitali aprono nuove modalità di simulazione e visualizzazione.
La mostra si configura dunque come un viaggio attraverso idee, linguaggi e strumenti diversi, che rinnovano il senso stesso dell’architettura contemporanea. Un ringraziamento particolare è stato rivolto agli architetti partecipanti, il cui contributo ha reso possibile questo nuovo percorso di ricerca promosso dal Museo-FRaC Baronissi.
Il programma degli eventi collaterali e delle attività didattiche è a cura dell’Associazione culturale Tuttisuonati.

