Home AppuntamentiCyberbullismo, la Polizia Postale incontra i giovani: “Parlate, non abbiate paura”

Cyberbullismo, la Polizia Postale incontra i giovani: “Parlate, non abbiate paura”

by Elena Scisci

Un incontro per imparare a usare i social in modo consapevole, ma soprattutto per capire quanto la rete possa essere un luogo pieno di insidie. È quello che è andato in scena alla Sala Sordi, dove la Polizia Postale – o “cibernetica”, come l’hanno definita con un sorriso Roberta Manzo e Vincenzo Capone – ha fatto irruzione non per indagare, ma per dialogare con la giuria +10 e giocare insieme ai ragazzi.

Manzo, sostituto commissario della Polizia di Stato e responsabile della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica, e Capone, sovrintendente della Polizia di Stato, hanno coinvolto gli adolescenti mostrando immagini di volti noti del web: i Me Contro Te, Fru, Favij. Idoli riconosciuti in un attimo. Poi però, altre foto. Volti sconosciuti ai più. Eppure importanti. Importantissimi.

Sono i volti di quattro giovani vittime di cyberbullismo:
Leonardo Calcina, 15 anni, di Senigallia, che si tolse la vita dopo presunti atti di bullismo scolastico;
Carolina Picchio, 14 anni, che non riuscì più a convivere con la diffusione di un video di molestie sessuali girato e condiviso da coetanei durante una festa;
Alessandro Cascone, 13 anni, di Gragnano, tormentato dai bulli fino a settembre 2022, quando decise di farla finita;
Amanda Todd, 15enne canadese, vittima di revenge porn, autrice del toccante video in cui raccontò la sua storia prima di togliersi la vita.

Quattro storie che toccano, scuotono, fanno riflettere. E aiutano – forse più di mille lezioni frontali – la Polizia Postale a entrare in sintonia con gli adolescenti, tutti armati di smartphone, profili Instagram, TikTok e immancabile WhatsApp: strumenti potenti, ma che possono trasformarsi in veicoli di violenza.

Quando vi trovate in difficoltà, parlatene – hanno insistito Manzo e Capone – con i vostri genitori, i fratelli più grandi, gli insegnanti, il catechista. Oppure chiamate noi. Non abbiate timore”. Un appello semplice, ma fondamentale, contro il silenzio che spesso soffoca più degli insulti.

L’impegno del Giffoni Film Festival sul fronte dell’educazione digitale è proseguito anche in serata, nella Sala Blu, con la presentazione del cortometraggio “101%” di Serena Corvaglia, vincitore della VI edizione del contest La realtà che NON Esiste, promosso da One More Pictures con Rai Cinema e realizzato in collaborazione con la Polizia di Stato.

Il corto analizza con creatività e sensibilità le nuove forme di comunicazione digitale, offrendo una riflessione critica sull’uso dei social e sulle sfide che ragazzi, famiglie e istituzioni affrontano ogni giorno.

La sala era gremita di ospiti, tra cui il questore di Salerno Giancarlo Conticchio e il prefetto Francesco Esposito, presenti per ribadire l’importanza della collaborazione tra il Giffoni e la Polizia di Stato. Un dialogo necessario, soprattutto in un’epoca in cui la vita degli adolescenti passa – nel bene e nel male – attraverso gli schermi.

 

 

Elena Scisci