Home EventiColtivare il futuro: BCC Capaccio Paestum e Serino e Hera Argiva Paestum puntano sul carciofo IGP

Coltivare il futuro: BCC Capaccio Paestum e Serino e Hera Argiva Paestum puntano sul carciofo IGP

by Silvia Ventre

Nel cuore della Piana del Sele, dove la terra racconta storie antiche e i campi conservano la memoria delle stagioni, nasce un nuovo momento di dialogo dedicato a uno dei suoi simboli più autentici. La BCC Capaccio Paestum e Serino, insieme all’Associazione Hera Argiva Paestum, promuove un incontro che intreccia tradizione, economia e identità.

Martedì 28 aprile, alle ore 17:30, la Sala Mucciolo della sede di Capaccio Paestum aprirà le sue porte al convegno “Il Carciofo a Paestum”, un appuntamento pensato per agricoltori, operatori del settore e cittadini.  L’iniziativa si inserisce nel calendario della Festa del Carciofo di Paestum IGP e accende i riflettori su una coltivazione che, da secoli, disegna il paesaggio e l’identità di Paestum. Il carciofo non è soltanto un prodotto agricolo: è un frammento di storia, un segno distintivo che parla di radici e appartenenza.

Eppure, negli ultimi anni, questo simbolo ha iniziato a sbiadire. La sua coltivazione ha conosciuto una progressiva contrazione, spesso sostituita da produzioni più rapide e immediate. Una scelta che, se da un lato risponde a logiche economiche, dall’altro apre interrogativi profondi sul futuro agricolo, culturale e paesaggistico del territorio. Il convegno si propone così come uno spazio di riflessione e proposta: un’occasione per analizzare le difficoltà della filiera, valorizzare il riconoscimento IGP come leva di sviluppo, immaginare nuove strategie a sostegno dei produttori e, soprattutto, restituire centralità a una coltura che è patrimonio condiviso.

A prendere la parola saranno i rappresentanti della banca, con il Presidente e il Direttore, rappresentanti dell’Associazione Hera Argiva Paestum, insieme ai membri dell’associazione e a esperti del settore agricolo. Voci diverse, chiamate a costruire un racconto comune. La partecipazione è aperta a tutti. Agricoltori, imprese e cittadini sono invitati a sedersi allo stesso tavolo, perché il futuro della terra non appartiene a pochi, ma si coltiva insieme, come un campo che aspetta nuove stagioni.