Home AttualitàCina, quasi 200 standard per l’intelligenza artificiale. Pechino accelera anche sul 6G

Cina, quasi 200 standard per l’intelligenza artificiale. Pechino accelera anche sul 6G

Il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione punta a uno sviluppo ordinato dell’IA e prepara nuove sperimentazioni per le tecnologie di prossima generazione

by Aurelia Santoro

La Cina ha definito finora quasi 200 standard chiave per l’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di accompagnare la crescita del settore e favorire uno sviluppo solido, regolamentato e ordinato. A riferirlo è stato Xin Guobin, vice ministro del Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione (MIIT), intervenuto il 26 agosto durante una conferenza stampa organizzata dall’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato.

Secondo quanto spiegato dal funzionario, l’intelligenza artificiale è ormai entrata in maniera sempre più capillare nel sistema produttivo cinese, interessando diverse fasi della filiera industriale. Dalla ricerca e sviluppo alla progettazione, passando per la produzione e la manifattura, fino al controllo qualità, alla gestione e alle attività di manutenzione: l’IA viene progressivamente integrata in numerosi processi considerati strategici per la competitività dell’industria.

La definizione di standard comuni rappresenta, in questo scenario, uno degli strumenti attraverso cui Pechino intende accompagnare l’espansione delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo è creare un quadro di riferimento che possa favorire una crescita coordinata del comparto, sostenendo al tempo stesso l’adozione delle nuove tecnologie nei diversi settori dell’economia.

Particolare attenzione viene inoltre dedicata agli aspetti etici e alle modalità di utilizzo dei servizi basati sull’IA. Xin Guobin ha spiegato che diverse città cinesi hanno già avviato attività di valutazione etica e di analisi delle pratiche legate ai servizi di intelligenza artificiale. Un percorso che punta a valutare non soltanto le potenzialità delle nuove tecnologie, ma anche le modalità con cui vengono applicate nella società e nel mondo produttivo.

La strategia cinese guarda però anche oltre l’attuale sviluppo dell’intelligenza artificiale. Nel corso della stessa conferenza stampa, Liu Yulin, direttore del Dipartimento per lo sviluppo dell’informazione e delle comunicazioni del MIIT, ha illustrato le prospettive relative al 6G, la tecnologia mobile destinata a rappresentare la successiva evoluzione rispetto alle attuali reti di quinta generazione.

Nel periodo del 15esimo Piano quinquennale, relativo agli anni 2026-2030, la Cina prevede di intensificare gli investimenti e gli sforzi dedicati allo sviluppo delle tecnologie chiave del 6G. Il programma prevede la prosecuzione delle attività di ricerca e sperimentazione, insieme al lavoro sulla definizione degli standard necessari alla futura diffusione della tecnologia.

Secondo Liu Yulin, le sperimentazioni sul 6G e le attività di standardizzazione saranno portate avanti in modo continuativo, con l’obiettivo di favorire la maturazione del settore e contribuire alla costruzione di un ecosistema tecnologico completo. La fase di ricerca e sviluppo dovrebbe quindi preparare il terreno alla successiva introduzione commerciale delle reti 6G.

Intelligenza artificiale e telecomunicazioni di nuova generazione si inseriscono così all’interno di una più ampia strategia cinese orientata all’innovazione tecnologica. Da una parte, Pechino punta a definire regole e standard per accompagnare la rapida diffusione dell’IA; dall’altra, guarda già alla prossima frontiera della connettività, investendo nella ricerca e nella sperimentazione del 6G.

Il periodo 2026-2030 si presenta quindi come una fase centrale per la trasformazione tecnologica del Paese, con l’obiettivo di consolidare le applicazioni dell’intelligenza artificiale e, parallelamente, costruire le condizioni scientifiche, industriali e normative necessarie per arrivare alla futura era del 6G.